Le luci saltano una dopo l’altra mentre il rumore metallico sotto il pavimento continua ad avvicinarsi. Hai solo una torcia, una keycard di livello 4 e corridoi pieni di porte che forse non dovresti aprire. SCP Extraction Protocol si sta costruendo attorno a questa idea semplice: togliere al giocatore qualsiasi senso di controllo reale e trasformare la struttura SCP in un labirinto vivo, ostile e imprevedibile.
In redazione stiamo seguendo il progetto perché sembra voler evitare il classico horror SCP pieno di jumpscare e combattimenti improvvisati. Da quello che emerge dai trailer, dagli aggiornamenti Steam e dalle discussioni community, il focus qui è la sopravvivenza psicologica. Non sei un soldato armato fino ai denti. Sei qualcuno intrappolato troppo in basso, troppo solo e con poche possibilità di uscirne vivo. E nel panorama horror indie attuale, questa direzione più lenta e opprimente potrebbe aiutare il gioco a ritagliarsi uno spazio preciso. Trovi altri dettagli in la scheda completa di SCP Extraction Protocol.
Un horror SCP più vicino alla sopravvivenza che all’azione
L’universo SCP continua a essere una miniera inesauribile per gli sviluppatori horror indipendenti. Il problema è che molti progetti recenti si somigliano tutti: corridoi bui, urla improvvise e multiplayer cooperativo pensato soprattutto per streamer e clip virali.
SCP Extraction Protocol sembra voler lavorare in modo diverso.
La premessa narrativa è chiara: il giocatore interpreta un ribelle incaricato di attivare il Protocollo di Distruzione, una sequenza di autodistruzione progettata per cancellare ogni traccia degli SCP contenuti nella struttura. Ovviamente il piano fallisce quasi subito. La squadra viene massacrata, il complesso precipita nel caos e gli SCP iniziano a muoversi liberamente nelle varie sezioni del sito.
L’aspetto interessante è che il gioco insiste continuamente sulla vulnerabilità del protagonista. Non puoi combattere gli SCP. Devi comprenderli, evitarli e manipolarne il comportamento. È un approccio che ricorda horror asimmetrici come Amnesia o Alien: Isolation più che i classici shooter SCP.
L’altra differenza importante è il tono industriale. La descrizione ufficiale parla di “isolation, obedience, and the sound coming from below”, e tutto il materiale promozionale ruota attorno a questa sensazione di struttura sotterranea fuori controllo. Il complesso non sembra soltanto una mappa: sembra quasi un organismo che reagisce alla tua presenza.
Anche il design delle zone segue questa filosofia. La Entrance Zone rappresenta la parte più “ordinata” della struttura, ormai svuotata e silenziosa. La Heavy Containment Zone è invece il cuore dell’incubo: corridoi metallici, camere di contenimento aperte e SCP ostili ovunque. La Light Containment Zone appare relativamente più stabile, ma il gioco lascia intendere molto presto che la sicurezza è solo apparente.
Tutte le informazioni confermate finora
Al momento SCP Extraction Protocol è disponibile in accesso anticipato su PC tramite Steam, mentre i dati IGDB indicano anche una release su Nintendo Switch prevista per il 30 aprile 2026. La struttura generale dell’esperienza è single player, con elementi puzzle, simulator e horror survival in prima persona.
Il sistema di progressione sembra basarsi su esplorazione, keycard e aggiornamento dinamico degli obiettivi. Durante l’avventura il giocatore raccoglie documenti, registrazioni e appunti lasciati dagli scienziati del sito, costruendo gradualmente il quadro del disastro avvenuto nel complesso.
Dal punto di vista tecnico il gioco utilizza una struttura relativamente leggera. I requisiti minimi parlano di una GTX 1050 Ti e 16 GB di RAM, mentre i consigliati salgono a una RTX 3060. Lo spazio richiesto è sorprendentemente contenuto: appena 5 GB.
Questo suggerisce una produzione indie focalizzata più sull’atmosfera e sul design sonoro che sul fotorealismo puro.
Gli sviluppatori stanno anche aggiornando il progetto con una certa rapidità. La patch 0.2.1 pubblicata a marzo si concentra soprattutto su ottimizzazione e stabilità, riducendo draw call, micro-freeze e problemi legati alla logica in background. Sono stati inoltre sistemati bug piuttosto importanti, come keycard che non aprivano correttamente le porte associate.
L’update precedente, la versione 0.2.0, è stato invece molto più ambizioso. Gli sviluppatori hanno completamente riprogettato la Entrance Zone dopo le critiche ricevute dalla community sulla navigazione troppo confusa.
E qui si vede una cosa interessante: il team sembra ascoltare davvero il feedback.
Gli SCP non sono nemici normali: ogni incontro cambia le regole
La parte più promettente del gioco riguarda probabilmente il comportamento delle anomalie.
Ogni SCP sembra costruito attorno a regole specifiche che il giocatore deve imparare rapidamente. Alcuni non devono mai essere distolti dallo sguardo, altri reagiscono ai rumori, altri ancora causano danni psicologici semplicemente mantenendo il contatto visivo.
Questo significa che il gameplay non ruota attorno al combattimento, ma alla gestione della tensione e dello spazio.
SCP-173, per esempio, è già diventato uno dei punti più discussi dalla community. Diversi giocatori lamentavano uno spawn rate troppo aggressivo, capace di trasformare certe sezioni in fughe continue e disorientanti. Gli sviluppatori hanno risposto modificando gli angoli dei corridoi e migliorando la leggibilità ambientale proprio per rendere gli incontri più “equi”.
