Alla prima vera staccata ho capito subito che la confidenza era un problema. Sono arrivato lungo, ho provato a forzare l’ingresso e l’anteriore mi ha tradito senza preavviso. Un secondo prima stavo cercando il sorpasso, quello dopo ero sull’asfalto a guardare il gruppo scappare.
Una licenza solidissima dentro una formula troppo prudente
MotoGP 26 arriva con un vantaggio enorme: Milestone conosce il Motomondiale meglio di chiunque altro nel panorama videoludico. La serie ufficiale è ormai una presenza annuale stabile, costruita su una familiarità profonda con piloti, team, classi, procedure e ritmo del weekend di gara. Questo si sente subito, perché il gioco non deve spiegare cosa vuole essere. Lo sa già.
Il pacchetto include MotoGP, Moto2 e Moto3, tutti i tracciati della stagione e la novità di Goiânia, circuito brasiliano che arricchisce un calendario già piuttosto completo. Come avevamo raccontato nel nostro approfondimento su data, piattaforme e novità di MotoGP 26 , l’edizione 2026 aveva un compito chiaro: dimostrare che la serie poteva fare un passo avanti dopo anni di iterazioni controllate.
Il confronto più naturale non è con i racing arcade, ma con gli sportivi annuali che provano a trasformare una licenza in un ecosistema più profondo. Rispetto agli EA Sports F1, MotoGP 26 resta meno strutturato nella progressione; rispetto a Ride, altra creatura Milestone, sembra più vincolato dalla necessità di rispettare il calendario ufficiale. La base è competente, ma il margine creativo resta stretto.
La nuova fisica sposta il peso, non l’identità della serie
La novità centrale è il sistema di guida basato sul pilota. L’idea è interessante: il giocatore non dovrebbe più avere la sensazione di muovere soltanto la moto, ma di gestire il corpo del rider e il suo peso, lasciando che il mezzo reagisca di conseguenza. In una simulazione motociclistica è un concetto sensato, perché la guida su due ruote vive di anticipo, postura e trasferimenti di carico.
Pad alla mano, il cambiamento c’è, ma è più sottile di quanto la comunicazione lasciasse intuire. La moto sembra più pronta nei cambi di direzione, alcune animazioni del pilota rendono meglio il lavoro del corpo in uscita di curva e i cordoli appaiono leggermente meno punitivi rispetto al passato. Non è però una rifondazione del modello fisico. Chi arriva da MotoGP 25 riconoscerà subito la mano di Milestone, con differenze che emergono soprattutto quando si spinge sul limite.
Il punto più forte resta la frenata. In modalità Pro, sbagliare di pochi metri significa compromettere l’intera curva: si entra larghi, si perde l’anteriore o si finisce per correggere in modo sporco, lasciando spazio agli avversari. La staccata è ancora il vero esame di MotoGP 26, e quando si riesce a chiudere una traiettoria pulita dopo vari tentativi falliti, la soddisfazione arriva.
La modalità Arcade continua a essere una soluzione intelligente per chi vuole godersi la MotoGP senza trasformare ogni curva in una minaccia. Non banalizza del tutto il gioco, ma perdona molto di più e permette di affrontare le gare con un’impostazione più vicina a un racing tradizionale. Le opzioni di assistenza sono numerose, e la presenza di configurazioni pensate anche per il controllo con una sola mano merita attenzione. In un genere spesso poco accogliente, questa scelta ha un peso concreto.
L’IA dinamica aiuta, poi tira troppo l’elastico
La Dynamic AI resta una delle idee più utili della serie, almeno sulla carta. Evitare al giocatore la scelta secca di un valore numerico per la difficoltà è una buona intuizione, perché nei racing trovare il livello giusto può essere una fatica a parte. Qui il gioco osserva il tuo passo e prova ad adattare il gruppo.
Il problema è che l’adattamento può risultare troppo nervoso. In alcune gare sembra cambiare registro da un giro all’altro: parti bene, guadagni posizioni, il sistema alza l’asticella; poco dopo vieni ripreso con una facilità che non sempre sembra nascere dal ritmo reale degli avversari. Quando succede, la competizione perde naturalezza e assume quell’effetto elastico che nei racing sportivi rompe l’immersione.
