Ghost of Yotei nel caos: Sucker Punch evita X dopo lo scandalo Drew Harrison

Ghost of Yotei trailer nel caos: Sony evita X dopo lo scandalo Harrison. Fan infuriati, dislike record e accuse di censura.

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Il nuovo trailer di Ghost of Yotei, attesissimo successore spirituale di Ghost of Tsushima, non è riuscito a far parlare di sé soltanto per spade e panorami giapponesi. Stavolta a far discutere è stata la scelta di Sony e Sucker Punch di non pubblicare il filmato su X, la piattaforma social dove la polemica sul caso Drew Harrison brucia ancora.

Il trailer fantasma di Ghost of Yotei

Il trailer è arrivato puntuale su YouTube e persino su Bluesky, ma su X niente. Un silenzio che non è passato inosservato: i fan hanno letto la mossa come un tentativo di evitare l’ennesima ondata di critiche legate allo scandalo che ha travolto lo studio.

Intanto, i numeri parlano da soli: sul canale ufficiale PlayStation di YouTube, il video ha raccolto 12mila like contro oltre 20mila dislike. Un segnale forte, che va oltre il solito flame da social.

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L’attacco di Grummz

A infiammare la discussione ci ha pensato Mark Kern (alias Grummz), ex Blizzard e voce molto critica dell’industria. Con un post diretto ha sottolineato:
“Il nuovo trailer di Ghost of Yotei è stato pubblicato ovunque tranne che su X. È un messaggio chiaro: i gamer qui non sono i benvenuti, stanno cercando di spazzare tutto sotto il tappeto.”

Parole che hanno fatto da cassa di risonanza a un malcontento già diffuso. Per molti, Sony e Sucker Punch stanno cercando di evitare di affrontare di petto la vicenda Harrison.

Il caso Drew Harrison

Il tutto nasce da Drew Harrison, senior lookdev & texture artist con dieci anni di esperienza nello studio, licenziata dopo alcuni post su Bluesky in cui celebrava l’assassinio del commentatore conservatore Charlie Kirk.
Tra i messaggi più virali: “Spero che lo sparatore si chiami Mario, così Luigi sa che suo fratello lo sostiene.”

Dopo il clamore, Harrison ha aggiornato LinkedIn segnando la fine del suo rapporto con Sucker Punch e ha scritto: “Se oppormi al fascismo mi è costato il lavoro dei miei sogni, lo rifarei 100 volte più forte.”

Sony e Sucker Punch non hanno mai confermato ufficialmente il licenziamento né rilasciato un commento pubblico.

La mossa rischiosa di Sony

ghost of yōtei

Saltare la pubblicazione su X non è solo un dettaglio di marketing. X rimane uno dei centri più grandi per news e discussioni gaming. Non esserci equivale, agli occhi di molti, a evitare un confronto diretto con la community più arrabbiata.

Il rischio è chiaro: alienare una parte consistente dei giocatori proprio a poche settimane dal lancio di Ghost of Yotei. Una scelta che trasforma un momento promozionale in un boomerang comunicativo.

Cosa resta di Ghost of Yotei

Visivamente, Ghost of Yotei promette battaglie spettacolari e scenari che riprendono l’eredità di Tsushima. Ma l’ombra della vicenda Harrison e la strategia social discutibile hanno spostato il dibattito dal gioco al comportamento dello studio.

Per molti fan, Ghost of Yotei non è più soltanto il prossimo grande titolo PlayStation, ma anche un simbolo della tensione tra politica, social media e industria dei videogiochi.

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