No, non è necessario giocare A Plague Tale: Innocence o A Plague Tale: Requiem prima di Resonance: A Plague Tale Legacy. Asobo Studio e Focus Entertainment hanno progettato il nuovo gioco perché possa essere seguito anche da chi entra per la prima volta nell’universo di A Plague Tale. Ma c’è una differenza importante tra ciò che è necessario e ciò che è consigliato: chi ha giocato Requiem conosce già Sophia e può cogliere meglio il significato del suo passato.
Resonance esce il 27 agosto 2026 e si svolge circa 15 anni prima degli eventi dei giochi precedenti. Se quindi lo hai adocchiato tra le uscite videogiochi di agosto su GameCast ma non hai mai giocato la saga, non devi recuperare due titoli di corsa soltanto per poterlo capire.
La scelta migliore dipende piuttosto dal tipo di esperienza che vuoi avere.
Devo giocare Innocence prima di Resonance

No.
Focus Entertainment lo chiarisce direttamente nella FAQ ufficiale: non serve aver giocato né Innocence né Requiem per godersi Resonance e ottenere quella che gli sviluppatori definiscono l’esperienza completa.
Innocence rimane però il punto di partenza della saga originale di Amicia e Hugo e introduce molti dei concetti che definiscono l’universo di A Plague Tale.
Se vuoi quindi conoscere tutta la serie nel modo in cui è stata costruita dagli sviluppatori, partire da Innocence conserva molto valore.
Se invece il tuo interesse nasce specificamente da Sophia o dal gameplay più orientato all’azione di Resonance, non c’è bisogno di utilizzarlo come requisito preliminare.
Devo giocare Requiem prima di Resonance
Anche in questo caso la risposta ufficiale è no, ma qui la situazione è più interessante.
Sophia non nasce in Resonance. È un personaggio che i giocatori incontrano già in A Plague Tale: Requiem, anche se il suo passato viene soltanto accennato.
Asobo ha spiegato apertamente che proprio quelle parti non raccontate hanno spinto il team a dedicarle un’intera avventura: Resonance esplora la sua infanzia e soprattutto Sophia a 22 anni, molto prima della donna che incontriamo successivamente.
Per questo motivo dire semplicemente “Requiem non serve” sarebbe corretto ma incompleto.
La distinzione che farei è:
Requiem non è necessario per capire Resonance, ma è il capitolo che può aggiungere più contesto emotivo al personaggio di Sophia.
Chi la conosce già sa chi diventerà. Chi parte da Resonance, invece, vivrà prima la sua origine e soltanto successivamente incontrerà la versione più matura del personaggio.
Sono due prospettive differenti, entrambe valide.
Qual è quindi l’ordine migliore

Non esiste un unico ordine corretto per tutti.
Questa è la distinzione più utile da fare prima di acquistare o iniziare Resonance.
| Se vuoi… | Ordine consigliato |
|---|---|
| Giocare subito il nuovo titolo | Resonance |
| Entrare nella saga seguendo l’ordine di uscita | Innocence → Requiem → Resonance |
| Conoscere Sophia prima del suo passato | Innocence → Requiem → Resonance |
| Seguire gli eventi principali cronologicamente | Resonance → Innocence → Requiem |
| Hai giocato Innocence ma non Requiem | Puoi iniziare Resonance, ma Requiem aggiunge contesto su Sophia |
| Non conosci nulla di A Plague Tale | Puoi iniziare direttamente da Resonance |
Se dovessi consigliare un ordine a chi vuole giocare tutta la saga, sceglierei personalmente:
Innocence → Requiem → Resonance.
Non perché sia obbligatorio, ma perché Resonance è stato sviluppato dopo i primi due giochi e nasce proprio dal desiderio di approfondire un personaggio che il pubblico aveva già incontrato.
Il valore di alcune trasformazioni di Sophia potrebbe quindi essere maggiore conoscendo prima la persona che diventerà.
Chi invece vuole semplicemente giocare la nuova uscita del 27 agosto può partire tranquillamente da Resonance.
Ordine cronologico e ordine consigliato non sono la stessa cosa
Cronologicamente, la situazione è differente:
Resonance → Innocence → Requiem.
Resonance si svolge infatti circa 15 anni prima dei due giochi dedicati ad Amicia e Hugo. Focus lo presenta esplicitamente come un prequel, con Sophia ancora giovane e impegnata a scoprire alcuni segreti del proprio passato.
Ma seguire la cronologia interna di una storia non significa necessariamente ottenere l’esperienza narrativa migliore.
È lo stesso motivo per cui guardare un prequel prima dell’opera originale può cambiare il modo in cui vengono percepiti determinati personaggi: conosci prima le cause e soltanto successivamente le conseguenze.
Con l’ordine di pubblicazione avviene l’opposto.
Per questo considero entrambi gli ordini validi, ma per due pubblici differenti.
Posso iniziare tutta la saga direttamente da Resonance

