Se ti piacciono i giochi dove ogni partita può finire in gloria o in tragedia, Exoborne merita la tua attenzione. Non è l’ennesimo clone di Escape from Tarkov o di The Cycle, ma un tentativo di Sharkmob di rimescolare il genere degli extraction shooter con un ingrediente esplosivo: la mobilità totale. E quando dico totale, parlo di esoscheletri con doppio salto, rampini, paracadute e tempeste pronte a spazzarti via dal campo. Per seguire tutti gli aggiornamenti c'è pagina dedicata a Exoborne.
Che cos’è Exoborne
Sharkmob, lo studio che hai già sentito nominare per Vampire: The Masquerade – Bloodhunt, ha deciso di buttarsi su un progetto molto più ambizioso. Exoborne è un tactical extraction shooter PvPvE ambientato in un’America devastata da eventi climatici estremi. Ogni match ti mette dentro mappe enormi, ricche di verticalità e coperte da fenomeni imprevedibili: tornado di fuoco, tempeste di sabbia, venti improvvisi che possono farti planare in direzioni folli.
L’obiettivo rimane lo stesso dei grandi classici del genere: entri, saccheggi, sopravvivi abbastanza a lungo da raggiungere il punto di estrazione. Ma qui tutto si gioca sulla velocità. Dimentica i camper nascosti dietro un cespuglio: in Exoborne ti flankeranno con un doppio salto e un colpo di rampino.
Exo Rig: il cuore del gameplay
Ogni giocatore indossa un Exo Rig, l’esoscheletro che definisce abilità e stile di gioco. Vuoi muoverti veloce come un ninja? C’è un rig con poteri di furtività e scatti rapidi. Preferisci fare da tank? Ne troverai uno pensato per resistere di più.
Gli Exo Rig non si perdono quando muori, al contrario si potenziano run dopo run, dandoti un motivo concreto per continuare a rischiare. E non è finita: ci sono paracadute per planare, rampini per zippare tra i palazzi e persino venti che cambiano le traiettorie dei tuoi salti. È un mix che trasforma ogni scontro in un balletto frenetico dove vince chi sa usare meglio il movimento.
Loot, crafting e mercato interno
Non manca la parte più amata e odiata degli extraction shooter: il bottino. Armi, materiali da crafting, accessori per personalizzare i fucili (ottiche, caricatori, stabilizzatori), persino slot sicuri che ti garantiscono l’estrazione di un paio di oggetti anche se vieni abbattuto. È un dettaglio che salva i nervi, perché perdere tutto dopo ore di farming può bruciare.
Interessante anche il mercato interno, dove puoi comprare e vendere accessori con prezzi che si autoregolano in base alla domanda. Un sistema dinamico che potrebbe tenere viva l’economia del gioco a lungo termine.
Tre mappe, difficoltà crescente
Al lancio ci saranno tre mappe. Una più grande e accessibile, senza requisiti di equipaggiamento, pensata per i nuovi arrivati. Le altre due sono più piccole ma a rischio altissimo: servono buy-in per entrarci e mettono in campo minacce ambientali e nemici molto più letali. Un design che garantisce sfide sia ai novizi che ai veterani.
PvPvE frenetico, ma accessibile
Il cuore di Exoborne è il PvPvE: combatti sia contro altri giocatori che contro IA ostili. Rispetto a titoli più hardcore, qui la curva è leggermente più amichevole. I danni sono leggibili, la mobilità ti dà più opzioni e anche dopo una disfatta totale ti basta un paio di partite per rimetterti in carreggiata. Questo equilibrio potrebbe attrarre chi finora ha tenuto a distanza gli extraction shooter più punitivi.
Monetizzazione e uscita
Qui arriva un dettaglio importante: Exoborne non sarà free-to-play. Sarà un titolo premium, con un prezzo che dovrebbe oscillare tra i 40 e i 70 euro. Confermato anche un Battle Pass legato a personalizzazioni estetiche e progressione stagionale.
La data di uscita non è stata annunciata, ma il prossimo playtest ufficiale si terrà su PC e console dal 16 settembre al 7 ottobre 2025, accessibile tramite iscrizione su Steam. Attenzione: c’è NDA, quindi niente streaming o registrazioni.
Sensazioni dopo l’anteprima
Chi ha già provato il gioco parla di un titolo sorprendentemente completo per essere ancora in playtest: cutscene doppiate, missioni legate alle armi, progressione robusta. Ci sono ancora problemi di stabilità server e qualche stutter fastidioso, ma il potenziale è evidente. La mobilità rende ogni scontro unico, e la varietà ambientale promette di evitare la noia delle solite run.
Sharkmob sembra aver imparato dai limiti di Bloodhunt, puntando su un sistema meno rigido e più accessibile. Se riusciranno a limare le criticità tecniche, Exoborne potrebbe piazzarsi tra i nomi caldi del genere, in un 2025 già affollato di extraction shooter.
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