Analogue 3D ora supporta i save state grazie al nuovo aggiornamento software 3DOS v1.3.0. La funzione arriva sotto il nome di Memories e permette di creare fino a 20 salvataggi durante una partita, caricabili direttamente da menu o tramite combinazione di tasti. Per una macchina pensata per replicare l’esperienza Nintendo 64 via FPGA, non è una novità banale.
Come funzionano i save state su Analogue 3D
Il sistema Memories lavora come ci si aspetterebbe da un emulatore moderno, ma applicato a una console FPGA costruita per avvicinarsi il più possibile all’hardware originale. Quando si supera il limite di 20 save state, il firmware elimina automaticamente il più vecchio per fare spazio al nuovo.
La parte che sta attirando più attenzione nella community riguarda il supporto alle flash cart Nintendo 64. I primi test riportano compatibilità con EverDrive 64 X7 aggiornato all’ultimo firmware, anche se la lista completa dei modelli supportati non è ancora definita. Analogue sembra quindi aver evitato una delle limitazioni più temute dagli appassionati hardcore.
Secondo le prime prove, i save state possono anche essere condivisi tra cartucce originali e ROM equivalenti caricate tramite flash cart. È un dettaglio tecnico interessante per chi archivia salvataggi storici o vuole preservare progressi accumulati su hardware originale. La scena retro sta diventando sempre più ossessionata dalla conservazione digitale, come dimostra anche il ritorno di soluzioni video dedicate tipo setup CRT moderni e scaler avanzati usati dalla community enthusiast.
I rischi dei save state su Nintendo 64 restano reali
Analogue ha però inserito un avviso molto chiaro nel manuale aggiornato. Utilizzare i normali salvataggi in-game dopo aver caricato una Memory può sovrascrivere i dati presenti sulla cartuccia o sul Controller Pak. In pratica: chi possiede salvataggi storici dovrebbe fare attenzione prima di mischiare sistemi di save differenti.
Esiste anche un possibile effetto collaterale sui giochi che usano hot plug dei controller, come F-Zero X. Alcune funzioni potrebbero smettere di comportarsi correttamente dopo l’uso dei save state. È il classico compromesso del retrogaming moderno: aggiungere comodità senza rompere l’equilibrio fragile dell’hardware originale.
Il firmware 3DOS v1.3.0 include inoltre bug fix e miglioramenti generali, ma Analogue non ha pubblicato dettagli aggiuntivi oltre al changelog ufficiale disponibile sul sito Analogue 3D. Vale la pena ricordare che il progetto nasce già in un mercato molto più esigente rispetto a quello dell’Analogue Nt originale: oggi gli utenti confrontano FPGA, emulatori software e hardware modificato con un livello di attenzione quasi maniacale.
Per noi di gamecast il vero test arriva ora
Per noi di gamecast, questo aggiornamento dice una cosa precisa: Analogue ha capito che il pubblico FPGA non vuole più solo accuratezza. Vuole anche comfort moderni. Il problema è che ogni funzione aggiuntiva aumenta il rischio di incompatibilità e bug sottili, soprattutto su una piattaforma imprevedibile come Nintendo 64.
Il dubbio è che il confine tra hardware FPGA premium ed emulazione software continui a restringersi. Se una console come Analogue 3D aggiunge save state, gestione avanzata delle ROM e funzioni ibride, allora la differenza percepita dall’utente medio diventa sempre meno evidente. E forse è proprio questo il passaggio più interessante del retrogaming 2026, lo stesso che sta trasformando anche produzioni moderne come Outbound o esperimenti indipendenti fuori standard come Duck Side of the Moon in oggetti da preservare oltre il semplice ciclo commerciale.
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