Negli anni in cui Internet stava cambiando il modo di fare gaming, una piccola rivista italiana pubblicava un’anteprima che oggi fa un certo effetto rileggere. NetGamer, storica testata di gaming tricolore, dedicava una pagina intera a un mod tutto italiano per Tribes: un progetto ambizioso che prometteva di portare l’universo di Dragon Ball Z nel multiplayer sparatutto di Sierra. Trovi altri dettagli in approfondimento su Dragon Ball GT Final Bout.
Il team era composto da appassionati con competenze tecniche solide, uniti dalla voglia di dimostrare che anche dall’Italia poteva nascere qualcosa di originale nel mondo delle mod. E il risultato, anche in versione pre-pre-pre Alpha come la definiva la rivista stessa, era già abbastanza impressionante da finire su carta stampata.
Un mod che prendeva Dragon Ball sul serio
Il progetto non si limitava a rimpiazzare skin e armi con qualcosa a tema. L’obiettivo era molto più radicale: ridisegnare completamente il modo di giocare, trasformando le partite in Tribes in scontri tra Saiyan, Namecciani e Umani.
Le tre razze erano già quasi completamente sviluppate al momento dell’anteprima, ognuna con caratteristiche proprie e attacchi speciali unici. Il Bing Bang Attack di Vegeta veniva citato esplicitamente come esempio delle possibilità offerte dal motore di Tribes, capace di generare effetti visivi di grande impatto.
Le aure dei personaggi erano state ricreate con fedeltà sorprendente. Le mosse speciali sfruttavano gli effetti grafici base del gioco, ottenendo risultati che la rivista descriveva come “magnifici”. Gli scenari aperti di Tribes, con le loro mappe ampie e verticali, si adattavano bene alla sensazione di spazio e velocità che caratterizza i combattimenti di DBZ.
Il contesto: l’Italia gaming di fine anni ’90
Rileggere questa anteprima oggi significa fare un tuffo in un periodo preciso della storia del gaming italiano. Tribes era uno degli sparatutto multiplayer più tecnici del momento, e la scena italiana delle mod era piccola ma attiva. NetGamer seguiva da vicino questi sviluppi, convinta che i giocatori italiani avessero qualcosa da dire al mondo.
Dragon Ball Z in quegli anni era al culmine della sua popolarità in Italia: arrivato su Italia 1 nell’aprile del 2000 dopo un annuncio mancato del 1998, aveva travolto una generazione intera. Manga, action figure, videogiochi, figurine: il franchise di Toriyama era ovunque. Non stupisce che qualcuno abbia deciso di costruirci sopra un mod.
Il progetto era pensato come client-side, il che significava che ogni giocatore avrebbe dovuto scaricare e installare una parte del codice sulla propria macchina. Una scelta tecnica che all’epoca aveva senso, ma che avrebbe limitato la diffusione rispetto a soluzioni server-side.
Cosa ne fu del progetto

La rivista chiudeva l’anteprima con un incoraggiamento sentito ai “bravi giocatori italiani” e la promessa di nuove skin e aggiornamenti nelle versioni successive. Alcune skin erano già pronte e di qualità buona, con nuovi Model creati appositamente per il mod.
Non ci sono notizie di un rilascio completo. Come molti progetti ambiziosi nati dalla passione di piccoli team, probabilmente si è fermato da qualche parte lungo la strada tra l’entusiasmo dell’anteprima e la complessità dello sviluppo reale. Ma la pagina su NetGamer resta, documento di un’epoca in cui fare gaming significava anche costruire qualcosa di proprio, con i mezzi che si avevano.
Dragon Ball Z nel gaming: un franchise che non si ferma mai

Quello che colpisce rileggendo questa storia è quanto Dragon Ball abbia resistito nel tempo come ispirazione per i videogiochi. Dal picchiaduro su PS1 fino ai titoli moderni, la serie di Toriyama ha attraversato decenni di piattaforme senza perdere il suo appeal.
Se ti interessa il lato retro del franchise, sul nostro sito puoi approfondire Dragon Ball GT Final Bout, il picchiaduro per PS1 che rappresenta uno dei capitoli piu curiosi di quella stagione. Per restare invece nel presente, il franchise continua a evolversi con nuovi contenuti: abbiamo seguito da vicino il secondo pacchetto DLC di Dragon Ball Sparking Zero, che porta nuovi personaggi e mosse nell’arena moderna della serie.
Da un mod per Tribes al 2025: Dragon Ball nel gaming non ha mai smesso di trovare nuove forme.
Ti ricordi di questo mod? Hai vissuto la scena delle mod italiane di fine anni ’90? Scrivilo nei commenti, ci fa sempre piacere leggere i ricordi di chi c’era. E se vuoi restare aggiornato su retrogaming, curiosità e tutto il mondo Dragon Ball, seguici su Instagram: usciamo ogni giorno.
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