Tribes 2: quando il multiplayer era una questione di squadra

Tribes 2: 20 giocatori, zero classi e un'idea di multiplayer che non è mai tornata

tribes 2 quando il multiplayer era una questione di squadra
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C’è un momento preciso in cui il multiplayer online ha smesso di essere un ammasso di lupi solitari e ha cominciato a ragionare in modo collettivo. Quel momento ha un nome: Tribes.

Dynamix aveva fatto qualcosa che sembrava impossibile nel 1998: costruire un gioco progettato dall’inizio per le squadre, non adattato a posteriori. Niente killstreak personali, niente eroismi individuali fini a se stessi. Vinci insieme o perdi insieme. Un concetto che in Italia era stato ampiamente sottovalutato, ma che all’estero aveva cambiato le abitudini di migliaia di giocatori notturni incollati al monitor. Per il quadro completo consulta scheda di Tribes 2.

Ora Dynamix ci riprova. Tribes 2 era già stato mostrato all’E3 di Los Angeles in versione beta, e quello che prometteva era abbastanza per far drizzare le antenne a chiunque avesse passato notti intere a fare Capture The Flag sul primo capitolo.

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Tribes: il gioco che aveva già inventato il team-based shooter

tribes

Prima di parlare del seguito, vale la pena ricordare cosa aveva reso speciale l’originale.

Tribes non era il primo gioco a dividere i giocatori in squadre. Team Fortress per Quake 2 e la modalità cooperativa di Half-Life esistevano già. Ma nessuno era mai riuscito a costruire un sistema così complesso attorno all’idea di ruolo e responsabilità collettiva.

I giocatori non avevano classi fisse. Avevano tre tipi di armatura: Light, Medium e Heavy. Ognuna con caratteristiche diverse di velocità e resistenza, ognuna utilizzabile per ruoli completamente diversi. Un Heavy poteva bombardare le difese nemiche col mortaio oppure presidiare la bandiera. Un Light poteva infiltrarsi, rubare, scappare. Un Medium faceva da cerniera.

Risultato: ogni partita era una partita diversa, ogni squadra una combinazione unica di scelte. Questo era il cuore di Tribes, e questo era ciò che Tribes 2 doveva proteggere e ampliare.

Cosa cambia in Tribes 2: novità concrete

VIDEO

Tribes 2 E3

Il video mostra atmosfera, ritmo e stile visivo del gioco.
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La beta mostrata all’E3 aveva già chiarito alcune cose. Le novità non erano cosmesi.

Una nuova razza giocabile. I Bioderm sono alieni con un design convincente e un look che si distingue nettamente dagli umani. Non si tratta di una skin alternativa: è una razza con una propria estetica, pensata per chi vuole qualcosa di diverso dal classico guerriero corazzato.

Il motore grafico è stato riscritto. La qualità degli ambienti fa un salto evidente rispetto al primo capitolo. Gli effetti di luce in particolare colpiscono subito, anche in una build ancora in sviluppo. Le ambientazioni coprono lava, neve, deserto, foresta e, novità assoluta, un mondo alieno come scenario di battaglia.

Effetti atmosferici. Pioggia e fulmini non sono decorativi: entrano nella partita. Combattere sotto un temporale su una mappa con visibilità ridotta è una variabile tattica reale.

Acqua. Le mappe possono ora includere laghi e fiumi. Non solo esteticamente: questo amplia le possibilità tattiche e aggiunge profondità alla pianificazione degli spostamenti.

Mappe più grandi, squadre più grandi

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Le mappe di Tribes 2 sono progettate per squadre fino a venti giocatori contemporanei. Non è un dettaglio secondario.

Significa che le partite smettono di essere scaramucce veloci e diventano operazioni con logistica, comunicazione, copertura. Chi presidia la base, chi attacca, chi fa da supporto. Con venti persone in campo, ogni ruolo pesa.

Gli ambienti stessi sono stati ridisegnati per supportare questo tipo di scala. Esterni più ampi, interni più articolati. Niente che somigli alle arene chiuse degli sparatutto classici.

L’editor integrato e il browser interno

Qui Tribes 2 faceva qualcosa di interessante anche sul piano tecnico.

Un browser integrato nel gioco permetteva di navigare su Internet direttamente dall’interno, senza uscire dalla partita. Nel 2000, non era un’ovvietà.

Ancora più interessante era l’editor di mappe. A differenza degli strumenti complessi come UnrealEd o Radiant, quello di Tribes 2 puntava sulla semplicità. Modifichi il terreno, piazzi edifici, aggiungi vegetazione: la mappa è pronta. Interfaccia punta e clicca, pensata per chi non ha mai toccato uno strumento di level design in vita sua.

Un dettaglio che in quel periodo sembrava secondario, ma che avrebbe alimentato anni di contenuti creati dalla community.

La concorrenza: Team Fortress 2 e Halo

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Dynamix sapeva di non operare nel vuoto. Nella stessa finestra temporale si stavano muovendo due titoli di peso: Team Fortress 2 e Halo.

Il primo era atteso come il seguito ufficiale del mod che aveva in parte ispirato il concetto di classe e ruolo nel multiplayer. Il secondo arrivava da Bungie con una visione completamente diversa, più accessibile, più cinematografica.

Tribes 2 si posizionava in mezzo, con una complessità che né TF2 né Halo avrebbero mai cercato. Non era un gioco per tutti. Era un gioco per chi voleva investire tempo nel capire come funziona, e poi ricavarne qualcosa che gli sparatutto più immediati non potevano dare.

Modalità di gioco: il nucleo competitivo

Tribes 2 ereditava e ampliava le modalità del primo capitolo:

  • Capture The Flag: il classico. Prendi la bandiera nemica, riportala alla base. Semplice da capire, complicatissimo da eseguire bene con venti persone in campo.
  • Find And Retrieve: localizza alcune bandiere sparse nella mappa prima dell’avversario e portale alla base. Richiede esplorazione e comunicazione costante.
  • Capture And Hold: conquista obiettivi fissi come torri o installazioni e mantienili il più a lungo possibile. La modalità che più di tutte premia la difesa organizzata.

Nessuna di queste funzionava senza coordinazione. Era il punto.

FAQ

  • Tribes 2 ha classi di personaggi?
    • No, come nel primo capitolo non ci sono classi fisse. I giocatori scelgono tra tre tipi di armatura: Light, Medium e Heavy, abbinandole a equipaggiamenti diversi per coprire ruoli diversi.
  • Quanti giocatori supporta Tribes 2 per partita?
    • Le mappe sono progettate per accogliere fino a venti giocatori contemporanei per squadra.
  • Tribes 2 ha una modalità single player?
    • No. Tribes 2 è pensato esclusivamente per il multiplayer online, come il predecessore.
  • Cosa sono i Bioderm?
    • Una nuova razza aliena giocabile introdotta in Tribes 2, con un design distinto dagli umani e un look più aggressivo e organico.
  • Tribes 2 ha un editor di mappe?
    • Sì. L’editor integrato è progettato per essere accessibile anche a chi non ha esperienza con strumenti di level design, con un’interfaccia punta e clicca.
  • Su quale piattaforma esce Tribes 2?
    • PC.

Hai giocato al primo Tribes o ricordi qualche notte passata in una di quelle partite? Scrivilo nei commenti. Seguici su Instagram @gamecast.it per altri articoli sulla storia del multiplayer e dei titoli che hanno cambiato le regole.

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