InZoi è già morto? I numeri che nessuno vuole guardare

InZoi doveva uccidere The Sims. Invece ha quasi ucciso se stesso

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InZoi era il gioco che tutti aspettavano. Il simulatore di vita con la grafica da capogiro, il personaggio creato su misura, la città viva e fotorealistica. Quello che avrebbe dovuto spazzare via The Sims una volta per tutte. Per seguire tutti gli aggiornamenti c'è scheda di inZoi.

Poi è uscito. E nel giro di pochi mesi la storia si è capovolta.

Oggi i numeri su Steam parlano chiaro: poche centinaia di giocatori connessi contemporaneamente, una curva discendente che non lascia spazio a interpretazioni, e uno sviluppatore che prova disperatamente a rimettere in moto un motore già spento. Ecco cosa è andato storto, perché vale la pena capirlo, e cosa ci insegna sul modo in cui compriamo i videogiochi.

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Il lancio che sembrava un trionfo

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Quando InZoi è arrivato in early access a marzo 2025, i numeri erano impressionanti. Il picco su Steam ha sfiorato le 127.000 presenze contemporanee, con una media stabilizzata intorno agli 87.000 giocatori. Per un titolo nuovo, sviluppato da uno studio sudcoreano, queste cifre erano una dichiarazione d’intenti.

Il hype era reale. La community dei life sim stava aspettando qualcosa di nuovo da anni, stanca di vedere The Sims 4 trasformato in una macchina di DLC da centinaia di euro. InZoi sembrava la risposta giusta: grafica next-gen, character creator fotografico, ambientazioni urbane dettagliatissime.

Il problema è che quei numeri erano costruiti sull’attesa, non sul gioco.

Il crollo: da 87.000 a 700

La discesa è stata rapida, quasi verticale.

A fine marzo i giocatori attivi erano già la metà del picco. Ad aprile, la metà di marzo. A maggio si era scesi sotto i 5.000 utenti contemporanei. Da giugno in poi, una media costante di circa 2.000 persone, fino ad arrivare ai 700 attuali nelle ore di punta, con picchi giornalieri intorno ai 100.

Settecento persone. Contro i 15.000 giornalieri stabili di The Sims 4, che è un gioco del 2014.

Questi dati si riferiscono esclusivamente a Steam e non includono eventuali giocatori su PS5 o sulla piattaforma EA. Ma anche tenendo conto di questa variabile, il quadro che emerge è quello di un titolo che ha bruciato tutto il carburante in poche settimane.

Cosa non ha funzionato

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La risposta breve è questa: InZoi ha investito tutto sull’aspetto visivo e quasi niente sul divertimento.

Un life sim non è un simulatore grafico. È un sistema di relazioni, decisioni e conseguenze che si intrecciano in migliaia di varianti diverse. Devi guadagnare, investire, costruire rapporti, gestire una vita che reagisce a quello che fai. Tutto questo richiede un coding profondo e interconnesso, non una bella confezione.

InZoi aveva la confezione. Mancava quasi tutto il resto.

Le attività disponibili erano poche. Quelle presenti erano spesso mal implementate, come la guida dei veicoli, descritta da chi ha giocato come imbarazzante al punto da far rimpiangere l’assenza della feature. La città, enorme e visivamente convincente, risultava fredda e poco viva nell’interazione concreta.

La grafica realistica, paradossalmente, è diventata un problema. The Sims ha una sua estetica riconoscibile, quasi teatrale: le reazioni esagerate, il linguaggio inventato dei Sim, le situazioni grottesche. Quella stilizzazione crea distanza comica, permette di ridere insieme al gioco. InZoi puntava al fotorealismo ma senza il sistema di gioco che lo giustificasse, il risultato era semplicemente vuoto.

Crafton e il tentativo di rianimazione tramite mod

Crafton, lo sviluppatore di InZoi, non ha abbandonato il progetto. Negli ultimi mesi ha rilasciato aggiornamenti costanti e ha deciso di aprire il gioco alle mod della community, nella speranza che gli utenti costruissero quella profondità che il gioco non aveva al lancio.

L’idea di fondo non è sbagliata in assoluto. Counter-Strike è nato come mod di Half-Life. La modalità roleplay di GTA V è nata da una community che ha trasformato un open world in un simulatore di vita. Skyrim è ancora giocatissimo decenni dopo l’uscita grazie alle mod. Ci sono precedenti solidi.

Il punto è che quei casi non erano pianificati. Counter-Strike l’hanno costruito in due nel loro garage, senza che Valve li guidasse. Il roleplay di GTA è esploso perché la community ha trovato da sola qualcosa che voleva fare. Non puoi mettere a tavolino una rinascita organica.

Crafton ha anche complicato le cose cambiando il linguaggio di scripting per le mod a prodotto già uscito, una decisione che ha spostato il supporto previsto per le mod a data da destinarsi e che ha generato confusione tra i creatori già al lavoro.

Il confronto con The Sims 4 che fa più male

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The Sims 4 è diventato free to play nel 2022. Da quel momento la sua curva su Steam, già stabile, ha avuto una nuova impennata e si è mantenuta su livelli alti nel tempo.

Oggi la media mensile di The Sims 4 su Steam si aggira sui 40.000 giocatori contemporanei, con picchi nei weekend. Un gioco di undici anni che batte sistematicamente il suo presunto rivale next-gen.

Il perché è semplice. The Sims 4 ha tre capitoli di storia alle spalle. Crafton ha imparato a conoscere il proprio pubblico nel corso di anni, ha costruito una formula con cui la gente si diverte anche solo a fare poco, e ha creato un linguaggio visivo e sonoro immediatamente riconoscibile. Quella voce iconica, quelle reazioni esagerate: sono parte di un’identità costruita nel tempo.

