Dopo 25 anni riemerge un Resident Evil quasi completo: il port “impossibile” per Game Boy Color

Il port “impossibile” di Resident Evil torna alla luce

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Un pezzo di storia dei videogiochi è tornato alla luce quando ormai sembrava perduto. Dopo oltre 25 anni è riapparsa online una versione quasi completa del port di Resident Evil per Game Boy Color, un progetto cancellato all’inizio degli anni 2000 e diventato nel tempo una leggenda tra gli appassionati. Trovi altri dettagli in approfondimento su Resident Evil 1.

Bastano pochi pixel per riconoscere subito le stanze, le inquadrature e l’atmosfera. Ed è proprio questo il punto: qualcuno era riuscito davvero a far girare Resident Evil su una console portatile a 8 bit.

Il port “impossibile” di Resident Evil

Alla fine degli anni ’90, lo studio britannico HotGen stava lavorando a un port di Resident Evil per Game Boy Color. Un’idea che, già all’epoca, sembrava fuori scala. Il gioco originale era nato su PlayStation 1 e Sega Saturn, piattaforme enormemente più potenti rispetto all’hardware Nintendo portatile.

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Il Game Boy Color disponeva di appena 2 MB di memoria e di capacità tecniche estremamente limitate. Trasformare un survival horror 3D, con ambientazioni prerenderizzate, enigmi e nemici iconici, in un’esperienza credibile su quella macchina era una sfida estrema.

Eppure HotGen ci riuscì. O quasi.

Un progetto cancellato quando era già avanzatissimo

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Il port di Resident Evil per Game Boy Color non era un semplice prototipo. Lo sviluppo era andato molto avanti, tanto che nel 2000 il gioco era ormai vicino al completamento. Nonostante questo, il progetto venne improvvisamente cancellato.

La motivazione ufficiale fornita all’epoca fu che il Game Boy Color non era considerato abbastanza “all’altezza” del marchio Resident Evil. Una decisione più legata al posizionamento del brand che alla qualità del lavoro svolto.

Da quel momento, il gioco scomparve.

La versione riemersa è quasi completa

Nel corso degli anni sono circolate alcune build preliminari, a partire dal 2011, ma nessuna di esse permetteva di arrivare alla fine del gioco. Ora, però, il sito di archiviazione Games That Weren’t ha pubblicato una versione molto più avanzata.

Secondo Pete Frith, assistant programmer del progetto originale, questa build sarebbe completa al 98%. Include elementi che non erano mai emersi prima, come il Tyrant come boss finale e il vero finale del gioco.

Non è ancora stato confermato al cento per cento che il titolo sia completabile dall’inizio alla fine senza interventi esterni. Per questo motivo, gli archivisti hanno reso disponibili anche alcune modifiche che permettono di saltare direttamente allo scontro finale o ai titoli di coda.

Imperfetto, ma di enorme valore storico

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Nonostante l’alto livello di completamento, il port non è privo di difetti. Mancano alcune sequenze intermedie, i colori di certi sprite non sono corretti e personaggi come Wesker e Barry condividono lo stesso modello.

Anche l’animazione dei nemici è particolare: gli zombie, una volta sconfitti, crollano in ginocchio invece di cadere a terra. Una scelta che potrebbe essere stata fatta per rispettare le rigide linee guida Nintendo sulla violenza dell’epoca.

Nulla di tutto questo toglie valore alla scoperta. Anzi, la rende ancora più affascinante.

Le reazioni degli sviluppatori originali

Il ritrovamento ha suscitato emozione anche tra chi lavorò al progetto. Simon Butler, artista coinvolto nello sviluppo, ha commentato positivamente la possibilità di rivedere il proprio lavoro dopo così tanti anni.

Per molti ex membri del team, questo port rappresentava uno sforzo tecnico enorme, rimasto nell’ombra per decenni.

Un capitolo unico nella storia di Resident Evil

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Il Game Boy Color ha ospitato in seguito Resident Evil Gaiden, un titolo ufficiale ma completamente diverso, pensato fin dall’inizio per l’hardware portatile e con un gameplay distante dai capitoli principali.

Questo port cancellato, invece, racconta un’altra storia. Mostra fino a che punto gli sviluppatori fossero disposti a spingersi pur di adattare grandi giochi console a macchine minuscole.

Un progetto che non ha mai visto una pubblicazione ufficiale, ma che oggi rappresenta una testimonianza incredibile dell’ingegno tecnico degli anni ’90.

E a distanza di 25 anni, fa ancora impressione pensare che Resident Evil fosse davvero pronto a vivere… anche su Game Boy Color. Seguici su Instagram!

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