Il 2025 sta per chiudersi e, controller alla mano, una cosa è chiara: è stato un anno densissimo. Tra nuove IP, sequel attesissimi e sorprese inattese, il panorama videoludico ha offerto esperienze molto diverse tra loro, ma con un punto in comune: qualità alta e identità forte.
Dopo mesi passati a testare decine di titoli su console e PC, tirare le somme diventa quasi un atto dovuto. Questa non è una classifica fredda basata sui voti, ma una selezione ragionata dei must-have del 2025, giochi che hanno lasciato il segno per idee, impatto o personalità.
Il gioco che definisce il 2025
Se c’è un titolo che più di altri ha catalizzato attenzione, discussioni e premi, quello è Clair Obscur: Expedition 33. Sviluppato dallo studio francese Sandfall Interactive, questo JRPG ha sorpreso anche chi inizialmente guardava il progetto con scetticismo.
La direzione artistica è uno dei suoi punti più forti: potente, riconoscibile, quasi ipnotica. Il sistema di combattimento chiede concentrazione e non perdona errori, con un livello di sfida che può risultare spigoloso in modalità normale. Ma è proprio questa durezza a rendere l’esperienza memorabile. Un debutto che ha messo uno studio europeo sotto i riflettori globali.
La sorpresa narrativa dell’anno
Dispatch è uno di quei giochi che arrivano in sordina e restano in testa per giorni. Ambientato in un universo di supereroi credibile e umano, mescola gestione del team e narrazione con una scrittura matura e sentita.
La grafica è curata, i personaggi funzionano, e l’idea di fondo ha tutto il potenziale per diventare qualcosa di più, magari una serie animata. I limiti? Un’introduzione breve e qualche incertezza ergonomica. Ma come esordio, AdHoc Studio ha colpito nel segno.
Vecchia scuola fatta bene
Con Shinobi: Art of Vengeance, Sega riporta in vita uno spirito classico senza snaturarlo. Ogni livello è un quadro, ogni scontro è costruito con precisione chirurgica. Il gameplay è reattivo, esigente e soddisfacente.
Non è un gioco che tende la mano. La difficoltà è elevata e richiede dedizione, ma per chi ama l’action puro, è uno dei titoli più solidi dell’anno.
Il multiplayer che non ti aspettavi
Nel 2025, il multigiocatore che ha messo d’accordo molti è ARC Raiders. Il team di Embark Studios ha centrato un equilibrio raro tra PvE e PvP, costruendo un universo coerente e coinvolgente.
Il gameplay è teso, le partite raccontano storie emergenti e il senso di rischio è sempre presente. Qualche problema tecnico sul netcode resta, ma l’esperienza complessiva è di quelle che tengono incollati per ore.
Il puzzle game che ti entra in testa
Blue Prince è un titolo che sfida la percezione. Basato su una meccanica centrale tanto semplice quanto geniale, riesce a costruire una profondità intellettuale rara.
Non è immediato. L’inizio spiazza, l’assenza di una localizzazione completa pesa, ma una volta entrati nel suo linguaggio, diventa difficile lasciarlo andare.
Il Giappone secondo Ubisoft
Con Assassin’s Creed Shadows, Ubisoft affronta uno dei contesti più richiesti di sempre: il Giappone feudale. Tra polemiche e aspettative altissime, il risultato è un capitolo solido, che punta tutto su immersione e stealth.
Il mondo di gioco è affascinante, il sistema furtivo è tra i migliori della serie, ma alcune missioni e le animazioni facciali non raggiungono lo stesso livello qualitativo.
Il volto di Switch 2
Nintendo ha trovato il suo biglietto da visita per Switch 2 in Donkey Kong Bananza. Ambienti distruttibili, fisica esagerata e un gameplay che sembra semplice ma nasconde una profondità notevole.
La campagna principale è accessibile, forse fin troppo, ma il divertimento resta costante. Una vetrina tecnica che mostra bene cosa può fare la nuova console.
L’attesa che valeva la pena
Dopo anni di silenzio, Hollow Knight: Silksong ha mantenuto le promesse. Artisticamente sublime, enorme nella mappa e generoso nei contenuti, è uno dei metroidvania più importanti degli ultimi anni.
Alcuni picchi di difficoltà possono risultare eccessivi, ma l’esperienza complessiva è di altissimo livello.
Cooperativo puro
Gli autori di It Takes Two tornano con Split Fiction, un gioco pensato esclusivamente per la cooperativa. Fantascienza e fantasy si intrecciano in un flusso continuo di idee e meccaniche.
La storia non colpisce quanto il precedente lavoro del team, ma la varietà ludica è impressionante.
Il soulslike che convince
Wuchang: Fallen Feathers dimostra che il genere ha ancora spazio per nuove voci. Il level design è ispirato, il combat system profondo e l’impatto visivo notevole.
La narrazione resta criptica e l’identità non è sempre definita, ma il risultato è più che convincente.
Amore per i JRPG classici
Chiude la selezione Octopath Traveler 0, una lettera d’amore ai JRPG di un tempo. Sistema di combattimento raffinato, colonna sonora di alto livello e personaggi ben scritti.
Richiede tempo e dedizione, ma per gli appassionati del genere è una tappa obbligata.
Il 2025 ha dimostrato che la varietà resta la vera forza del medium. Dai titoli indipendenti alle grandi produzioni, l’offerta è stata ampia e sorprendente. Un ottimo punto di partenza in vista di un 2026 che si preannuncia altrettanto intenso.
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