Diablo 4 ha ricevuto una nuova patch, ma invece di sistemare il bilanciamento Blizzard ha accidentalmente creato una build praticamente immortale. Il problema nasce da una combinazione tra le stack di Resolve e il potere leggendario Glynn’s Anvil, che in alcune condizioni porta la riduzione danni oltre il 170%. Abbiamo raccolto le informazioni principali in pagina dedicata a Diablo 4.
Come funziona il bug dell’immortalità in Diablo 4
Il bug riguarda soprattutto le classi già molto resistenti, come le build tank più pesanti. Normalmente le stack di Resolve hanno un limite preciso, ma dopo l’aggiornamento alcuni pezzi equipaggiamento aumentano il massimo consentito in modo errato. Invece di aggiungere 3 stack extra, il gioco ne assegna fino a 12 per oggetto migliorato.
Questo significa che alcune build possono arrivare fino a 44 stack di Resolve. Da sole rendono il personaggio estremamente resistente, ma il vero problema arriva con Glynn’s Anvil, modificato da Blizzard per renderlo più utile. Ora il potere garantisce il 4% di riduzione danni per ogni stack di Resolve.
Con il limite corretto si parlerebbe di un buff importante ma gestibile. Con il bug attivo, invece, la riduzione danni arriva teoricamente al 176%, trasformando il personaggio in qualcosa di molto vicino all’immortalità. Per una patch nata per migliorare la sopravvivenza, il risultato è decisamente fuori scala.
Vale la pena ricordare che Blizzard continua ad aggiornare il suo action RPG con modifiche frequenti a classi e sistemi. Su sito ufficiale di Diablo 4 vengono pubblicate regolarmente le patch note, ma casi come questo mostrano quanto sia fragile l’equilibrio di un live service moderno.
Blizzard sistemerà il bug molto rapidamente
Non serve molta fantasia per capire come finirà. Il bug nasce chiaramente da un errore numerico nelle stack di Resolve e Blizzard interverrà quasi certamente nel giro di poco tempo. Lasciare una build immortale in un gioco costruito attorno a dungeon, elite e gestione del danno romperebbe completamente il meta.
Per noi di gamecast il dettaglio interessante non è nemmeno l’immortalità in sé, ma il fatto che molti giocatori abbiano accolto positivamente questo boost difensivo. Diablo 4 continua a essere criticato da una parte della community per il caos visivo degli scontri avanzati e per la quantità di effetti che riempiono lo schermo durante boss fight ed eventi endgame.
Non è la prima volta che un live service crea involontariamente build fuori controllo dopo una patch. Negli ultimi anni abbiamo visto casi simili anche in MMO e looter shooter, spesso risolti nel giro di pochi giorni. Il rischio vero è un altro: quando un bug viene accolto meglio del bilanciamento ufficiale, significa che forse qualcosa nella progressione difensiva non sta funzionando come dovrebbe.
Chi sta seguendo gli RPG online più recenti probabilmente riconosce già il problema: build sempre più fragili, combattimenti saturi di effetti e numeri gonfiati per aumentare artificialmente la difficoltà. Lo stesso dibattito è emerso anche fuori da Sanctuary, dai survival extraction come SCP Extraction Protocol fino agli action più sperimentali recensiti su Gamecast come Nitro Gen Omega.
Il vero problema di Diablo 4 forse non è il bug
In redazione pensiamo che Blizzard correggerà il numero sbagliato molto rapidamente. Il dubbio è un altro: se così tanti giocatori trovano più divertente una build quasi immortale rispetto al bilanciamento standard, forse Diablo 4 sta ancora cercando il giusto equilibrio tra difficoltà, leggibilità e soddisfazione delle build tank.
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