Con Silent Hill f, Konami riporta la saga alle radici dell’orrore psicologico e lo fa cambiando tutto. L’ambientazione si sposta in Giappone, negli anni ’60, durante il periodo Showa. Un’epoca di contrasti, dove modernità e superstizione convivevano. È qui che nasce Ebisugaoka, la cittadina fittizia in cui si sviluppa la storia.
Motoi Okamoto, produttore della serie, spiega che questa scelta non è casuale: “Silent Hill è sempre stato intriso di elementi occidentali, ma la sua anima è giapponese. Volevamo riportare quella sensibilità, quell’orrore che ti entra nella testa più che negli occhi.”
Cosa significa la ‘f’ di Silent Hill f
La lettera f è più di un semplice titolo. Simboleggia il fiore, elemento centrale del gioco e metafora della femminilità. Ma rappresenta anche la fusione tra bellezza e morte. I fiori che sbocciano tra organi e carne non sono solo un’immagine disturbante: sono la chiave visiva del concetto ideato da Okamoto, “è orribile perché è bello”.
Lo scenario è stato scritto da Ryukishi07, autore di Higurashi no Naku Koro ni, uno dei maestri dell’horror narrativo giapponese. Il risultato è una storia che unisce trauma, identità e trasformazione, dove la bellezza diventa minaccia e la paura nasce proprio da ciò che attrae.
Il rilancio del franchise Silent Hill
Silent Hill f è parte di una strategia più ampia di rinascita. Dopo il successo del remake di Silent Hill 2 e del breve ma intenso The Short Message per PlayStation 5, Konami ha deciso di affidare ogni nuovo progetto a studi diversi per espandere l’universo della saga.
Okamoto racconta che la scelta di ambientare f fuori da Silent Hill è stata accolta con sorpresa anche all’interno dell’azienda. “Molti non erano sicuri di spostare l’azione dal classico scenario nebbioso, ma volevamo dimostrare che l’orrore può nascere ovunque, anche tra i fiori.”
Un’estetica tra fiori e carne
Il simbolo più riconoscibile del gioco è la scena dei fiori che sbocciano tra le interiora umane. È un’immagine che sintetizza il cuore del progetto: la fusione di bellezza e orrore.
La direzione artistica è frutto della collaborazione tra Kera, Ryukishi07 e NeoBards Entertainment, con il supporto tecnico dello studio Shirogumi, esperto in CGI e ambientazioni retrò. Kera ha avuto l’idea del “volto scolpito via”, diventato una delle immagini più iconiche del gioco.
Okamoto spiega che questo contrasto visivo era fondamentale: “Il nostro obiettivo era mostrare quanto la bellezza possa essere spaventosa. Nell’horror asiatico, l’eleganza e la crudeltà convivono in modo naturale.”
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