Fortnite App Store: ritorno quasi globale dopo 6 anni

Epic riporta il battle royale su iOS in molti Paesi, ma lo scontro legale con Apple resta aperto.

fortnite (2018 · android/pc)
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Fortnite App Store torna disponibile nella maggior parte dei Paesi dopo 6 anni di assenza, ma lo scontro tra Epic Games e Apple non è chiuso. Il battle royale è rientrato nello store iOS in molti mercati, mentre l’Australia resta esclusa dal ritorno. Per seguire tutti gli aggiornamenti c'è pagina dedicata a Fortnite.

Fortnite App Store: cosa cambia dopo il ritorno su iOS

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Fortnite App Store è di nuovo disponibile in gran parte del mondo dopo una lunga assenza legata alla disputa tra Epic e Apple. Il ritorno non chiude la causa: Epic collega la nuova fase alla trasparenza sulle commissioni dell’App Store e al ruolo dei regolatori internazionali.

Epic ha dichiarato che Fortnite è tornato su App Store in tutto il mondo dopo che Apple ha comunicato alla Corte Suprema degli Stati Uniti che i regolatori globali stanno osservando il caso per capire quale commissione Apple possa applicare agli acquisti coperti nei grandi mercati fuori dagli Stati Uniti.

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Secondo Epic, Apple sarà costretta dal tribunale federale statunitense a mostrare con maggiore trasparenza i costi legati alle commissioni dell’App Store. La società sostiene che i governi non consentiranno il mantenimento di quelle che definisce commissioni improprie una volta resi visibili quei costi.

Il riferimento ufficiale per il gioco resta Fortnite, mentre l’ecosistema mobile passa ancora dalle regole delle piattaforme, incluse quelle dell’App Store di Apple. Il ritorno non riguarda però l’Australia, dove Epic segnala un contenzioso ancora aperto sull’applicazione dei termini per gli sviluppatori.

Epic contro Apple: dal 30% agli store alternativi

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Il caso nasce nel 2020, quando Epic introdusse in Fortnite un sistema di pagamento proprietario dentro l’app, aggirando la quota del 30% prevista da Apple sugli acquisti. Apple considerò la scelta una violazione dei termini dell’App Store e rimosse Fortnite dalla piattaforma.

Epic portò Apple in tribunale accusandola di pratiche anticoncorrenziali e monopolistiche. La decisione giudiziaria favorì Apple su gran parte dei punti, ma impose anche un limite: Apple non può impedire del tutto i link verso processori di pagamento esterni dentro giochi e app presenti su App Store.

Nella nuova comunicazione, Epic collega il ritorno di Fortnite su iOS a una fase che definisce battaglia finale contro Apple. La società cita leggi e interventi regolatori in Giappone, Unione Europea e Regno Unito, sostenendo però che Apple abbia continuato a usare schermate di avviso, commissioni e requisiti gravosi.

Il tema non riguarda solo Fortnite come singolo prodotto. Le piattaforme restano parte della strategia commerciale dei grandi live service, come mostra anche il caso Fortnite x Overwatch su Nintendo Switch 2, dove licenze, store e disponibilità incidono sulla distribuzione degli eventi in-game.

Australia esclusa e battaglia legale ancora aperta

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L’Australia è il punto fuori linea nel ritorno globale. Epic sostiene di aver vinto il caso nel Paese, ma afferma che Apple avrebbe continuato ad applicare termini per gli sviluppatori giudicati illegittimi dal tribunale. Per questo il rientro di Fortnite su iOS non è ancora esteso al mercato australiano.

La vicenda arriva dopo anni in cui Fortnite è rimasto fuori dall’App Store, mentre altre produzioni e discussioni di piattaforma hanno continuato a occupare il mercato console e mobile. Anche il dibattito legato a Nintendo e alle sue IP mostra quanto le decisioni di ecosistema pesino sulla circolazione dei giochi.

Per Epic, il passaggio successivo è ottenere un’applicazione effettiva delle norme da parte dei regolatori, così da incidere sulle commissioni e sui metodi di pagamento ammessi negli store mobile. Per Apple, la disputa resta legata al controllo dell’App Store e alle condizioni imposte agli sviluppatori.

Il dato operativo è chiaro: Fortnite è tornato su App Store nella maggior parte dei Paesi, ma la disponibilità non equivale alla chiusura del caso. La prossima fase si giocherà nei tribunali e nelle decisioni dei regolatori che stanno valutando commissioni, link esterni e vincoli agli sviluppatori.

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