Torre Prisma in Leggende Pokémon ZA: il piano segreto del Team Flir e il ritorno di AZ?

Il piano segreto del Team Flir e il ruolo del Floette di AZ

il piano segreto del team flir e il ruolo del floette di az
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Nel cuore di Luminopoli si nasconde un segreto che lega il presente di Leggende Pokémon ZA al passato di Kalos. La Torre Prisma, simbolo di energia e progresso, nasconde un dispositivo capace di distruggere o rigenerare la vita stessa. Dietro questa struttura c’è il ritorno di un nome che i fan di Pokémon X e Y conoscono bene: Elisio. E insieme a lui, il mistero del Floette di AZ, il Pokémon che una volta fu al centro dell’arma suprema.

I laboratori sotto Luminopoli

Tutto inizia al Caffè Elisio, elegante locale che serve da copertura per il Team Flir Nuovo. Qui il giocatore incontra Gris, ufficiale della Royal Z, incaricato di indagare su un piano che minaccia la stabilità della regione. La missione porta ai sotterranei della città, un labirinto di porte bloccate, codici e terminali spenti. Riattivare la corrente è la prima prova, ma ciò che conta è ciò che si trova dopo: una serie di documenti che raccontano la rinascita del Team Flir e il suo nuovo obiettivo.

Nei file interni si parla di un progetto chiamato “Torre Prisma”, un dispositivo costruito sulle fondamenta della vecchia arma suprema di Kalos. I ricercatori che hanno fondato il nuovo gruppo credono di poter replicare il potere distruttivo di quell’antica macchina, sostenendo di voler “purificare” la regione. L’obiettivo reale, però, è il controllo dell’energia vitale dei Pokémon.

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Chi guida il nuovo Team Flir

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Il nome di Gree emerge come quello del nuovo leader operativo. È un ricercatore brillante, ossessionato dall’idea di migliorare il mondo attraverso la selezione naturale. Per lui, il dolore e la distruzione sono solo passaggi necessari. Accanto a lui c’è Gris, più razionale e disilluso. Crede ancora nel progresso scientifico, ma rifiuta di vedere l’umanità sacrificata in nome di un ideale. Nei dialoghi con il protagonista lascia intendere che la torre sia un “nuovo equilibrio” tra vita e morte, una visione che richiama i deliri di Elisio in Pokémon X e Y.

Cos’è davvero la Torre Prisma

Il dispositivo della Torre Prisma è una versione controllata dell’arma suprema. Al suo interno, un nucleo energetico converte l’energia vitale di Pokémon catturati in una luce pura e instabile. I documenti ritrovati nei laboratori spiegano che questa energia può rigenerare o annientare la materia, a seconda della frequenza usata. L’obiettivo originale di Elisio era creare un mondo più bello, ma i nuovi scienziati vogliono usare quella tecnologia per cancellare ogni forma di impurità, un’idea che diventa pericolosa nelle mani sbagliate.

Nei terminali si leggono note su esperimenti falliti e richiami all’uso di “energia floreale”, un chiaro riferimento al Floette di AZ. Senza quel Pokémon, la torre non può funzionare. È l’unico in grado di stabilizzare il flusso vitale, poiché porta in sé la forza della rinascita che AZ gli donò millenni prima. Senza di lui, il nucleo collasserebbe su se stesso distruggendo Luminopoli.

Il ritorno del Floette di AZ

Durante la progressione, il protagonista viene a sapere che il Team Flir Nuovo ha intercettato tracce dell’energia del Floette. Matier, agente della Royal Z, conferma che il Pokémon non è mai stato catturato e vive nascosto. Gree intende localizzarlo per usarlo come batteria vivente del dispositivo. I dialoghi nei piani inferiori chiariscono che l’intero sistema è stato calibrato per rispondere a quella frequenza specifica, la stessa che salvò AZ durante la guerra di Kalos.

La scena più significativa arriva nella parte finale: mentre il dispositivo viene attivato, la torre inizia a emanare una luce violacea, identica a quella dell’antica arma suprema. Matier ordina l’evacuazione di Luminopoli, ma è il Floette stesso ad apparire. Il suo potere entra in risonanza con il nucleo e lo spegne, impedendo l’esplosione. Il giocatore assiste a un momento di silenzio, un chiaro parallelo con la redenzione di AZ.

L’eredità di Elisio

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I documenti recuperati parlano di Elisio come di un uomo invecchiato, consapevole dei propri errori. Si dice che sia scomparso dopo aver lasciato parte dei suoi studi in mano a ricercatori più giovani, convinto che l’umanità potesse imparare dai suoi sbagli. In Leggende Pokémon ZA il suo nome è quasi un simbolo: non appare fisicamente, ma aleggia in ogni discussione. Il Caffè Elisio stesso è un tributo distorto, un luogo dove il passato viene servito come ricordo amaro.

Gris racconta che il nuovo Team Flir ha modificato il codice genetico dei Pokémon usati negli esperimenti, cercando di amplificarne la forza vitale. Ciò spiega la presenza di alcune forme varianti nei sotterranei. Queste creature, secondo i file, servivano a testare la stabilità del dispositivo. È un dettaglio che arricchisce la lore e collega il gioco alle teorie sull’energia Z e sulla megaevoluzione.

Il conflitto finale

La battaglia con Gree segna uno dei momenti più intensi dell’avventura. Il suo Pyroar utilizza una forma di megaevoluzione non ufficiale, alimentata da cristalli trovati nei laboratori. L’arena è illuminata da fasci di luce prismatica, e la musica riprende il tema di Elisio in una versione distorta. Dopo la sconfitta, Gree ammette che non voleva distruggere il mondo ma riscriverlo. Gris interviene e ordina di disattivare il sistema, ma il processo è già iniziato. Solo l’intervento del Floette di AZ impedisce la catastrofe.

Dopo la Torre Prisma

Con il dispositivo disattivato, la Royal Z sigilla i laboratori. Il Caffè Elisio viene chiuso, e Luminopoli entra in una fase di quarantena. Nei dialoghi post-evento, Matier spiega che parte dei dati è stata salvata e che alcuni scienziati fuggiti stanno cercando di riprodurre la tecnologia altrove. Si parla di frammenti del nucleo recuperati da un’organizzazione ignota, forse legata ai futuri DLC.

Il Floette di AZ sparisce, lasciando solo una scia di luce. Matier la definisce “una promessa che non doveva mai essere mantenuta”. È un epilogo malinconico che collega l’antico dolore di Kalos al presente. La Torre Prisma rimane come monumento alla follia umana e alla speranza che anche le armi nate per distruggere possano essere spente da un gesto di vita.

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