Bloodborne film animato: Sony annuncia il progetto R-rated con Jacksepticeye produttore

Bloodborne diventa un film animato R-rated: Sony vuole sangue vero, Jacksepticeye produce

bloodborne copertina
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Durante il CinemaCon 2026, Sony Pictures ha tolto il velo su uno dei progetti più attesi dai fan di FromSoftware: un film animato di Bloodborne con rating vietato ai minori (R-rated) è ufficialmente in sviluppo. A sorpresa, tra i produttori figura Jacksepticeye, nome d’arte di Seán William McLoughlin, content creator irlandese con milioni di seguaci e una passione documentata per il gioco di Hidetaka Miyazaki. L’annuncio ha scosso la community, tra entusiasmo per la fedeltà promessa al materiale originale e qualche interrogativo legittimo sul peso di un YouTuber in un progetto di questa portata. Quel che è certo è che Sony vuole portare Yharnam sul grande schermo nel modo più brutale e autentico possibile.

CinemaCon 2026: l’annuncio che nessuno si aspettava così presto

bloodborne screenshot gameplay

L’annuncio è arrivato il 13 aprile 2026 durante la presentazione di Sony Pictures al CinemaCon, la convention annuale dei distributori cinematografici che si tiene a Las Vegas. Non è la sede più ovvia per un progetto legato ai videogiochi, ma Sony ha scelto questo palcoscenico per comunicare al mercato che il progetto è reale, finanziato e in fase attiva di sviluppo. Per seguire tutti gli aggiornamenti c'è approfondimento su Bloodborne.

A prendere la parola è stato Sanford Panitch, presidente del Sony Pictures Entertainment Motion Picture Group, che ha usato parole precise: il film sarà “very true” allo spirito di Bloodborne, inclusa la violenza, l’orrore e l’atmosfera gotica che hanno definito il gioco. Un’indicazione chiara che Sony non ha intenzione di ammorbidire il tono per allargare il pubblico, scelta che ha già fatto discutere.

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Chi è Jacksepticeye e perché è produttore di un film su Bloodborne

bloodborne screenshot gameplay

Seán William McLoughlin, in arte Jacksepticeye, è uno dei creator irlandesi più seguiti al mondo su YouTube, con una carriera costruita su playthrough di videogiochi e una fanbase consolidata. Il suo gameplay completo di Bloodborne ha totalizzato quasi cinque milioni di visualizzazioni, e il titolo FromSoftware è dichiaratamente il suo videogioco preferito di sempre.

La sua presenza nel progetto non è quindi puramente simbolica o legata alla visibilità del brand personale. McLoughlin entra nella produzione come co-produttore, accanto a PlayStation Productions e Lyrical Animation, lo studio di animazione coinvolto nel progetto. Lyrical Media, casa madre di Lyrical Animation, contribuisce anche al co-finanziamento del film insieme a Sony Pictures.

La scelta di coinvolgere un creator con un legame genuino al gioco piuttosto che un nome hollywoodiano di peso è coerente con una certa tendenza degli ultimi anni nel settore: i progetti legati ai videogiochi funzionano meglio quando chi li gestisce conosce il materiale di partenza dall’interno, non solo come proprietà intellettuale da sfruttare.

Bloodborne: perché questo gioco è difficile da adattare

bloodborne screenshot gameplay

Sviluppato da FromSoftware e pubblicato da Sony Interactive Entertainment nel 2015 come esclusiva PlayStation, Bloodborne è un action RPG ambientato a Yharnam, una città vittoriana immersa in un incubo gotico. Il giocatore interpreta un cacciatore arrivato in città in cerca di un rimedio misterioso e si trova a combattere creature mostruose che un tempo erano esseri umani, in un universo narrativo denso di riferimenti a H.P. Lovecraft, al corpo horror e alla filosofia della follia come soglia tra il mondo ordinario e l’abisso cosmico.

