Onimusha Way of the Sword è un soulslike? Difficoltà e modalità spiegate

Non è un Soulslike, ma non significa che sia facile: Story e Action cambiano la pressione del combattimento, mentre Carnage si sblocca solo dopo aver completato la campagna.

musashi usa i poteri oni in onimusha way of the sword
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No: Onimusha: Way of the Sword non è stato progettato come un Soulslike e Capcom non vuole trasformarlo in un gioco punitivo basato sul “muori e riprova”. Può comunque diventare impegnativo, soprattutto nei boss e nelle fasi avanzate. All’inizio puoi scegliere tra Story e Action; dopo aver completato la campagna si sblocca anche Carnage, destinata a chi cerca una sfida molto più severa.

La risposta più utile, quindi, non è semplicemente “è facile” o “è difficile”. Way of the Sword separa volutamente accessibilità e profondità del combattimento: puoi ridurre la pressione senza rinunciare a Parry, Deflect e Issen, oppure scegliere Action e imparare a leggere davvero gli attacchi dei Genma. Se arrivi da Sekiro aspettandoti lo stesso tipo di punizione, il paragone rischia di portarti fuori strada.

DomandaRispostaCosa significa in pratica
È un Soulslike?NoCapcom punta a un action con combattimenti di spada accessibili, non a un die-and-retry punitivo
È facile?Non necessariamenteAction diventa più esigente e i boss richiedono lettura e tempismo
Difficoltà inizialiStory e ActionStory riduce la barriera; Action è rivolta a chi conosce già gli action
Modalità più difficileCarnageSi sblocca solo dopo aver completato la campagna
Combat systemParry, Deflect, Issen, Oni ArmamentsPremia il tempismo più del button mashing

Onimusha Way of the Sword non è un Soulslike

onimusha: way of the sword

Il paragone con Sekiro nasce facilmente: protagonista samurai, combattimenti con la spada, parate, contrattacchi e boss che premiano il tempismo. Ma la somiglianza visiva o meccanica non basta a definire il genere.

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Il director Satoru Nihei ha chiarito che l’obiettivo non è inseguire la formula Soulslike. In un’intervista riportata da GamesRadar sulle intenzioni del team di sviluppo, Nihei distingue esplicitamente Way of the Sword da un’esperienza punitiva costruita sul die-and-retry: il centro del gioco deve essere la soddisfazione dello scontro tra lame.

È una distinzione coerente anche con la storia della serie. Se vuoi capire da dove arriva questa identità, GameCast ha ripercorso la storia di Onimusha dai capitoli PS2 al ritorno di Capcom: il nuovo episodio modernizza il combattimento, ma non nasce per diventare una copia dei Souls.

Quanto è difficile davvero Onimusha Way of the Sword?

La difficoltà cresce più di quanto facesse pensare la prima demo. Le recensioni pubblicate a ridosso dell’uscita descrivono un inizio relativamente permissivo, soprattutto per chi ha molta esperienza con gli action, ma anche boss e sezioni avanzate in cui premere continuamente attacco smette di essere sufficiente.

Questo non contraddice l’idea di accessibilità. Capcom vuole evitare che la difficoltà diventi una barriera obbligatoria, non eliminare la necessità di imparare il combattimento.

Nell’intervista ufficiale pubblicata da Xbox Wire, il producer Akihito Kadowaki spiega che il team ha cercato un equilibrio tra soddisfazione e difficoltà. Action è pensata per chi è più abituato ai giochi d’azione, ma può essere accompagnata dall’Action Guide per modulare ulteriormente la barriera d’ingresso.

La conseguenza pratica è importante: non devi scegliere tra “gioco facile” e “gioco hardcore”. Puoi iniziare con un livello di pressione adatto alla tua esperienza e concentrarti gradualmente sui sistemi che rendono il combattimento interessante.

Story o Action: quale difficoltà scegliere?

onimusha: way of the sword

Le due difficoltà disponibili dall’inizio hanno obiettivi diversi.

Scegli Story se vuoi imparare senza pressione

Story è la scelta più adatta se vuoi seguire la campagna, conoscere Musashi e prendere confidenza con il sistema di combattimento senza trasformare ogni errore in un muro.

Non significa rinunciare alle meccaniche centrali. Parry, Deflect, Issen e poteri Oni restano parte dell’esperienza: semplicemente hai più spazio per capire quando utilizzarli.

Scegli Action se giochi già molti action

Action è la modalità che Capcom indirizza ai giocatori più familiari con gli action game. È quella che sceglierei se vuoi che parate, schivate e lettura degli attacchi abbiano peso fin dalle prime ore.

Non va però interpretata come “modalità Souls”. L’obiettivo rimane offrirti un combattimento più esigente senza costruire l’intero gioco intorno alla frustrazione o a un unico timing perfetto.

