Echoes of Aincrad non si limita a riportare i giocatori nel mondo di Sword Art Online. Il nuovo action JRPG di Bandai Namco prova a ricreare anche il pericolo che ha reso memorabile l’arco narrativo di Aincrad: morire può significare perdere definitivamente la propria avventura.
Prima di preoccuparsi, però, è necessaria una precisazione. La cancellazione del salvataggio non riguarda la modalità normale, ma esclusivamente la Death Game Mode, una sfida opzionale pensata per chi vuole vivere l’esperienza senza seconde possibilità.
Il gioco è disponibile dal 10 luglio 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC. A differenza di altri titoli dedicati a Sword Art Online, non mette il giocatore direttamente nei panni di Kirito. Si crea invece un avatar personale, scegliendone aspetto, equipaggiamento e stile di combattimento, per diventare uno dei partecipanti intrappolati nel castello fluttuante.
Una premessa affascinante, ma Echoes of Aincrad richiede di comprendere alcuni sistemi prima di lanciarsi contro i suoi nemici più pericolosi.
Cos’è la Death Game Mode di Echoes of Aincrad
La Death Game Mode è una modalità con morte permanente. Se il protagonista viene sconfitto, il viaggio termina e i dati relativi a quella partita vengono cancellati.
Non ci sono tentativi aggiuntivi, respawn o salvataggi precedenti da ricaricare. La regola riproduce il concetto centrale di Sword Art Online: una sola vita e nessuna seconda occasione.
La modalità normale non applica questa penalità. Chi desidera seguire la storia, imparare il sistema di combattimento ed esplorare Aincrad senza rischiare di ricominciare dall’inizio può quindi giocare tranquillamente.
La stessa Bandai Namco presenta la Death Game Mode come una sfida facoltativa, rivolta a chi conosce già i sistemi e vuole trasformare ogni scontro in una decisione potenzialmente definitiva.
Quando si sblocca la modalità con morte permanente
Nell’edizione Standard, la Death Game Mode diventa disponibile dopo aver completato una volta il gioco. Questa limitazione permette di affrontarla conoscendo già nemici, boss, armi e meccaniche fondamentali.
Le edizioni Deluxe e Ultimate includono invece lo sblocco anticipato della modalità. È quindi possibile iniziare direttamente una partita con morte permanente, anche se non è necessariamente la scelta migliore.
Affrontare la Death Game Mode al primo tentativo significa non conoscere la posizione dei pericoli, le mosse dei boss o l’efficacia delle diverse configurazioni. Per quanto l’idea sia fedele allo spirito dell’anime, una prima partita normale rimane la soluzione più sensata.
Uscire dal gioco cancella il salvataggio?
La modalità non punisce chi deve interrompere normalmente una sessione. Tornare volontariamente alla schermata del titolo o chiudere il gioco seguendo la procedura prevista non provoca la cancellazione dei dati.
Bandai Namco specifica inoltre che un’interruzione imprevista, come una perdita di corrente, non dovrebbe essere interpretata come una sconfitta. Il salvataggio viene eliminato quando il personaggio muore durante l’avventura, non semplicemente quando si smette di giocare.
Questo significa che la Death Game Mode non obbliga a completare l’intero titolo in una sola sessione. È possibile salvare, uscire e riprendere successivamente, ma il salvataggio non protegge dalle conseguenze della morte.
Quale arma scegliere prima di investire i punti
Echoes of Aincrad offre sei categorie di armi: spade, asce a due mani, daghe, rapiere, spadoni e mazze. Ogni tipologia modifica velocità, portata e approccio agli scontri.
La scelta non è soltanto estetica. Salendo di livello si ottengono Growth Points da distribuire nelle statistiche e alcune caratteristiche risultano più adatte a determinate armi. Spendere i punti senza aver prima trovato uno stile convincente può produrre una configurazione poco efficace.
La spada rappresenta generalmente una soluzione equilibrata per prendere confidenza con il gioco. Daghe e rapiere favoriscono un approccio più rapido, mentre asce e spadoni richiedono di gestire meglio tempi e aperture, compensando la minore velocità con attacchi più pesanti.
