Castlevania: il prototipo Souls scartato

Evil Empire racconta perché ha abbandonato una versione più lenta e difficile del nuovo Castlevania.

castlevania: belmont's curse (2026 · series x|s/pc/ps5) - castlevania belmont's curse: rose belmont è la protagonista
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Castlevania: Belmont’s Curse ha attraversato una fase di sviluppo molto diversa dal gioco arrivato sul mercato il 15 ottobre 2026: Evil Empire ha sperimentato un combattimento più lento e pesante, vicino per atmosfera a Dark Souls, prima di abbandonarlo. Il motivo, secondo il responsabile business dello studio Ben Laulan, è che quel ritmo risultava troppo lento, intenso e difficile per l’identità di Castlevania.

Perché Evil Empire ha rinunciato alla versione vicina a Dark Souls

Laulan ha raccontato in un’intervista a PCGamesN, ripresa il 16 ottobre da GamesRadar, che il team ha provato numerose iterazioni prima di trovare una direzione soddisfacente. Una di queste privilegiava scontri pesanti e un ritmo più misurato. Il problema non era soltanto la difficoltà: il modello finiva per allontanarsi dalla combinazione di movimento, esplorazione e combattimento che gli sviluppatori volevano conservare.

La squadra ha provato anche la direzione opposta, aumentando la velocità. In quel caso il risultato ricordava troppo Dead Cells e lasciava meno spazio all’esplorazione. La soluzione finale è stata cercare un compromesso: un combattimento dinamico, senza sacrificare il tempo necessario a osservare l’ambiente, aprire percorsi e tornare nelle aree precedenti.

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rose belmont esplora gli scenari di castlevania belmonts curse

Dal modello Dead Cells al ritmo di Castlevania

Il retroscena è particolarmente significativo perché Evil Empire ha lavorato a Dead Cells, titolo la cui storia si intreccia proprio con le influenze della saga Konami. Il nuovo Castlevania non poteva però essere una semplice trasposizione di quella velocità. Nel colloquio pubblicato da Xbox Wire, il direttore creativo Emmanuel Nouaille e il produttore Konami Tsutomu Taniguchi avevano già spiegato che il progetto doveva prima definire i pilastri della serie, preservando l’esplorazione e modernizzando l’utilizzo della frusta.

La differenza pratica è chiara: in un gioco costruito anche sul ritorno in luoghi già visitati, un sistema di combattimento estremo può monopolizzare l’attenzione e spezzare il ritmo della scoperta. Viceversa, una mobilità eccessiva rischia di appiattire la lettura delle stanze. Sono due compromessi di design, non due prototipi giocabili distribuiti al pubblico.

una scena ufficiale di castlevania belmonts curse

La versione uscita il 15 ottobre

Konami ha confermato il lancio del 15 ottobre 2026 su PS5, Nintendo Switch, Xbox Series X|S, Xbox su PC e Steam. L’avventura, ambientata nella Parigi del 1499, segue Rose Belmont, figlia di Trevor, e punta sul Vampire Killer sia negli scontri sia nell’attraversamento degli scenari.

Chi vuole approfondire la collocazione della protagonista nella saga può leggere il nostro articolo dedicato a Rose Belmont e alla storia di Belmont’s Curse. Qui il punto è diverso: capire perché gli sviluppatori abbiano escluso due estremi di gameplay prima di definire quello pubblicato. La testimonianza non significa che sia esistito un Castlevania Soulslike completo, ma documenta prove di bilanciamento realmente raccontate dal team.

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