Alone in the Dark: un anno dopo, cosa non ha funzionato davvero?

Alone in the Dark delude al lancio: voti mediocri, problemi tecnici e tensione che non decolla. Scopri cosa non ha funzionato davvero nel reboot.

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C’era tanta attesa per il ritorno di Alone in the Dark, e per molti buone ragioni: un franchise storico, atmosfere da brividi, e un cast che includeva attori di peso come David Harbour e Jodie Comer. Ma ora che il gioco è uscito, il clima è cambiato. Recensioni tiepide, utenti delusi e vendite sotto le aspettative. Ma perché questo reboot ha fatto così fatica a imporsi?

L’horror c’è, ma non spaventa

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Uno dei punti più critici riguarda proprio quello che dovrebbe essere il cuore pulsante del gioco: la tensione. Alone in the Dark sembra più un thriller che un survival horror, e sebbene l’atmosfera sia ben costruita, manca quel senso costante di pericolo che dovrebbe tenerti incollato allo schermo. Abbiamo raccolto le informazioni principali in scheda di Alone in the Dark.

Ti è mai capitato di giocare a un horror dove già dopo mezz’ora capisci tutto il ritmo del gioco? Ecco, è quello che succede qui.

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Meccaniche legnose e IA imbarazzante

I combattimenti sono stati un altro grosso punto dolente per molti giocatori. Le animazioni legnose, l’intelligenza artificiale poco reattiva e una gestione delle armi poco intuitiva hanno reso alcune fasi frustranti più che spaventose. E il sistema di mira? Sembra uscito da un gioco di due generazioni fa.

E quando inizi a combattere contro il gioco stesso invece che contro i mostri… qualcosa non torna.

Buone idee, realizzazione pigra?

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A onor del vero, non tutto è da buttare. L’ambientazione anni ’20 è affascinante, la colonna sonora funziona, e alcuni dialoghi sono ben scritti. Ma c’è un senso generale di “occasione sprecata”, come se il progetto fosse rimasto incastrato tra le ambizioni creative e un budget troppo stretto.

E questa sensazione è ancora più evidente se mettiamo Alone in the Dark a confronto con altri reboot riusciti, come Dead Space o Resident Evil 2. Il confronto non regge, purtroppo.

Il verdetto? Un’occasione mancata

I voti parlano chiaro: tra 5 e 6,5 su molti siti internazionali. Non una stroncatura totale, ma una media che non basta per risollevare un progetto ambizioso. Il pubblico voleva un ritorno in grande stile. Si è ritrovato con qualcosa che sembra più una demo estesa che un gioco completo.

Tu lo hai provato? Ti è piaciuto o sei rimasto deluso anche tu? ù

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