Quando Sony fissa il prezzo di lancio di una PlayStation, non parte dal valore percepito o da quanto il mercato potrebbe tollerare. Parte da un foglio di calcolo che si chiama Bill of Materials, BOM in gergo industriale: la lista dettagliata di ogni componente che entra fisicamente nel prodotto, con il relativo costo unitario alla scala di produzione prevista.
Il BOM non include i costi di sviluppo, marketing o distribuzione. È il puro costo dell’hardware che finisce nella scatola. E in una console moderna, quel numero è dominato da pochi componenti, con la memoria in cima alla lista.
Capire come si costruisce un BOM significa capire perché le console costano quello che costano, perché i prezzi cambiano nel tempo e perché la pressione dei chip AI sul mercato delle memorie non è un dettaglio periferico ma un problema strutturale per Sony e Microsoft.
Se ti stai chiedendo se tutto questo scenario possa in qualche modo accelerare i tempi, l’analisi su PS6 uscirà prima del previsto? 5 tecnologie che cambieranno tutto parte esattamente da questa domanda e smonta alcune delle ipotesi più ottimistiche che circolano online.
I componenti principali nel BOM di una console
Una PlayStation moderna non è un PC in miniatura, ma condivide con i PC la stessa dipendenza dai grandi blocchi di silicio. I componenti che pesano di più nel BOM di una console si dividono in quattro categorie principali.
Il SoC: il cuore del sistema
Il System on Chip è il componente più costoso in assoluto. In PS5, Sony ha usato un SoC personalizzato sviluppato insieme ad AMD, prodotto da TSMC a 7nm, che integra CPU (architettura Zen 2), GPU (architettura RDNA 2) e il controller dello storage personalizzato.
Produrre un chip complesso a geometrie ridotte su TSMC non è economico. Le stime di analisti come Matthew Ball e i teardown condotti da società come Fomalhaut Techno Solutions hanno indicato che il SoC di PS5 pesava, al lancio nel 2020, tra i 120 e i 140 dollari sul costo totale del componente, a seconda del lotto e del trimestre di produzione.
Con PS6, il nodo produttivo scenderà probabilmente a 3nm o 4nm, con un costo per wafer più alto ma una resa migliorata. Il bilanciamento di queste due variabili determina il costo finale del die.
La RAM: GDDR6 e memoria unificata
PS5 usa 16 GB di GDDR6 in architettura unificata. Questo significa che CPU e GPU attingono allo stesso pool di memoria, a differenza dei PC dove esistono memoria di sistema (DDR) e VRAM separata.
La scelta della GDDR6 non è casuale. Offre una larghezza di banda molto superiore alla DDR5 convenzionale, necessaria per alimentare la GPU senza colli di bottiglia. Il prezzo, però, è più alto: la GDDR6 costa mediamente il 30-40% in più per gigabyte rispetto alla DRAM standard.
Al lancio di PS5, i 16 GB di GDDR6 pesavano stimativamente tra i 40 e i 55 dollari nel BOM, una quota che varia significativamente con le oscillazioni del mercato spot delle memorie.
HBM: perché non è nelle console attuali (ma potrebbe entrare nella prossima)
L’High Bandwidth Memory (HBM) è la tipologia di memoria usata nelle GPU professionali e nei chip AI come gli H100 di NVIDIA. Offre larghezze di banda molto superiori alla GDDR6, ma ha un costo per gigabyte significativamente più elevato e richiede un processo di packaging avanzato chiamato 2.5D o 3D stacking, dove i chip di memoria vengono impilati verticalmente e posizionati accanto al die principale su un interposer in silicio.
Nelle console consumer attuali l’HBM non è presente, principalmente per ragioni di costo. Un setup con HBM equivalente in capacità alla GDDR6 di PS5 costerebbe, alle quotazioni attuali, tre o quattro volte di più.
Tuttavia, con PS6 la situazione potrebbe cambiare parzialmente. Alcune indiscrezioni parlano di architetture ibride, con una quota di HBM per il rendering ad alta risoluzione affiancata da GDDR6 o LPDDR per il sistema. Nulla di confermato, ma tecnicamente coerente con la direzione dell’industria.
Storage: SSD personalizzato

PS5 ha introdotto un SSD NVMe personalizzato con velocità di lettura sequenziale di 5,5 GB/s, quasi il doppio dei controller NVMe consumer più veloci disponibili all’epoca. Questo ha richiesto sviluppo proprietario del controller e un costo superiore ai moduli SSD standard.
