Allora, te lo dico subito: io a No Man’s Sky ci avevo già provato. Anni fa.
Ci ho messo tipo due ore solo per capire che avevo finito l’ossigeno e stavo morendo su un pianeta tossico senza manco sapere come si usava lo scanner.
Però adesso… mi sono fatto tentare dalla versione per Nintendo Switch 2.
E indovina un po’? È cambiato tutto.
Sì, stavolta gira. Funziona. E soprattutto: ti lascia addosso quella sensazione di “un’altra e poi smetto” che ti incolla per ore. Per il quadro completo consulta la scheda completa di No Man’s Sky.
Ma quindi, che cos’ha di diverso?
Guarda, potrei dirti “grafica migliorata, performance aumentate, cross-save, multiplayer”, tutte cose vere eh… però il punto è che sembra proprio un altro gioco.
Cioè non è solo un porting tirato via per vendertelo due volte.
È un aggiornamento gratuito (sì, gratuito) che sblocca tutte le robe che mancavano su Switch 1.
Multiplayer, salvataggi condivisi con PC e console, insediamenti costruibili, pesca (sì, pesca), clima dinamico, costruzione di basi, battaglie spaziali, e chi più ne ha più ne metta.
Ah, e puoi anche esplorare fondali marini, fare baiting, fondare dive bar con NPC personalizzati… cioè, se ti piace la personalizzazione, qui ci affoghi dentro.
Ma gira bene?
Io ci ho giocato sia docked che in portatile.
E guarda, rispetto alla versione Switch vecchia siamo su un altro pianeta.
Il frame rate puoi anche sbloccarlo da menu (se vuoi un boost), oppure lasciarlo bloccato e avere più stabilità.
Certo, non è perfetto eh, ogni tanto qualche calo c’è, ma sinceramente me ne sono accorto solo dopo mezz’ora, perché ero troppo preso a raccogliere materiali su un pianeta ghiacciato cercando di non schiattare.
In portatile si vede bene. C’è profondità, la distanza visiva è ok, le texture sono più curate.
E soprattutto: il caricamento tra un pianeta e l’altro è rapido, non ti spezza il ritmo.
La vera bomba: il cross-save
Cioè, tu magari inizi la tua avventura su PC. Poi devi uscire, prendi la Switch 2 e… continui da lì.
Stessa partita, stessi progressi, stesso personaggio.
Per me è una figata. Perché in un gioco come No Man’s Sky, che non ha una vera fine, poter spostare la tua run da una piattaforma all’altra senza perdere nulla… è oro.
Sì ma… com’è da giocare davvero?
Ti rispondo onestamente: all’inizio ti senti scemo.
Perché ti buttano su un pianeta a caso (il mio era radioattivo, ovviamente), la tuta si sta scaricando, non sai cosa cercare, e ogni due secondi compare un avviso minaccioso sullo schermo tipo “TOXIC LEVELS CRITICAL”.
Però… ti metti lì. Segui il tutorial. Scavi un po’, scannerizzi piante, sistemi la navetta mezza rotta.
E quando finalmente riesci a decollare… boom. Il gioco si apre. E non ti molla più.
Ci sono miliardi di pianeti, ognuno con creature diverse, risorse, biomi, pericoli. Puoi costruire la tua base ovunque, scavare tunnel con il terrain manipulator, commerciare, esplorare, combattere nello spazio…
Insomma, diventa il tuo mondo.
Le modalità: normale, permadeath o completamente rilassata
Se hai voglia di stare tranquillo, c’è la modalità creativa.
Hai tutto sbloccato, puoi costruire basi giganti, galassie intere, senza dover raccogliere risorse.
Se invece vuoi farti male, puoi giocare in survival (difficile) o addirittura in permadeath.
Sì, se muori perdi tutto. E no, non mi sono ancora azzardato a provarla.
Io sto giocando in modalità normale. Ti dà abbastanza sfida ma ti lascia anche respirare.
Non sei sempre con l’ansia da morte certa, e puoi esplorare a modo tuo.
Multiplayer? Sì, e funziona
C’è il Nexus, un hub dove puoi incontrare altri giocatori, commerciare, avviare missioni co-op, costruire insieme.
Puoi perfino partecipare a spedizioni stagionali, con sfide comunitarie e ricompense uniche.
E sì, gira anche su Switch 2.
E no, non scatta come ci si aspetterebbe.
La curva d’apprendimento? All’inizio sei confuso. Poi ti perdi. Nel senso buono.
La prima ora può essere un po’ spaesante.
Hai decine di risorse diverse, sistemi da capire, icone ovunque.
Ma appena ti entra in testa la logica (scanner, crafting, protezioni, carburanti)… diventa un flusso.
Tipo: “aspetto solo di trovare quel minerale e poi smetto”
Poi ti serve un altro materiale.
Poi atterri su un altro pianeta.
Poi decidi di costruire una base.
Poi ti trovi con 4 ore passate e la cena fredda.
È per te?
Allora:
Se ti piace costruire, esplorare, prenderti il tuo tempo e perderti in un universo praticamente infinito, ti piacerà tantissimo.
Se invece vuoi una storia guidata, boss da battere, finali epici… meh, non è questo il gioco.
Non c’è trama vera e propria. Sei tu a creare il tuo percorso.
E no, non è un gioco breve.
È un “ci entro per mezz’ora” che poi diventano tre ore senza che te ne accorgi.
Se hai poco tempo libero o cerchi qualcosa da “finire”, potresti odiare questa cosa.
Vale la pena rigiocarlo nel 2025?
Sì. Ma solo se sei pronto a entrare in una galassia da cui potresti non voler uscire più.
La versione Switch 2 è finalmente quella completa.
Gira bene, è portatile, ha tutto quello che c’è su PC e console.
E se ce l’hai già su Switch 1, te lo aggiorni gratis.
La mia unica paura?
Che diventi una nuova droga digitale.
Una di quelle che ti fanno dire “oggi solo un’oretta” e poi sono le due di notte.
Ma hey, se vuoi un gioco che ti faccia davvero viaggiare… eccolo.
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