ProfiloModalità consigliataPerché
Vuoi soprattutto storia e atmosferaStoryRiduce la pressione e facilita l’apprendimento
Non giochi spesso action basati sul timingStoryPuoi imparare difesa e contrattacchi con più margine
Hai esperienza con action e parryActionIl combat system acquista più peso fin dall’inizio
Arrivi da Sekiro e vuoi una sfidaActionÈ il punto di partenza più adatto, ma non aspettarti la stessa filosofia di difficoltà
Hai già finito il gioco e vuoi il massimoCarnageÈ la difficoltà post-game dedicata alla sfida avanzata

Carnage è la vera modalità difficile, ma non è disponibile subito

Se la tua domanda è “qual è la difficoltà più alta?”, la risposta è Carnage.

C’è però una condizione fondamentale: non puoi selezionarla nella prima partita. Le recensioni della versione completa confermano che Carnage viene resa disponibile dopo aver terminato la campagna.

Questo spiega anche una parte delle discussioni nate intorno alla demo. Chi cercava immediatamente un livello di sfida estremo non vedeva ancora il gradino pensato per il replay avanzato. La prima run è costruita principalmente attorno a Story e Action; Carnage appartiene alla fase successiva.

Non consiglierei quindi di giudicare l’intera difficoltà di Onimusha soltanto dai primi nemici della demo. Al tempo stesso, se cerchi un gioco che ti obblighi fin dal minuto uno a una modalità equivalente ai livelli più severi dei Soulslike, Way of the Sword non è stato progettato con quella priorità.

Perché Parry, Deflect e Issen non lo trasformano in Sekiro

onimusha: way of the sword

Way of the Sword dedica molta attenzione alla difesa attiva. La presentazione ufficiale della demo sul PlayStation Blog elenca tra le tecniche fondamentali Parry, Deflect, Issen, Oni Armament e assorbimento delle anime.

Il punto è come queste tecniche vengono usate. Non sei obbligato a ridurre tutto a una singola parata perfetta. Puoi difenderti, deviare colpi, schivare, spezzare la resistenza del nemico e utilizzare i poteri Oni. L’Issen rimane la tecnica più iconica per chi vuole premiare il tempismo, ma il gioco offre più strumenti per arrivare al risultato.

È qui che il paragone con Sekiro diventa utile soltanto fino a un certo punto: entrambi possono darti soddisfazione quando leggi correttamente una lama avversaria, ma Capcom ha costruito un sistema più modulabile e dichiaratamente più accessibile.

Il button mashing funziona?

Nelle prime fasi puoi eliminare alcuni nemici senza utilizzare ogni tecnica disponibile, ma non prenderei questo comportamento come riferimento per l’intera campagna.

Le prove sulla versione completa concordano su un punto: procedendo, soprattutto contro i boss, diventa molto più importante riconoscere gli attacchi, scegliere quando difendersi e sfruttare le aperture. Premere attacco senza leggere lo scontro tende a funzionare sempre meno.

La difficoltà di Onimusha non deriva quindi dal voler punire ogni passo del giocatore, ma dal chiederti progressivamente di utilizzare gli strumenti che ti ha insegnato.

Se arrivi da Sekiro, cosa devi aspettarti

Se Sekiro è il tuo riferimento, partirei da Action. Avrai già l’abitudine a osservare l’animazione del nemico, aspettare l’apertura e considerare la difesa come parte offensiva del combattimento.

Quello che non farei è aspettarmi una copia del sistema FromSoftware. Way of the Sword vuole lasciarti più modi per gestire lo scontro e mette al centro lo spettacolo del duello, l’assorbimento delle anime e i poteri del Guanto Oni.

Se invece vieni dagli Onimusha classici, il salto meccanico è più evidente. GameCast ha analizzato anche come la serie originale mescolava samurai, horror e combattimento: Way of the Sword conserva anime e identità demoniaca, ma porta il duello in un action moderno in terza persona molto più dinamico.

La demo è il test migliore se temi che sia troppo difficile

onimusha: way of the sword

Prima dell’acquisto hai un vantaggio concreto: la demo è disponibile sulle piattaforme supportate e serve proprio a provare le tecniche centrali.

Non usarla però per misurare soltanto “quante volte muoio”. Prova invece a capire se ti piace il ritmo del combattimento:

  • bloccare e deviare un colpo;
  • cercare il timing dell’Issen;
  • alternare attacco e difesa;
  • gestire l’assorbimento delle anime;
  • provare Story e Action per capire quale ti fa usare meglio il combat system.

Se Action ti sembra inizialmente troppo severa, non c’è alcun motivo per considerare Story una modalità “sbagliata”. È stata inserita proprio perché Capcom vuole che l’avventura rimanga accessibile a giocatori con livelli di esperienza differenti.

Quale difficoltà scegliere in breve

Story: scegli questa modalità se temi la difficoltà, vuoi concentrarti sulla storia o vuoi imparare parate e contrattacchi con meno pressione.

Action: è la scelta più adatta se giochi abitualmente action game e vuoi che il combattimento richieda attenzione fin dall’inizio.

Carnage: è la scelta per il replay più duro, ma devi prima completare la campagna per sbloccarla.

La regola da ricordare è quindi semplice: Onimusha: Way of the Sword può essere impegnativo senza essere un Soulslike. La difficoltà serve a farti padroneggiare lo scontro tra lame, ma Capcom ha costruito modalità e assistenze proprio per evitare che la sfida diventi l’unica porta d’ingresso all’avventura di Musashi.

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