Il costo dell’SSD nel BOM di PS5 è stato stimato intorno ai 25-35 dollari per il modulo da 825 GB al lancio, con un trend in calo negli anni successivi.
Come si legge un teardown: il caso PS5
I teardown industriali, come quelli pubblicati da Fomalhaut o iFixit, non si limitano a smontare la console per mostrarne le parti. Quando condotti con metodo, includono una stima del valore dei componenti basata su listini di mercato e dati di produzione.
Il teardown di PS5 pubblicato poco dopo il lancio del 2020 stimava il BOM totale intorno ai 450 dollari, a fronte di un prezzo di listino di 499 dollari (versione con disco). Sony stava quindi vendendo a margine ridottissimo, o in alcuni mercati in leggera perdita, recuperando sui giochi e sulle royalties software.
Questa non è un’anomalia: è la strategia storica del settore console. La piattaforma viene prezzata in modo da massimizzare l’adozione, con la profittabilità reale che arriva dagli abbonamenti e dalla percentuale sulle vendite digitali.
Il BOM da 450 dollari si decomponeva approssimativamente così:
| Componente | Costo stimato (USD) |
|---|---|
| SoC AMD | 120-140 |
| GDDR6 (16 GB) | 40-55 |
| SSD + controller | 25-35 |
| Blu-ray drive | 20-28 |
| Scheda madre + PCB | 35-45 |
| Alimentatore | 15-20 |
| Chassis, dissipatori, misc | 30-50 |
| Totale stimato | ~430-460 |
I numeri variano tra le stime disponibili, ma la struttura è coerente: SoC e memoria insieme pesano oltre il 35-40% del BOM totale.
Come cambia il BOM nel tempo: il ciclo di riduzione dei costi
Un principio fondamentale dell’economia dei semiconduttori è che i costi scendono nel tempo. Man mano che i processi produttivi maturano, la resa dei wafer aumenta, i difetti diminuiscono e i produttori recuperano l’investimento iniziale. Questo si chiama die shrink quando applicato al nodo produttivo, e cost reduction quando applicato al BOM complessivo.
Sony e Microsoft sfruttano questo ciclo introducendo revisioni hardware nel corso del ciclo di vita di una console. PS4 Slim e PS4 Pro, PS5 Slim, sono prodotti con BOM ridotti rispetto alle versioni originali, con margini più alti venduti allo stesso prezzo o a prezzi leggermente inferiori.
Nel caso di PS5, il passaggio da 7nm a versioni successive del processo produttivo ha permesso a Sony di ridurre progressivamente il costo del SoC. Le stime più recenti indicano che il BOM di PS5 Slim sia sceso di circa 60-80 dollari rispetto alla versione originale del 2020.
Il problema attuale: l’AI ribalta il ciclo naturale dei prezzi
Il meccanismo descritto sopra funziona bene in condizioni normali di mercato. Oggi, quel ciclo è sotto pressione da una variabile che non esisteva nell’industria gaming fino a pochi anni fa: la domanda AI di memorie.
I modelli di linguaggio di grandi dimensioni richiedono GPU con quantità enormi di HBM. Un singolo server H100 di NVIDIA monta 80 GB di HBM3. Un cluster da mille unità porta quella cifra a 80 terabyte di HBM, prodotti dagli stessi impianti di SK Hynix, Samsung e Micron che fabbricano GDDR6 e DRAM convenzionale.
Quando la domanda di HBM esplode, i produttori riallocano la capacità produttiva. Questo riduce l’offerta disponibile per GDDR6 e DRAM standard, facendone salire i prezzi. Per PS6, che prevedibilmente userà quantità maggiori di memoria rispetto a PS5 per supportare risoluzioni e frame rate più elevati, questo si traduce in un BOM più pesante su uno dei componenti già più costosi.
La stima corrente, basata sui prezzi attuali di GDDR6 e sulle specifiche ipotizzate per PS6, suggerisce che la sola memoria potrebbe pesare 10-20 dollari in più nel BOM rispetto a quanto ci si aspetterebbe da un normale ciclo tecnologico.
Perché Sony non può semplicemente aspettare
La logica del consumatore direbbe: aspetta che i prezzi scendano, poi produci la console quando il BOM è ottimale. La realtà industriale funziona in modo opposto.
I produttori di semiconduttori pianificano la capacità produttiva con anni di anticipo. TSMC, che produce i chip più avanzati del settore, riceve ordini che coprono finestre produttive di 18-24 mesi. Perdere una finestra non significa solo pagare di più: significa non avere accesso a quella capacità per un periodo lungo, in favore di chi ha prenotato prima.