La narrazione di Bloodborne è volutamente frammentata. Come tutti i giochi di Hidetaka Miyazaki, la storia non si racconta in modo lineare: si accumula attraverso descrizioni degli oggetti, ambienti silenziosi, personaggi che parlano per enigmi, e una lore stratificata che richiede attenzione attiva da parte del giocatore per essere compresa. Tradurre tutto questo in un film, che per sua natura richiede struttura narrativa esplicita e archi drammatici riconoscibili, è una sfida non banale.

Che tipo di Bloodborne animato stiamo aspettando? Un’opera fedele al mood, cupa e perturbante, o qualcosa di più accessibile con la sola estetica del gioco come scenografia? La risposta di Panitch suggerisce la prima direzione, ma le parole intenzione e risultato non sempre coincidono.

Il rating R e cosa significa per il progetto

bloodborne screenshot gameplay

La decisione di puntare su un rating R (vietato ai minori di 17 anni non accompagnati negli Stati Uniti) è uno dei segnali più concreti delle intenzioni di Sony. Significa sangue, violenza esplicita, horror autentico. Non un prodotto per famiglie o per il pubblico generalista, ma qualcosa di specificamente rivolto agli adulti che hanno già un rapporto con il gioco o con il genere.

Nel panorama degli adattamenti animati di videogiochi recenti, il rating R è stato uno dei fattori che ha contribuito al successo della serie Castlevania su Netflix, diventata un modello di riferimento per l’animazione per adulti ispirata al gaming. Sony conosce bene quel precedente, ed è difficile credere che non lo abbia tenuto in considerazione nella definizione del tono del progetto.

Un film animato per adulti su Bloodborne, se eseguito con la stessa cura narrativa e la stessa coerenza visiva che ha caratterizzato i migliori adattamenti degli ultimi anni, ha tutte le premesse per funzionare. I rischi, però, ci sono.

Cosa non sappiamo ancora: regista, cast, data di uscita

L’annuncio al CinemaCon ha dato sostanza al progetto senza però riempire i vuoti più importanti. Al momento non ci sono informazioni su chi dirigerà il film, su un cast vocale anche solo parziale, né su una data di uscita o una finestra temporale di riferimento. Il fatto che nessuno di questi dettagli sia stato condiviso suggerisce che la produzione sia ancora in una fase relativamente iniziale, nonostante l’annuncio pubblico.

PlayStation Productions, che negli ultimi anni ha supervisionato adattamenti come la serie The Last of Us su HBO con grande successo critico e commerciale, porta nel progetto un’esperienza significativa nella gestione delle proprietà Sony Interactive Entertainment. La qualità del lavoro fatto su The Last of Us non implica automaticamente lo stesso risultato su Bloodborne, ma offre una base metodologica solida.

Il precedente The Last of Us e la strategia Sony sugli adattamenti

Sony ha costruito negli ultimi anni una strategia precisa intorno agli adattamenti delle sue esclusive PlayStation. The Last of Us ha stabilito uno standard alto per la fedeltà narrativa e la qualità produttiva. Gran Turismo ha percorso una strada diversa, più commerciale. Ghost of Tsushima ha un progetto cinematografico in sviluppo.

Bloodborne si inserisce in questo quadro come uno dei titoli più iconici e stilisticamente coerenti del catalogo, ma anche come uno dei più rischiosi da adattare per il mainstream. Non ha sequel ufficiali, la sua fanbase è appassionata ma esigente, e il lore è abbastanza oscuro da scoraggiare chi non lo conosce.

Il coinvolgimento di Jacksepticeye come produttore serve anche da segnale verso quella fanbase: qualcuno che sa cosa significa giocare Bloodborne fino in fondo è nella stanza quando si prendono le decisioni. Se questo si tradurrà in scelte creative coraggiose, lo si vedrà solo quando il film prenderà forma più concreta.

Cosa ne pensi di questa mossa di Sony? Il formato animato per adulti è la scelta giusta per Yharnam, o avresti preferito qualcosa di live action? Dillo nei commenti e seguici su Instagram @gamecast_it per tutti gli aggiornamenti sul mondo del gaming e dei suoi adattamenti.

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