Final Fantasy VIII era già un capolavoro prima dell’uscita?

La stampa italiana lo definì il miglior GDR di sempre

final fantasy viii remastered (2019 · ps4/pc/xone)
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Una preview italiana del 1999 lo definiva il miglior gioco di ruolo mai realizzato da Square. Alcune intuizioni furono precise, altre decisamente premature. Per il quadro completo consulta approfondimento su Final Fantasy VIII Remastered.

Prima ancora che Final Fantasy VIII arrivasse nei negozi italiani, una rivista PlayStation lo presentava già come uno dei giochi più importanti della sua generazione.

Non si trattava di un giudizio prudente. Nelle tre pagine dedicate al titolo, la redazione definiva il nuovo episodio di Square come “il miglior gioco di ruolo di sempre” e come “la stella più lucente dell’universo PlayStation”.

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Parole pesanti, soprattutto considerando che Final Fantasy VIII non era ancora stato pubblicato in Italia. La preview annunciava infatti l’arrivo nei negozi per il 28 ottobre 1999 e sottolineava che il gioco sarebbe stato completamente tradotto nella nostra lingua.

Rileggere oggi quelle pagine permette di capire quali elementi avevano colpito immediatamente la stampa italiana, quali previsioni si sono rivelate corrette e quali informazioni erano ancora poco più che indiscrezioni.

Final Fantasy VIII doveva superare il ricordo del settimo capitolo

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La preview parte da una posizione molto chiara: Final Fantasy VII aveva lasciato un segno difficile da cancellare.

La rivista ricorda i momenti più spettacolari del settimo episodio, le battaglie contro le Weapon, Sephiroth e soprattutto il tragico evento alla fine del primo disco. Square doveva quindi riuscire a proporre qualcosa di nuovo senza perdere ciò che aveva reso celebre il predecessore.

Secondo la redazione, Final Fantasy VIII era già riuscito nell’impresa.

L’ambientazione veniva descritta come un incontro tra le atmosfere classiche della serie e un’architettura decisamente futuristica. Balamb Garden, i SeeD e il nuovo gruppo di protagonisti rappresentavano un evidente cambiamento rispetto al viaggio di Cloud.

La preview aveva individuato uno degli elementi centrali del gioco: Final Fantasy VIII non voleva ripetere Final Fantasy VII, ma costruire un’identità differente.

È proprio questa scelta ad averlo reso uno degli episodi più discussi della serie, come abbiamo analizzato nel nostro approfondimento dedicato a perché Final Fantasy VIII continua a dividere i giocatori.

Squall sembrava già destinato a diventare un personaggio memorabile

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La rivista dedica particolare attenzione ai protagonisti disegnati da Tetsuya Nomura.

Squall e gli altri personaggi vengono descritti come più realistici rispetto a quelli di Final Fantasy VII. Il passaggio dai modelli deformati del settimo capitolo a figure dalle proporzioni più umane era evidente anche nelle immagini pubblicate.

Secondo la preview, ogni personaggio era caratterizzato in maniera approfondita e mostrava atteggiamenti coerenti con la propria personalità.

Il giudizio era in buona parte corretto. Final Fantasy VIII avrebbe investito molto nei rapporti tra i protagonisti, nella crescita di Squall e nella relazione con Rinoa.

La redazione non poteva ancora sapere quanto il carattere chiuso di Squall avrebbe diviso il pubblico. Per alcuni sarebbe diventato uno dei protagonisti più complessi della serie. Per altri sarebbe rimasto un personaggio freddo e difficile da apprezzare.

Già dalle immagini, però, la nuova direzione artistica sembrava abbastanza forte da distinguere immediatamente il gioco dal suo predecessore.

La grafica sembrava impossibile da superare

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Uno dei passaggi più entusiasti riguarda la presentazione visiva.

Gli ambienti vengono descritti come immagini tridimensionali precalcolate utilizzate come fondali bidimensionali, con una qualità paragonata ai capitoli precedenti e alla serie Resident Evil.

La rivista esalta la nitidezza degli scenari, la quantità di dettagli e l’atmosfera creata dall’unione tra personaggi, fondali e sequenze animate.

Anche i filmati in computer grafica vengono considerati nettamente superiori a quelli di Final Fantasy VII. La redazione arriva a sostenere che Square avesse praticamente realizzato un film su Final Fantasy in computer grafica.

Nel 1999 questa impressione era comprensibile. Le sequenze di Final Fantasy VIII rappresentavano uno dei punti più avanzati raggiunti sulla prima PlayStation.

La scena iniziale con Squall e Seifer, il ballo tra Squall e Rinoa e numerosi passaggi narrativi utilizzavano la computer grafica in modo più spettacolare e integrato rispetto al capitolo precedente.