Prima di definire la propria crescita conviene sperimentare tutte le categorie disponibili. La demo gratuita permette di affrontare cinque missioni e provare ogni tipo di arma, diventando un buon punto di partenza per chi non ha ancora acquistato il gioco.
Stamina, SP e oggetti sono essenziali
Il combattimento non consiste esclusivamente nel concatenare attacchi. Il personaggio deve gestire punti vita, Stamina e SP.
La Stamina viene coinvolta nelle azioni difensive e nei movimenti, mentre gli SP servono per eseguire le Sword Skills. Consumare tutte le risorse nel momento sbagliato può lasciare il protagonista senza possibilità di reagire.
Nella modalità normale un errore può tradursi nella ripetizione di una sezione. Nella Death Game Mode lo stesso errore può porre fine all’intera partita. Per questo è importante non affrontare un nemico sconosciuto esaurendo immediatamente tutte le abilità disponibili.
Anche gli oggetti hanno un ruolo concreto. Cristalli curativi e pozioni aiutano a recuperare salute, mentre mine, pietre esplosive e strumenti debilitanti possono rendere più gestibili gli avversari pericolosi. Accumulare consumabili senza utilizzarli non è una strategia utile quando una sconfitta cancella decine di ore di progressi.
Il partner non è soltanto un accompagnatore
Ogni missione consente di portare con sé un partner, dotato di abilità di supporto e tecniche combinate. La sua configurazione può influire direttamente sulla sopravvivenza del protagonista.
Il giocatore può alternare due comportamenti principali. La Switch Mode permette di dividere l’attenzione dei nemici e alternare gli attacchi con il compagno. La Free Mode consente invece di combattere contemporaneamente ed è utile contro gruppi numerosi.
Non esiste una modalità sempre superiore all’altra. La scelta deve cambiare in base al numero degli avversari, alla loro aggressività e alla necessità di creare un’apertura. Nella Death Game Mode, ignorare l’equipaggiamento e le abilità del partner significa rinunciare a una delle principali difese a disposizione.
Esplorare serve anche a sopravvivere
Aincrad comprende città, aree aperte e dungeon che si sbloccano con l’avanzamento della storia. Attivando i checkpoint si rivelano nuove porzioni della mappa, scorciatoie, tesori e percorsi nascosti.
Le città funzionano come basi nelle quali acquistare o creare oggetti, potenziare e fondere le armi, cambiare equipaggiamento e prepararsi alle missioni successive.
Correre direttamente verso l’obiettivo principale può essere allettante, ma lasciare indietro risorse e miglioramenti rende gli scontri successivi più rischiosi. Esplorare, completare missioni e controllare l’equipaggiamento prima di entrare in un dungeon diventa ancora più importante quando non è possibile recuperare una partita terminata.
Conviene iniziare subito con la Death Game Mode?
Per la maggior parte dei giocatori, no. Anche possedendo la Deluxe o la Ultimate Edition, iniziare direttamente con la morte permanente rischia di trasformare una modalità interessante in un’esperienza frustrante.
La campagna normale permette di imparare il consumo della Stamina, provare le sei armi, conoscere gli attacchi dei boss e capire come configurare il partner. Una volta completata, si avranno gli strumenti necessari per affrontare la vera sfida.
La Death Game Mode è probabilmente la caratteristica più curiosa di Echoes of Aincrad, perché traduce in una regola concreta la minaccia che definisce Sword Art Online. Non è però una difficoltà da selezionare soltanto per orgoglio: richiede preparazione, prudenza e conoscenza del gioco.
Chi vuole semplicemente esplorare Aincrad può iniziare senza paura dalla modalità normale. Il salvataggio non verrà cancellato dopo una comune sconfitta. Chi invece sceglie la Death Game Mode deve accettare la sua regola fondamentale: quando l’avventura finisce, non resta alcun punto da cui ricominciare.
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