Hideo Yoshizawa aveva immaginato un portatile da gioco quasi due anni prima del Game Boy. Il director di Ninja Gaiden e Klonoa ha condiviso su X un vecchio documento Tecmo, datato 24 aprile 1987, con il concept di un dispositivo chiamato Pocket TV Game.
Il dettaglio conta perché il Game Boy di Nintendo sarebbe stato annunciato nel gennaio 1989 e lanciato in Giappone il 21 aprile 1989. Il bozzetto di Yoshizawa precede quindi sia l’annuncio sia l’arrivo sul mercato della console portatile Nintendo.
Hideo Yoshizawa e il Pocket TV Game: cosa mostrava il documento Tecmo
Il Pocket TV Game era un concept di console portatile verticale, con croce direzionale, pulsanti B e A, Start e Select. Secondo quanto riportato da Time Extension, Yoshizawa ha ritrovato il documento mentre riordinava materiali del periodo Tecmo e lo ha pubblicato il 27 maggio 2026.
La somiglianza con il Game Boy riguarda soprattutto la disposizione dei controlli e il formato generale. Le differenze principali erano due: il progetto Tecmo prevedeva uno schermo a colori e l’uso di schede al posto delle cartucce, scelta pensata per rendere i giochi più compatti da trasportare.
Yoshizawa è una figura centrale della produzione giapponese tra anni 80 e 90: ha lavorato alla serie Ninja Gaiden per Tecmo e in seguito ha diretto un altro nome storico del videogioco giapponese come Klonoa: Door to Phantomile per Namco.
Perché Tecmo non realizzò il portatile prima del Game Boy

Il motivo indicato da Yoshizawa è industriale: «era impossibile per Tecmo rilasciare hardware». Tecmo era strutturata come software house, non come produttore di console. Il Pocket TV Game restò quindi una proposta interna, non un prototipo destinato alla produzione.
Il confronto con Nintendo chiarisce la distanza tra idea e mercato. Il Game Boy arrivò con schermo monocromatico, autonomia elevata e un ecosistema software sostenuto da Nintendo. La scelta del bianco e nero, che poteva sembrare conservativa rispetto al colore, ridusse consumi e costi in una fase in cui il portatile doveva essere pratico prima che spettacolare.
Nel 1990 sarebbe arrivato anche il PC Engine GT, noto in Nord America come TurboExpress, con schermo a colori e supporto alle HuCard. La macchina mostrò quanto fosse difficile trasformare la potenza portatile in un prodotto di massa, soprattutto per prezzo e consumo energetico.
Dal Game Boy a oggi: il valore storico del concept Tecmo
Il documento non cambia la cronologia ufficiale del Game Boy, ma aggiunge un tassello alla storia del gaming portatile. Nel 1987 più sviluppatori stavano ragionando su forme compatte di gioco, mentre il mercato domestico viveva ancora il ciclo NES e Famicom.
Il caso Pocket TV Game rientra in una categoria precisa del retrogaming: progetti mai usciti che anticipano prodotti poi diventati centrali. È lo stesso tipo di memoria industriale che rende rilevanti raccolte e recuperi come le collection dedicate ai classici anni 90, perché conservano linee evolutive che il mercato principale tende a comprimere.
Per Tecmo il progetto rimase un foglio. Per Nintendo, due anni dopo, il portatile diventò una piattaforma globale. La distanza tra le due storie passa da un punto preciso: avere un’idea simile al futuro non basta, serve anche una struttura capace di produrla, distribuirla e sostenerla nel tempo.
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