Keanu Reeves aveva previsto il destino di Cyberpunk 2077?

Keanu Reeves raccontava Cyberpunk 2077 prima del lancio. Le sue parole rilette oggi mostrano quanto aveva intuito sul destino del gioco.

keanu reeves e cyberpunk 2077 cinque anni dopo
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Questa intervista risale ai giorni immediatamente precedenti all’uscita di Cyberpunk 2077, il 10 dicembre 2020. Keanu Reeves parlava con energia del progetto e del mondo di Night City. Ascoltarlo oggi, cinque anni dopo, offre uno sguardo preciso su come veniva percepito il gioco prima di tutto ciò che sarebbe accaduto.

Chi è Johnny Silverhand in Cyberpunk 2077

Johnny Silverhand è l’entità digitale ospitata nella testa di V. Keanu descriveva il personaggio come un alleato instabile. Una presenza che ti sostiene oppure ti mette pressione. Un rapporto costruito su scelte dirette del giocatore.
Lui aggiungeva che alcune parti del suo carattere entravano nella performance. L’umorismo diretto. Il cinismo verso il sistema. Il bisogno di ribellione.

Come Keanu vedeva Night City

cyberpunk 2077

Reeves definiva Night City un ambiente pieno di figure diverse. Citava la band Samurai, il passato di Johnny e le persone collegate alla sua storia. Puntava l’attenzione sulla varietà delle situazioni e delle zone presenti nel gioco.
Per lui Night City era un luogo in cui tutto conviveva senza sosta.

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Keanu parlava anche della collaborazione con Arch Motorcycle, l’azienda da lui cofondata. CD Projekt Red aveva voluto inserire una moto ispirata alla Method 143.
Il team aveva registrato il suono del motore reale per dare coerenza alla guida. Reeves era fiero di questa parte del progetto e lo diceva apertamente.

L’ambizione tecnica di Cyberpunk 2077

Reeves riconosceva quanto il team puntasse in alto. Citava il lavoro sulla luce, sui materiali e sulle tecnologie avanzate come il ray tracing.
Non entrava nei dettagli dell’engine ma percepiva la complessità del progetto. A cinque anni di distanza tutto questo è ancora più evidente.

Come cambia la performance tra cinema e videogiochi

L’attore spiegava che nei videogiochi manca il corpo in scena. La recitazione passa da voce, ritmo e gesti di riferimento catturati dai designer.
In Cyberpunk 2077 poteva essere diretto, emotivo, aggressivo, romantico. Un range molto ampio espresso in sessioni rapide.

La presentazione del 9 giugno 2019 è ancora oggi uno dei momenti più riconoscibili dell’E3 moderno.
Reeves ricordava la scena come un’esplosione di energia. L’ingresso sul palco aveva generato una reazione enorme. Per lui era stato come salire davanti a un pubblico in pieno entusiasmo.

Perché le sue parole colpiscono oggi

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Cyberpunk 2077 ha attraversato molte fasi. Il lancio difficile del 2020. Le patch correttive. La versione 2.0 e l’espansione Phantom Liberty nel 2023.
Riascoltare l’intervista offre una fotografia chiara.
Mostra un Keanu coinvolto nel progetto e convinto della sua forza.
Oggi il gioco è stabile, curato e molto più vicino a ciò che voleva essere. Le sue parole assumono un valore diverso perché raccontano il lato umano di una produzione enorme.

Cosa aveva visto davvero Keanu

Riguardando ciò che disse, emerge una cosa semplice. Keanu aveva colto la portata emotiva del progetto. Non parlava solo delle parti tecniche.
Guardava a Johnny, al rapporto con V e al modo in cui questa dinamica avrebbe guidato l’avventura.
Oggi la sua interpretazione è ricordata come uno degli elementi più forti del gioco.

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