Anche il comportamento dei rivali resta irregolare. In certi tratti difendono linee improbabili, in altri stringono il giocatore in rettilineo come se non ne percepissero la posizione. Ci sono gare brevi ben riuscite, soprattutto quando il sistema trova il tuo passo, ma l’illusione agonistica non è costante. L’IA sa costruire battaglia, ma non sempre sa farla sembrare credibile.
Race Off porta varietà, ma sembra ancora un corpo estraneo
Gli eventi Race Off tornano con nuove moto di produzione, una scelta che sulla carta ha fascino. Le sportive stradali più potenti hanno un richiamo evidente per chi ama il motociclismo oltre la MotoGP, e il legame con Ride si nota subito. Il problema è che proprio quel confronto rende il contenuto più fragile.
Nella carriera, questi eventi servono a ottenere reputazione, affinità con piloti e costruttori, e qualche vantaggio nelle trattative. La funzione esiste, ma non basta a farli sembrare indispensabili. Fuori dalla carriera, poi, le moto di produzione sono utilizzabili solo su una selezione limitata di tracciati, tra cui Jerez, Mugello e Phillip Island. Sono circuiti splendidi, ma il limite si sente.
Flat track, mini bike e motard dovrebbero ampliare il racconto del pilota, mostrando allenamento e versatilità oltre il weekend ufficiale. Il motard resta il più convincente, mentre il flat track continua a trasmettere una sensazione di grip poco leggibile, quasi scivolosa per definizione. La varietà esiste, ma non diventa mai una seconda anima del gioco.
Una carriera più scenografica che profonda
La carriera è il luogo in cui molti passeranno la maggior parte del tempo, e quest’anno prova a darsi una cornice più riconoscibile. I menu sono ambientati nel paddock, la modalità si muove nella hospitality area e l’atmosfera richiama certe soluzioni viste nei vecchi F1 Codemasters. È una scelta riuscita sul piano della presentazione: il gioco ti fa sentire di più dentro il weekend.
Sotto quella cornice, però, la progressione resta familiare. Le conferenze stampa del giovedì permettono di scegliere obiettivi per le gare successive, legati a rivalità, sviluppo della moto o rapporti con i team. L’idea funziona come struttura, ma le domande sono generiche e le conseguenze raramente hanno il peso che dovrebbero. Si capisce cosa il gioco vuole simulare, meno cosa vuole far sentire.
Lo sviluppo della moto passa ancora da debrief e scelte piuttosto semplici. Puoi orientare la crescita tecnica e, con abbastanza tempo, rendere competitivo anche un pacchetto inizialmente meno forte. È una buona base, ma lontana dalla profondità gestionale che altri sportivi hanno costruito negli anni. Gli EA Sports F1, soprattutto nelle ultime edizioni, offrono una crescita del pilota e del team più leggibile, più stratificata, più capace di dare identità alla stagione.
La possibilità di giocare la carriera con un pilota reale è curiosa, ma crea situazioni strane. Le restrizioni sui team disponibili e i trasferimenti automatici possono generare scenari poco credibili già dalle prime gare. L’idea di riscrivere il percorso di un campione è interessante, ma servirebbe più controllo per evitare combinazioni bizzarre. È una feature divertente da provare, non ancora una carriera alternativa davvero robusta.
Ci sono anche le carte collezionabili, ottenute dopo gare e campionati. L’apertura dei pacchetti ha una piccola gratificazione tattile e alcune illustrazioni mostrano cura, ma il sistema resta laterale. Non sembra pensato per cambiare il modo in cui giochi, né per sostenere la progressione sul lungo periodo. Fortunatamente, almeno nella build provata, non emergono microtransazioni aggressive legate a questa componente.