La preview aveva quindi colto un elemento reale: Square non stava usando i filmati soltanto come ricompensa, ma come parte fondamentale della narrazione.

La traduzione italiana era una novità decisiva

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Le pagine sottolineano che Final Fantasy VIII sarebbe arrivato nei negozi completamente tradotto in italiano.

Per il pubblico dell’epoca non era un dettaglio secondario. La possibilità di seguire dialoghi, spiegazioni e trama nella propria lingua rendeva il gioco accessibile anche a chi non conosceva bene l’inglese.

La rivista presenta la localizzazione italiana come uno degli elementi capaci di far apprezzare pienamente la storia.

Le immagini mostrano già dialoghi e menu tradotti. Dalla dottoressa Kadowaki alle conversazioni con Quistis, il materiale pubblicato permetteva ai lettori di vedere concretamente il lavoro di adattamento.

Questa caratteristica contribuì a rendere Final Fantasy VIII particolarmente importante per il pubblico italiano. Per molti giocatori fu uno dei primi grandi giochi di ruolo giapponesi affrontati senza la barriera della lingua inglese.

La preview parlava persino di un possibile doppiaggio

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Tra le informazioni pubblicate compare anche un’indiscrezione curiosa.

La rivista afferma che, fortunatamente, il doppiaggio in italiano avrebbe permesso anche a chi non conosceva l’inglese di apprezzare la storia.

Final Fantasy VIII, però, non ricevette un doppiaggio italiano. Il gioco arrivò con testi e interfaccia tradotti, mentre le scene non disponevano di dialoghi recitati.

È possibile che la redazione utilizzasse il termine “doppiaggio” in modo improprio per indicare la localizzazione, oppure che l’informazione fosse basata su materiale preliminare non corretto.

Questo passaggio mostra bene quanto fossero differenti le preview dell’epoca. Le riviste lavoravano spesso con versioni incomplete, materiale distribuito dai publisher e indiscrezioni non ancora confermate.

Una notizia errata poteva quindi finire sulla carta e rimanere lì, senza la possibilità di correggere immediatamente l’articolo.

Anche la notizia su Nobuo Uematsu era sbagliata

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La colonna sonora viene giustamente attribuita a Nobuo Uematsu, descritto come uno dei musicisti più talentuosi del mondo dei videogiochi.

La rivista elogia la varietà degli stili musicali e il modo in cui ogni traccia sottolineava i diversi momenti dell’avventura.

Subito dopo, però, compare un’altra previsione destinata a essere smentita.

Secondo alcune voci riportate nella preview, Final Fantasy VIII sarebbe potuto diventare l’ultimo lavoro di Uematsu per la serie. La redazione lo presenta addirittura come una possibile conclusione ideale della sua carriera artistica.

Non andò così.

Uematsu continuò a lavorare alla saga e firmò anche la colonna sonora del capitolo successivo. La notizia era quindi una voce priva di conferma, riportata mentre il futuro della serie era ancora incerto.

L’errore non riduce il valore del giudizio sulla musica. Final Fantasy VIII avrebbe effettivamente offerto alcuni dei brani più riconoscibili della carriera di Uematsu, ma non rappresentò il suo addio alla saga.

Guardian Force e Junction sembravano la grande rivoluzione

La preview dedica molto spazio alle Guardian Force.

Queste creature vengono presentate come l’equivalente delle Summon Materia di Final Fantasy VII, ma con un funzionamento più profondo. Una volta assegnate ai personaggi, le Guardian Force potevano guadagnare esperienza, salire di livello e apprendere nuove abilità.

La rivista evidenzia inoltre la possibilità di collegare magie e caratteristiche dei protagonisti. Associando un elemento al parametro corretto, il giocatore poteva aumentare la potenza degli attacchi o ottenere resistenze specifiche.

La redazione considera questo sistema difficile da spiegare, ma semplice da utilizzare dopo un minimo di pratica.

È una delle valutazioni più interessanti dell’intera preview.

Il sistema Junction sarebbe diventato uno degli elementi maggiormente contestati di Final Fantasy VIII. Alcuni giocatori lo considerarono originale e flessibile. Altri lo trovarono complicato, poco intuitivo e facile da sfruttare in modo eccessivo.

La rivista intuì quindi sia la profondità sia il principale problema del sistema: spiegare il Junction era molto più difficile che utilizzarlo dopo averne compreso le regole.

Il Draw System veniva presentato come un miglioramento

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Un’altra grande novità era il Draw System.

La preview spiega che i personaggi non avrebbero appreso magie attraverso il normale aumento dell’esperienza. Gli incantesimi dovevano invece essere assorbiti dai nemici oppure raccolti presso specifici Draw Point presenti nelle ambientazioni.

Il giocatore poteva decidere se usare subito la magia oppure conservarla.