È una scelta importante perché dimostra quale sia il vero obiettivo del progetto: non punire casualmente il giocatore, ma costruire pressione costante.
Interessante anche la presenza di SCP-131, una delle poche entità amichevoli del gioco. Questo piccolo SCP può accompagnare il giocatore nelle zone sicure, diventando di fatto una rarissima fonte di conforto emotivo dentro una struttura dominata dall’isolamento.
Da quello che sappiamo, il gioco utilizza molto il sonoro dinamico. Passi lontani, porte metalliche, sussurri e rumori improvvisi sembrano avere un ruolo centrale nel creare paranoia continua. In questo senso il progetto sembra molto più vicino agli horror psicologici lenti che agli action horror tradizionali.
Anche l’esplorazione sembra avere un peso importante. Bisogna riaprire aree sigillate, bloccare corridoi per rallentare gli SCP e recuperare keycard di livello superiore per raggiungere il terminale finale del Protocollo di Distruzione.
La struttura quasi “labirintica” del complesso resta comunque uno degli elementi più divisivi. Prima del rework della Entrance Zone molti giocatori lamentavano di perdersi continuamente negli uffici e nei corridoi ripetitivi. Gli sviluppatori hanno risposto introducendo sezioni colorate, layout più leggibili e landmark ambientali pensati per migliorare l’orientamento.
Ed era necessario.
La community è incuriosita, ma emergono già alcuni problemi chiari
Le discussioni Steam raccontano un gioco che sta attirando soprattutto fan dell’horror SCP classico e giocatori interessati a esperienze oppressive in stile survival psicologico.
Molti feedback positivi insistono sull’atmosfera. Frasi come “This is really creepy” o “One blink on keter, and you die” mostrano chiaramente che il gioco riesce già a trasmettere tensione autentica nei momenti migliori.
Altri apprezzano il fatto che il progetto non trasformi subito tutto in uno shooter. Anzi, una delle richieste più frequenti della community riguarda proprio l’aggiunta futura di armi, crouch o multiplayer roleplay. Ed è interessante perché dimostra come parte del pubblico stia cercando un’esperienza più sandbox e cooperativa, mentre il gioco attuale punta soprattutto su vulnerabilità e isolamento.
Non è detto che gli sviluppatori vogliano davvero seguire quella direzione.
Le critiche più ricorrenti riguardano invece navigazione e bilanciamento. Alcuni utenti parlano apertamente di frustrazione nel trovare la strada corretta all’interno del complesso, mentre altri segnalano incontri troppo frequenti con SCP-173.
Sono problemi tipici di un horror basato sulla pressione costante: basta poco per trasformare tensione in stanchezza.
Per questo gli aggiornamenti recenti sono probabilmente più importanti di quanto sembri. Il rework completo della Entrance Zone mostra che il team sta cercando di rifinire il ritmo dell’esperienza invece di limitarsi ad aggiungere contenuti casuali.
In questo senso il progetto ricorda certi horror indie moderni che preferiscono migliorare atmosfera e flow piuttosto che inseguire continuamente nuove feature. Anche Directive 8020, pur muovendosi su scala completamente diversa, mostrava quanto il ritmo degli incontri e la leggibilità degli spazi siano fondamentali nell’horror contemporaneo.
Cosa aspettarsi dai prossimi aggiornamenti
Da quello che emerge dalle note sviluppatori, il progetto è ancora in una fase di evoluzione piuttosto attiva.
Ci aspettiamo soprattutto espansioni delle zone esistenti, miglioramenti AI per gli SCP e ulteriore lavoro sulla leggibilità ambientale. Anche il sistema di dialoghi dinamici introdotto nella patch 0.2.0 potrebbe diventare centrale per la costruzione narrativa.
Al momento il gioco sembra puntare più sull’atmosfera che sulla complessità sistemica pura. La domanda vera sarà capire quanto riuscirà a sostenere la tensione nelle ore avanzate senza diventare ripetitivo.
Molto dipenderà anche dalla varietà degli SCP presenti nella versione finale. Il concept funziona perché ogni creatura impone regole comportamentali diverse al giocatore. Se questa varietà continuerà a crescere, SCP Extraction Protocol potrebbe ritagliarsi uno spazio interessante tra gli horror SCP più convincenti degli ultimi anni.
Chi vuole seguire gli aggiornamenti può monitorare anche la scheda gioco Gamecast dedicata a SCP Extraction Protocol, dove continueremo a raccogliere novità, patch e dettagli sulle prossime build.
Il consiglio di Gamecast
Per ora SCP Extraction Protocol sembra un progetto con idee più forti del budget che ha a disposizione. L’atmosfera industriale funziona, il design degli SCP ha potenziale e il focus sulla vulnerabilità del giocatore è una scelta intelligente.
Allo stesso tempo, ci sono ancora problemi evidenti di navigazione, ritmo e rifinitura generale. È uno di quei giochi che oggi consigliamo soprattutto agli appassionati dell’universo SCP e degli horror psicologici lenti, non a chi cerca un’esperienza action immediata.
Se gli sviluppatori riusciranno a rifinire il flow della struttura senza perdere la tensione opprimente delle prime ore, potrebbe diventare uno degli horror indie più interessanti del filone SCP recente.
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