Nel momento in cui Google, Microsoft Azure e Amazon Web Services stanno espandendo i propri ordini di chip AI a TSMC e Samsung Foundry, Sony compete per slot produttivi in un mercato dove la domanda supera l’offerta. Prenotare i chip per PS6 nel 2027 e poi ritardare il lancio significherebbe cedere quella prenotazione, e non è detto che un nuovo slot equivalente sarebbe disponibile prima di uno o due anni.
Il costo aggiuntivo della memoria è quindi un problema reale ma gestibile. La perdita della finestra produttiva sarebbe un problema di scala completamente diversa.
Implicazioni per il prezzo di PS6: le variabili aperte
Partendo dai dati disponibili, è possibile costruire una stima ragionata del BOM di PS6, pur con i margini di incertezza tipici di un prodotto non ancora annunciato ufficialmente.
Il SoC a 3nm costerà probabilmente di più di quello di PS5 per wafer, ma la resa migliore e la maggiore densità di transistor potrebbero compensare in parte. La memoria, come descritto, è il nodo più incerto. Lo storage SSD dovrebbe invece essere più economico, dato il calo strutturale dei prezzi NAND negli ultimi anni.
Una stima conservativa porta il BOM di PS6 intorno ai 500-550 dollari nelle condizioni di mercato attuali, contro i 430-460 di PS5 al lancio. Se Sony volesse mantenere la strategia storica di vendere a margine zero o leggermente negativo nella fase iniziale, il prezzo di listino dovrebbe aggirarsi tra i 549 e i 649 euro nelle versioni base.
Non è una previsione, ma è la matematica che emerge dalle variabili note.
Cosa succede dopo il lancio: la curva di recupero
Il settore console ha sempre funzionato con una curva di recupero spostata nel tempo. I margini sul lancio sono bassi o negativi. I margini sulle revisioni hardware successive, sui giochi proprietari e sugli abbonamenti compensano su un orizzonte di sette anni.
PlayStation Plus, con i suoi milioni di abbonati, genera flussi ricorrenti che rendono sostenibile anche un lancio hardware in perdita. La stessa logica si applica a Xbox Game Pass per Microsoft.
Questo equilibrio però funziona solo se la base installata cresce rapidamente. Un prezzo di lancio troppo alto rallenta l’adozione, riduce il bacino di utenti paganti per il software e allunga il tempo necessario per tornare in profitto sull’hardware.
Ecco perché la pressione sui costi della memoria non è solo un problema contabile interno a Sony: si trasmette direttamente alla strategia commerciale della console e alla velocità con cui la nuova piattaforma riesce a decollare sul mercato.
Nel frattempo i leak continuano ad accumularsi. Se vuoi capire cosa stanno dicendo le fonti più vicine ai processi produttivi, PS6 leak: tre console in arrivo, ma con hardware debole? raccoglie e analizza le indiscrezioni più recenti sulle specifiche tecniche attese.
FAQ
Cos’è il BOM di una console e come si calcola? Il Bill of Materials è la lista dei costi diretti di produzione hardware. Si calcola sommando il costo unitario di ogni componente (SoC, RAM, storage, PCB, chassis) alla scala produttiva prevista. Non include sviluppo, marketing o distribuzione.
Quanto costava produrre PS5 al lancio? Le stime dei teardown industriali al 2020 indicano un BOM compreso tra 430 e 460 dollari per la versione standard con lettore Blu-ray, a fronte di un prezzo di vendita di 499 dollari.
Qual è la differenza tra GDDR6 e HBM nelle console? GDDR6 è la memoria usata nelle console attuali: veloce, relativamente economica e disponibile in quantità. HBM offre larghezze di banda molto superiori ma costa significativamente di più e richiede tecnologie di packaging avanzate. Attualmente è usata nelle GPU professionali e nei chip AI.
Perché l’intelligenza artificiale fa aumentare il costo della memoria delle console? I data center AI usano grandi quantità di HBM, prodotta dagli stessi impianti che fabbricano GDDR6 e DRAM. Quando la domanda di HBM cresce, i produttori riducono la capacità allocata agli altri tipi di memoria, facendone salire il prezzo.
PS6 userà HBM? Non ci sono conferme ufficiali. Alcune ipotesi tecniche parlano di architetture ibride con una quota di HBM affiancata da GDDR6, ma si tratta di speculazioni non verificate.
Perché le console vengono vendute inizialmente sottocosto? La strategia storica del settore punta a massimizzare l’adozione della piattaforma nella fase iniziale, recuperando la profittabilità nel tempo attraverso royalties software, abbonamenti e vendite di giochi first-party.
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