Più pulito su PC, più interessante nel suono
Su PC Steam, MotoGP 26 si presenta bene. L’abbandono delle console di vecchia generazione aiuta la pulizia visiva, e il lavoro su moto, piloti e illuminazione restituisce un colpo d’occhio solido. Unreal Engine 5 dà alla scena un aspetto moderno, anche se la differenza rispetto al capitolo precedente non è sempre così evidente da far parlare di salto tecnico.
Il miglioramento più percepibile arriva dal suono. Dopo il lavoro già fatto sulle MotoGP nell’edizione precedente, Milestone ha riregistrato anche Moto2 e Moto3. Le classi minori hanno ora una firma acustica più riconoscibile, soprattutto Moto2, meno stridula e più piena rispetto al passato. È un dettaglio importante, perché rende più piacevole affrontare le categorie inferiori e non soltanto viverle come anticamera della classe regina.
Sul fronte tracciati, il giudizio è più sfumato. L’inclusione di Goiânia è positiva, e avere il calendario aggiornato al lancio non è scontato nel panorama dei giochi sportivi con licenza. Per chi gioca su PC, il nostro approfondimento su requisiti, prestazioni e configurazioni consigliate di MotoGP 26 resta utile per capire come puntare alla fluidità costante.
Resta però il dubbio sulla precisione assoluta delle piste. Alcuni cordoli e dettagli dell’asfalto non sembrano ricostruiti con la cura chirurgica vista in altri racing moderni basati su scansioni avanzate. Quando una traiettoria cambia per pochi centimetri, un cordolo troppo invasivo o una superficie poco fedele si sentono. Il colpo d’occhio convince più della fedeltà millimetrica.
Nella build recensita ho incontrato anche alcune stranezze minori. In certi casi, un reset in curva può interferire con il comportamento dell’IA, mentre il timer dell’autopilota in uscita dalla pit lane non comunica sempre con chiarezza il momento in cui si riprende il controllo. Sono problemi che potrebbero essere corretti con la patch del day one e non rovinano l’esperienza, ma confermano una rifinitura non impeccabile.
Il Motomondiale ha storie forti, qui restano sullo sfondo
MotoGP 26 non deve essere un gioco narrativo, ma una carriera sportiva ha comunque bisogno di tensione. Rivalità, obiettivi, conferenze e mercato piloti dovrebbero costruire una stagione personale, fatta di scelte e conseguenze. Qui invece restano strumenti funzionali, più che elementi capaci di generare racconto.
La community MotoGP vive di personalità forti, gesti simbolici e discussioni continue. I thread più partecipati su Reddit parlano di vittorie, salvataggi, rivalità, momenti che diventano subito memoria condivisa. Il gioco intercetta la cornice ufficiale di quel mondo, ma raramente ne cattura la temperatura emotiva. C’è il paddock, ci sono i piloti, ci sono le conferenze. Manca una vera drammaturgia sportiva.
La carriera resta utile per dare continuità alle gare, e per molti sarà sufficiente. Non è vuota, non è trascurata, ma non riesce a trasformare una stagione virtuale in qualcosa che ricorderai per le sue svolte. Il gioco conosce la MotoGP, ma racconta poco dei suoi conflitti.
Tante ore potenziali, motivazione meno costante
Dopo 15 ore, il valore del pacchetto è piuttosto chiaro. Non mancano contenuti: carriera, gare rapide, split-screen locale, eventi Race Off, classi ufficiali, multiplayer ranked e cross-play tra PC, PlayStation e Xbox. Per chi vuole correre una stagione completa e affinare il proprio passo, le ore potenziali sono molte.
La longevità, però, dipende quasi interamente dal rapporto personale con la MotoGP. Se ami il campionato, vuoi misurarti sui tracciati aggiornati e ti interessa passare dalla fisica Arcade alla Pro, MotoGP 26 può accompagnarti per diverse settimane. Se invece cerchi una progressione capace di sorprenderti, un online rinnovato o modalità laterali realmente profonde, il limite della formula emerge prima.
