K-pop Idol Stories in uscita il 16 luglio e porta su PS5 una formula che unisce musica, gestione, tycoon e racconto sulla costruzione di un girl group.
Il progetto è sviluppato dallo studio indonesiano Wisageni Studio, che ha spiegato la struttura del gioco in un’intervista pubblicata da Push Square. L’obiettivo non è simulare l’intera industria K-pop in forma documentaristica, ma trasformare il percorso verso il debutto in una serie di scelte gestionali.
K-pop Idol Stories: cosa si fa nel gioco
K-pop Idol Stories costruisce ogni partita attorno al debutto del gruppo. Il giocatore deve cercare talenti, gestire programmi, migliorare abilità e prendere decisioni con tempo e risorse limitate. La domanda centrale non è solo se il gruppo arriverà al debutto, ma che tipo di gruppo nascerà.
Il gioco include otto trainee reclutabili, numero scelto in modo intenzionale. Secondo lo studio, l’ambientazione richiama un contesto da survival show e incubazione di gruppi K-pop, dove il punto critico non è trovare talento, ma decidere chi avrà l’occasione di debuttare.
Ogni trainee ha una storia, ambizioni e valori di partenza diversi. Le scelte del giocatore influenzano non solo la composizione del gruppo, ma anche il futuro dei personaggi. La rigiocabilità passa quindi da combinazioni diverse e da risultati che possono allontanarsi dall’idea iniziale del giocatore.
Otto trainee, cinque brani originali e nessuna boy band
Wisageni Studio ha scelto di concentrarsi sui girl group. Il team descrive questa decisione come un vincolo creativo: limitare il campo avrebbe permesso di approfondire meglio personalità, storie, concept di gruppo e costumi, invece di rappresentare troppi lati dell’industria insieme.
La colonna sonora è composta da cinque brani originali realizzati per il gioco. Lo studio ha collaborato con Shorelle e Honi Studios, figure con esperienza nell’industria K-pop. Shorelle ha contribuito a brani per artisti come Jin dei BTS, Seventeen, TXT, NCT WISH, TWICE, Nayeon, ITZY e LE SSERAFIM.
Nel cast vocale sono presenti anche trainee e artisti già debuttati, tra cui Aylah. Il risultato indicato dagli sviluppatori è una selezione di tracce con identità differenti, pensate per dare ai gruppi creati dal giocatore vibe e direzioni musicali distinte.
- Uscita indicata: 16 luglio
- Trainee reclutabili: 8
- Brani originali: 5
- Focus creativo: girl group
- Stile visivo: ispirazione manhwa
Manhwa, K-pop globale e lato meno pulito dell’industria
Lo stile artistico di K-pop Idol Stories guarda ai manhwa, con un riferimento esplicito a titoli come True Beauty di Yaongyi. L’obiettivo non è proporre idol in chiave anime, ma personaggi più maturi e vicini all’immagine dell’industria K-pop contemporanea.
Il team ha anche spiegato di non voler fingere che l’industria sia perfetta. Allo stesso tempo, Wisageni Studio ha scelto di non trasformare temi reali come sfruttamento minorile, bullismo o diete estreme in intrattenimento, mantenendo l’esperienza su un tono più leggero.
La prospettiva dello studio nasce fuori dalla Corea, in Indonesia. Wisageni descrive questa distanza come un vantaggio: il gioco guarda al K-pop dal punto di vista dei fan globali, in un momento in cui artisti, produttori, autori e pubblico internazionali fanno parte della stessa filiera culturale.
Nel calendario PlayStation, K-pop Idol Stories si inserisce accanto ad altri titoli che lavorano su identità estetiche molto marcate, come Metaphor ReFantazio Switch 2 e Castlevania Belmont’s Curse con Rose Belmont. Il dato da verificare al lancio sarà quanto le scelte gestionali riusciranno a rendere diverso ogni percorso verso il debutto.
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