Sì.
Ed è probabilmente il dubbio più importante per chi scopre A Plague Tale proprio con il nuovo gioco.
Resonance racconta una storia originale, con una protagonista diversa da Amicia e un’impostazione che Asobo ha volutamente allontanato dalla formula dei primi due capitoli. Gli sviluppatori assicurano inoltre che non è richiesta alcuna conoscenza precedente per ottenere l’esperienza completa.
Può quindi funzionare come primo contatto con questo universo.
C’è persino un possibile vantaggio: giocando in seguito Requiem, incontreresti Sophia conoscendo già ciò che ha vissuto molti anni prima.
Non è però l’esperienza con cui il personaggio era stato originariamente presentato al pubblico.
Cosa sapere su Sophia prima di iniziare, senza spoiler
Se non hai mai giocato A Plague Tale, queste sono le informazioni sufficienti per entrare in Resonance senza dover studiare la saga.
Sophia è una giovane plunderer e combattente cresciuta legata al mare.
La storia principale la vede a circa 22 anni e si svolge 15 anni prima degli eventi dei precedenti A Plague Tale. Verranno esplorati anche momenti della sua infanzia e della vita all’interno del gruppo di predoni guidato da suo padre Alec.
Sophia parte alla ricerca delle risposte sul proprio passato e raggiunge la Minotaur’s Island, un luogo legato a miti, segreti e a una misteriosa maledizione.
Ed è sufficiente.
Non è necessario conoscere Amicia, Hugo o gli eventi dettagliati dei giochi precedenti per comprendere il punto di partenza della nuova avventura.
Resonance è A Plague Tale 3
No, e questa distinzione aiuta anche a capire perché non servono i precedenti.
Asobo non ha costruito Resonance come un normale seguito di Requiem.
David Dedeine, cofondatore dello studio, ha spiegato che dopo la conclusione di Requiem il team non voleva realizzare semplicemente un “A Plague Tale 3”. Sophia offriva invece la possibilità di esplorare un altro tipo di protagonista e soprattutto un gameplay differente.
Resonance rimane profondamente collegato alla lore della serie, ma rappresenta una nuova direzione.
Questo spiega anche il titolo scelto: Resonance: A Plague Tale Legacy, non A Plague Tale 3.
Serve conoscere la Macula

No, ma chi conosce la saga avrà più riferimenti.
La Macula continua ad avere un ruolo nell’universo narrativo di Resonance. Gli sviluppatori hanno però spiegato che nel nuovo gioco viene esplorata anche attraverso manifestazioni differenti rispetto a quelle viste in precedenza.
Questo significa che conoscere già la Macula permette probabilmente di riconoscere prima alcune connessioni.
Non significa invece che sia necessario arrivare a Resonance sapendo già tutto su di essa.
Se lo fosse, entrerebbe in contraddizione con la dichiarazione ufficiale secondo cui il gioco può offrire l’esperienza completa anche ai nuovi giocatori.
Il gameplay richiede esperienza con Innocence o Requiem
No, e anzi Resonance cambia parecchio le regole.
Amicia non è una combattente costruita per affrontare apertamente gruppi di nemici. Gran parte dell’identità dei primi due A Plague Tale nasce proprio dalla vulnerabilità dei protagonisti, dallo stealth e dall’utilizzo intelligente dell’ambiente.
Sophia è differente.
Asobo la descrive come veloce, precisa e aggressiva, e la sua esperienza introduce un combattimento più diretto, parry, scontri contro più avversari, maggiore mobilità e perfino un rampino utilizzabile nell’esplorazione.
Quindi non serve nemmeno giocare Innocence e Requiem come una sorta di “allenamento” per Resonance.
Le competenze richieste saranno in parte differenti.
È uno dei motivi per cui il nuovo gioco può funzionare bene anche come porta d’ingresso autonoma.
Resonance spoilera Innocence o Requiem
Qui, prima dell’uscita, è importante non promettere qualcosa che non possiamo ancora verificare.
Focus conferma che non serve aver giocato Innocence o Requiem per comprendere e godersi Resonance. Non ha però dichiarato che il gioco sia completamente privo di riferimenti che possano anticipare elementi dei due titoli.
Il fatto che sia ambientato nel passato riduce naturalmente alcune possibilità, ma non esclude:
- riferimenti narrativi;
- collegamenti alla Macula;
- scene costruite pensando a chi conosce Requiem;
- eventuali elementi ambientati in epoche differenti.
La stessa community sta discutendo questo dubbio in vista dell’uscita, proprio perché prima del 27 agosto non è possibile verificare con certezza l’assenza totale di spoiler.
Per questo la risposta corretta oggi è:
puoi iniziare Resonance senza conoscere i precedenti, ma per stabilire se contiene spoiler specifici bisognerà verificare il gioco completo dopo l’uscita.
Questa sezione andrà aggiornata appena sarà possibile controllarlo direttamente.
Necessario e consigliato: la differenza che conta
Alla fine il dubbio si può ridurre a due domande diverse.
“Devo giocare Innocence e Requiem?”
No.
“Mi conviene farlo?”
Dipende da quello che vuoi ottenere.
Se Resonance è il gioco che ti interessa adesso, inizialo senza problemi. È stato progettato anche per te.
Se invece hai intenzione di recuperare tutta A Plague Tale e puoi scegliere liberamente l’ordine, io partirei da Innocence, continuerei con Requiem e soltanto dopo passerei a Resonance.
In questo modo conoscerai Sophia nella maniera in cui il pubblico l’ha conosciuta originariamente, per poi tornare indietro e vedere gli eventi che hanno contribuito a formarla.
Se preferisci invece una lettura strettamente cronologica, puoi fare il contrario:
Resonance → Innocence → Requiem.
Non esiste una scelta sbagliata.
Esiste soprattutto una differenza tra entrare subito nel nuovo gioco e costruire progressivamente il rapporto con i personaggi e l’universo della saga.
Ed è proprio per questo che la risposta “è un prequel, quindi giocalo quando vuoi” è tecnicamente corretta, ma non racconta tutta la storia.
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