InZoi partiva da zero e ha provato a saltare tutto questo con la qualità grafica. Non ha funzionato.

Pubblicità nel mondo di gioco: un segnale che molti hanno ignorato

C’è un dettaglio che ha fatto storcere il naso a qualcuno già prima del lancio.

Nella città di InZoi erano già presenti spazi pubblicitari per brand del mondo reale. Cartelloni, superfici, aree pensate per ospitare inserzioni di terze parti all’interno dell’ambiente di gioco.

È lo stesso meccanismo che ha progressivamente allontanato parte della community di Pokémon Go, quando le attività di gioco erano concentrate attorno a grandi catene commerciali e centri commerciali che pagavano per avere visibilità. Chi viveva lontano da quelle zone semplicemente non poteva partecipare in modo paritario.

In un life sim, dove l’immersione è parte del prodotto, questa struttura pubblicitaria ha il potenziale di rompere l’esperienza in modo molto fastidioso. Se c’era tutta quella cura nel costruire un sistema che accogliesse inserzionisti, quella stessa cura non era disponibile per costruire il gameplay.

InZoi su PS5: l’incognita console

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I dati discussi finora vengono esclusivamente da Steam. InZoi dovrebbe approdare su PS5, dove la situazione potrebbe essere diversa per ragioni strutturali: l’assenza di statistiche pubbliche rende più difficile misurare il fallimento in tempo reale.

Ma le piattaforme console hanno anche meno spazio per le mod, che sono attualmente l’unica leva su cui Crafton sta scommettendo per rivitalizzare il gioco. Su PS5 quella strategia è molto più difficile da applicare.

Cosa impariamo come giocatori

InZoi è un caso di studio utile, soprattutto adesso che il ciclo hype-lancio-delusione si ripete con frequenza sempre maggiore.

Il marketing del gioco era eccellente. I trailer mostravano le feature più spettacolari: il character creator fotografico, la città animata, lo scripting che permetteva di far parlare i personaggi con la bocca del giocatore. Erano cose genuine, presenti nel gioco, ma rappresentavano la superficie, non la profondità.

Il consiglio pratico è scomodo ma funziona: aspettare. Non preordinare. Non comprare al day one. Aspettare almeno un mese dopo il lancio per vedere come evolve il quadro, leggere le prime impressioni di chi ha giocato davvero, e poi decidere.

La FOMO ha senso in un multiplayer dove i server si svuotano e non torni più. In un life sim single player, aspettare un mese non cambia nulla. Anzi, ti fa risparmiare soldi e delusioni.

Esiste ancora un futuro per InZoi?

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Difficile dirlo con certezza.

Crafton non ha dichiarato la resa. Gli aggiornamenti continuano, la roadmap delle mod è ancora in piedi anche se posticipata, e il porting su console apre mercati nuovi. Con 700 utenti contemporanei su Steam il margine è strettissimo, ma non è zero.

Un caso di rinascita reale è possibile, ma richiederebbe un lavoro enorme sul gameplay di base, non solo sulla superficie. Richiederebbe che Crafton ammettesse il problema principale del gioco, che non è la grafica né la tecnologia, ma l’assenza di un loop di divertimento solido.

Se nei prossimi mesi dovesse uscire un aggiornamento che ridisegna davvero la profondità del gameplay, InZoi avrebbe ancora una piccola finestra. Altrimenti resterà un promemoria costante di cosa succede quando si investe tutto sulla confezione e quasi niente sul contenuto.

Se vuoi capire come InZoi si posiziona rispetto alla concorrenza diretta e cosa aspettarsi prima di acquistarlo, leggi anche la nostra analisi completa: InZoi: tutto quello che devi sapere prima di comprarlo.

Hai giocato InZoi? Hai notato anche tu quel senso di vuoto dopo le prime ore? Scrivilo nei commenti o vieni a dircelo su Instagram @gamecast.it.

FAQ su InZoi

  • InZoi è ancora giocabile nel 2025? Sì, il gioco è disponibile in early access su Steam e dovrebbe arrivare anche su PS5. Gli aggiornamenti proseguono, ma la base di giocatori attivi è molto ridotta rispetto al lancio.
  • Quanti giocatori ha InZoi su Steam adesso? I dati recenti indicano picchi giornalieri intorno ai 700 utenti contemporanei, con punte di circa 100 nelle ore di minor traffico. Un calo drastico rispetto al picco di lancio di 127.000.
  • InZoi è meglio di The Sims 4? Graficamente sì, ma sul piano del gameplay e della profondità dell’esperienza la risposta è no. The Sims 4 mantiene una media mensile di circa 40.000 giocatori contemporanei su Steam contro i 700 di InZoi.
  • InZoi supporta le mod? Crafton ha annunciato il supporto alle mod, ma ha cambiato il linguaggio di scripting dopo il lancio, posticipando l’arrivo degli strumenti ufficiali. Le mod di terze parti esistono già, ma l’ecosistema è ancora limitato.
  • Vale la pena comprare InZoi adesso? Dipende. Se cerchi un life sim completo e ricco di contenuti, aspetta. Se vuoi supportare uno sviluppo in corso e sei tollerante verso un gioco ancora incompleto, può avere un senso, ma fallo con aspettative calibrate.
  • InZoi uscirà su PS5? Sì, il porting su PS5 è in programma, anche se i tempi definitivi non sono ancora stati confermati ufficialmente.
  • Perché InZoi ha fallito commercialmente? Il gioco ha puntato quasi tutto sulla qualità visiva e sul marketing, trascurando la profondità del gameplay. Il loop di gioco risulta vuoto e poco coinvolgente oltre le prime ore.
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