L’assenza apparente di una modalità come LiveGP Championships pesa per chi cercava un appuntamento competitivo più riconoscibile. Il multiplayer ranked resta, ma non basta a dare l’impressione di un online ripensato. Il gioco offre materia, ma spesso sei tu a dover creare il motivo per restare.
Una passione evidente, frenata dal calendario annuale
Il punto più onesto da riconoscere è che MotoGP 26 non sembra un prodotto svogliato. Milestone lavora con competenza, conosce le moto, rispetta la licenza e continua a rifinire un modello di guida che, nei momenti migliori, restituisce bene il rischio della categoria. Quando freni al limite, chiudi la curva e riapri il gas senza perdere l’anteriore, il gioco funziona.
Il limite è un altro: manca lo scatto. La nuova fisica sembra una base per il futuro più che una rivoluzione presente. La carriera aggiunge cornice, ma non profondità sufficiente. Race Off prova ad ampliare l’offerta, ma resta laterale. La tecnica è pulita, il sonoro cresce, il paddock aiuta l’atmosfera, però l’edizione 2026 non riesce a imporsi come il capitolo che cambia la traiettoria della serie.
È il classico gioco che il fan MotoGP può apprezzare più del pubblico generalista. Chi vive la stagione, segue i piloti e vuole correre con il calendario aggiornato troverà una simulazione ufficiale solida. Chi invece guarda al genere racing nel suo complesso vedrà soprattutto una serie competente, ma ancora troppo prudente.
Verdetto: consigliato ai fan, da sconto per gli altri
MotoGP 26 vale il prezzo pieno solo per chi segue la MotoGP con costanza e vuole subito la stagione 2026 aggiornata. La guida è soddisfacente, il pacchetto ufficiale è ricco e la presentazione su PC regge bene.
Per tutti gli altri, meglio aspettare un taglio di prezzo. Non è un brutto gioco, ma è un capitolo che rifinisce più di quanto osi.
MotoGP 26
Alla prima vera staccata ho capito subito che la confidenza era un problema. Sono arrivato lungo, ho provato a forzare l'ingresso e l'anteriore mi ha tradito senza preavviso. Un se…
Voto Gamecast
Media redazionale
L’analisi, voce per voce
Cinque assi di valutazione. I numeri sono il punto di partenza; il commento del critico è il contenuto.
Guida solida e tecnica, ma evoluzione fisica meno netta del previsto
Pulito su PC, audio migliorato, qualche bug e tracciati non perfetti
Carriera funzionale, ma rivalità e conferenze restano poco incisive
Molti contenuti ufficiali, motivazione forte soprattutto per i fan MotoGP
Competente e rispettoso, ma troppo prudente per lasciare il segno
A chi lo consigliamo
Tre posizioni secche, per aiutarti a capire se è il gioco giusto per te.
- Giocalo se…
- Fan MotoGP che vogliono calendario aggiornato, carriera lunga e guida tecnica.
- Saltalo se…
- Chi cerca una carriera profonda, IA moderna o una rivoluzione rispetto al capitolo precedente.
- Tienilo d’occhio se…
- Brilla quando impari a frenare pulito, chiudere la traiettoria e uscire forte senza aiuti.
Cosa funziona, dove crolla
Cosa funziona
- La guida in modalità Pro premia frenata, traiettoria e gestione del rischio con soddisfazione concreta.
- Il pacchetto ufficiale è completo, con classi, piloti, team e calendario 2026 ben rappresentati.
- Audio di Moto2 e Moto3 più curato, paddock più presente e opzioni di accessibilità apprezzabili.
Dove crolla
- La carriera aggiunge cornice e sistemi nuovi, ma resta superficiale nelle conseguenze.
- La Dynamic AI può oscillare troppo rapidamente, creando gare con effetto elastico.
- Race Off e moto di produzione sembrano contenuti laterali più che modalità davvero integrate.
Il voto, riletto dal tuo stile
Seleziona come giochi: il voto si ricalibra sui criteri che contano davvero per te.
Seleziona un profilo ↑ per vedere come cambia il voto
Sei d'accordo con il voto?
La community al momento
6 opinioni