Star Wars Galactic Racer: perché Fuse Games era la scelta giusta

Da Criterion a Burnout e Need for Speed: il pedigree racing dietro Galactic Racer.

star wars galactic racer, paddock e circuito su jakku
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Star Wars: Galactic Racer arriva il 6 ottobre con un pedigree da racing game che spiega molto della sua direzione. Lucasfilm Games non ha scelto Fuse Games per caso: diversi leader dello studio arrivano da Criterion e hanno lavorato su serie come Burnout e Need for Speed, oltre ad avere già collaborato con Lucasfilm sullo Starfighter Mode di Star Wars Battlefront II.

È il motivo per cui il progetto non sembra nascere come semplice spin-off con licenza Star Wars, ma come un racing costruito da persone che conoscono bene velocità, handling e spettacolarità arcade. In un’intervista ufficiale pubblicata su StarWars.com, Douglas Reilly di Lucasfilm Games ha spiegato che il curriculum del team rendeva quasi naturale affidargli il ritorno delle corse nella galassia lontana lontana.

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Perché Lucasfilm ha scelto i veterani di Criterion

Il legame parte prima di Galactic Racer. Lucasfilm Games conosceva già diversi responsabili di Fuse Games dai loro anni in Criterion, incluso il lavoro svolto su Star Wars Battlefront II Starfighter Mode. A questo si aggiunge l’esperienza maturata su due marchi che hanno segnato il racing arcade moderno: Need for Speed e Burnout.

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Per Lucasfilm questa esperienza conta perché Star Wars ha una tradizione importante nelle corse. Il podracing de La minaccia fantasma e il classico Star Wars: Episode I: Racer hanno già mostrato quanto bene l’universo creato da George Lucas possa funzionare quando velocità, rischio e mezzi improbabili diventano il centro dell’esperienza.

GameCast aveva già inserito Galactic Racer nel nostro recap del Summer Game Fest 2026, ma il retroscena sul team chiarisce meglio perché il progetto punti così tanto sull’identità del racing e non soltanto sul marchio Star Wars.

Da Burnout e Need for Speed a una corsa Star Wars

Matt Webster, cofondatore di Fuse Games, viene da quella scuola di racing in cui la sensazione di velocità e la leggibilità del mezzo contano quanto il tracciato. Galactic Racer prova però a usare quel DNA in modo diverso: ogni classe di repulsorcraft ha caratteristiche proprie e il giocatore deve adattare traiettorie, frenata, accelerazione e gestione del rischio.

Le speeder bike, per esempio, puntano su frenate aggressive e forti accelerazioni in uscita di curva. Gli skim speeder privilegiano invece linee più fluide e la conservazione del momentum. Non è quindi un sistema in cui tutti i veicoli cambiano soltanto per velocità massima o statistiche: Fuse vuole che il mezzo scelto cambi realmente il modo di leggere la gara.

star wars galactic racer, corsa tra repulsorcraft

La vera particolarità è la struttura runs-based

Galactic Racer non segue soltanto la struttura classica campionato-gara-sblocco. Fuse Games ha parlato apertamente di un’impostazione runs-based: durante la campagna il giocatore sceglie veicolo iniziale, potenziamenti ed eventi, costruendo un percorso personale verso il titolo della Galactic League.

Le decisioni hanno conseguenze concrete. Sbagliare troppo può far terminare una run e costringere a ricominciare, mantenendo però alcuni perk e sblocchi conquistati in precedenza. La struttura avvicina quindi il racing a una logica roguelite, senza trasformarlo in un roguelike puro.

Questa impostazione spiega anche perché l’esperienza del team conta tanto. Burnout e Need for Speed hanno costruito per anni una parte del loro fascino sulla tensione tra rischio e controllo; Galactic Racer prova a trasformare quella tensione in una progressione fatta di scelte, build del veicolo e percorsi differenti.

Jakku, Ando Prime e le classi di veicoli

Tra le ambientazioni già mostrate ci sono Jakku e Ando Prime, insieme ad altri circuiti costruiti attorno a condizioni ambientali specifiche. Non si tratta soltanto di cambiare sfondo: superfici, ostacoli e pericoli devono influenzare la scelta del mezzo e la linea da seguire.

La varietà dei repulsorcraft comprende landspeeder, speeder bike, skim speeder e podracer. Fuse Games ha inoltre confermato che in alcuni eventi possono gareggiare contemporaneamente classi differenti, creando interazioni fisiche e traiettorie che si incrociano.

Il ritorno di Sebulba non è solo nostalgia

Uno degli elementi più riconoscibili è Sebulba, il celebre rivale di Anakin Skywalker nella Boonta Eve Classic. La sua presenza collega Galactic Racer direttamente alla tradizione del podracing, ma il gioco non vuole limitarsi a ricreare Episode I: Racer.

La campagna introduce infatti nuovi personaggi come Shade e nuove competizioni nella Galactic League. L’obiettivo sembra essere usare la nostalgia come punto d’ingresso, lasciando però al nuovo cast, alle classi di veicoli e alla struttura runs-based il compito di dare identità al gioco.

Per chi ama la storia dei racing Star Wars, su GameCast abbiamo raccontato anche il caso molto particolare di Star Wars Racer Revenge e il suo improvviso ritorno di interesse su PS5.

Quando esce Star Wars Galactic Racer

Star Wars: Galactic Racer esce il 6 ottobre 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC. Il gioco include una campagna single player e modalità multiplayer competitive, oltre a modalità Scenario e Arcade.

Il retroscena più interessante, però, resta quello dietro Fuse Games: Lucasfilm non ha semplicemente cercato uno studio capace di realizzare un gioco di corse. Ha scelto un gruppo con anni di esperienza nel racing arcade e con un rapporto già consolidato con Star Wars. È da qui che nasce l’idea di trasformare il ritorno delle corse nella galassia in qualcosa che abbia davvero il DNA di Burnout e Need for Speed.

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