La rivista descrive il sistema come una novità capace di approfondire il modello del capitolo precedente. Non vengono invece anticipate le conseguenze che avrebbe avuto sul comportamento dei giocatori.

Accumulare grandi quantità di magie poteva richiedere tempo. Inoltre, utilizzare gli incantesimi collegati alle statistiche rischiava di ridurre i valori del personaggio.

Per questo molti utenti finirono per conservare le magie invece di lanciarle, trasformando un sistema pensato per offrire libertà in un meccanismo che poteva scoraggiare la sperimentazione.

La preview aveva compreso la novità tecnica, ma non poteva ancora prevedere quanto sarebbe stata divisiva.

La rivista respingeva già l’accusa di linearità

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Nella terza pagina compare un passaggio che sembra rispondere direttamente alle critiche rivolte a Final Fantasy VII.

Secondo la redazione, molti giocatori avevano criticato il settimo capitolo perché ritenuto troppo lineare. La preview assicura che lo stesso problema non si sarebbe ripresentato in Final Fantasy VIII.

Il lettore viene informato della possibilità di esplorare aree remote, affrontare missioni secondarie e visitare territori vasti e labirinti sotterranei.

Anche le missioni dedicate alle Guardian Force vengono presentate quasi come avventure autonome.

Final Fantasy VIII avrebbe effettivamente offerto contenuti opzionali, esplorazione e attività secondarie. La struttura principale, tuttavia, sarebbe rimasta fortemente guidata dalla trama.

La previsione era quindi corretta solo in parte. Il gioco offriva libertà, ma non abbandonava la progressione narrativa tipica della serie.

Il voto massimo arrivò prima ancora della recensione definitiva

Nella parte inferiore dell’ultima pagina compare una valutazione suddivisa in quattro categorie:

  1. Grafica
  2. Sonoro
  3. Giocabilità
  4. Longevità

Tutti gli indicatori raggiungono il valore massimo di cinque.

Il giudizio finale non lascia spazio a dubbi: Final Fantasy VIII viene definito uno dei migliori giochi mai realizzati dai ragazzi di Square e un titolo assolutamente da non perdere per gli appassionati del genere.

È importante notare che il servizio viene presentato come cover story e non come una tradizionale recensione post lancio. La redazione sembra aver avuto accesso a una versione del gioco, probabilmente quella giapponese o a materiale avanzato, ma il pubblico italiano doveva ancora attendere l’autunno.

Il tono era quindi più vicino a una grande anteprima celebrativa che a una valutazione critica costruita dopo aver analizzato l’edizione italiana definitiva.

La preview aveva davvero previsto tutto?

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La rivista aveva individuato correttamente molti punti di forza.

Aveva capito l’importanza della grafica, il salto nella qualità delle sequenze in computer grafica, il peso della colonna sonora, la centralità dei personaggi e la profondità delle Guardian Force.

Aveva inoltre riconosciuto che Final Fantasy VIII cercava di rinnovare quasi ogni aspetto del predecessore.

Alcune affermazioni erano però troppo sicure.

Il doppiaggio italiano non sarebbe arrivato. Final Fantasy VIII non sarebbe stato l’ultimo lavoro di Nobuo Uematsu per la serie. Il sistema di combattimento non avrebbe convinto tutti e l’accusa di linearità non sarebbe scomparsa completamente.

Soprattutto, definirlo il miglior gioco di ruolo di sempre prima dell’uscita europea mostrava un entusiasmo difficile da separare dall’attesa.

Final Fantasy VIII resta il capitolo che volle cambiare tutto

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Rileggendo quelle pagine, emerge un elemento evidente: Final Fantasy VIII appariva diverso ancora prima di essere giocato dal grande pubblico italiano.

Square aveva cambiato protagonisti, ambientazione, proporzioni dei personaggi, sviluppo delle statistiche, gestione della magia ed evocazioni.

La preview interpretava ogni cambiamento come un miglioramento. Negli anni successivi, gli stessi elementi sarebbero diventati il centro del dibattito sul gioco.

Oggi Final Fantasy VIII può essere affrontato anche attraverso Final Fantasy VIII Remastered, pubblicato da Square Enix con modelli dei personaggi rielaborati e alcune funzioni pensate per rendere l’esperienza più accessibile sulle piattaforme moderne. (FINAL FANTASY PORTAL SITE | SQUARE ENIX)

La pagina ufficiale di Final Fantasy VIII Remastered conferma quanto Square Enix continui a considerare rilevante questo episodio, presentato nuovamente nel 2019 in occasione del ventesimo anniversario dell’originale.

La vecchia rivista non aveva previsto ogni discussione, ma aveva colto il punto fondamentale: Final Fantasy VIII non sarebbe passato inosservato.

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