Onimusha Way of the Sword: Parry, Deflect e Issen spiegati

Parry, Deflect, Issen e schivata non sono intercambiabili: ecco come leggere gli attacchi, scegliere la risposta corretta e smettere di regalare aperture ai boss.

musashi usa i poteri oni in onimusha way of the sword
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In Onimusha: Way of the Sword non devi usare Parry, Deflect e Issen come se fossero la stessa tecnica. Il Parry serve soprattutto a togliere stamina al nemico e creare un’apertura, il Deflect risponde ad alcuni attacchi che non vanno gestiti con un normale Parry, mentre l’Issen è il contrattacco critico ad alto rischio che premia la lettura precisa del colpo avversario. E quando un attacco non può essere bloccato, la risposta corretta resta la schivata.

È la distinzione che fa realmente scattare il combat system. Se provi a giocare Onimusha come un hack and slash in cui basta attaccare più velocemente del nemico, i boss iniziano presto a punirti. Se invece impari a riconoscere quale risposta difensiva usare, Musashi passa rapidamente da bersaglio a carnefice.

Se arrivi alla serie per la prima volta, su GameCast puoi recuperare anche la nostra storia della saga di Onimusha e l’approfondimento su come il primo Onimusha mescolava samurai, demoni e struttura survival horror.

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onimusha way of the sword combattimento con miyamoto musashi

Parry, Deflect, Issen e schivata: quale usare?

La regola più semplice è questa: non cercare la tecnica più forte, cerca la risposta giusta all’attacco che sta arrivando.

TecnicaQuando usarlaObiettivoRischio
BloccoQuando non conosci ancora il patternSopravvivere e studiare il nemicoBasso, finché la guardia regge
ParrySu attacchi leggibili che puoi intercettareRidurre la stamina avversaria e creare aperturaMedio
DeflectQuando l’attacco richiede una risposta diversa dal ParryDeviare il colpo e mantenere pressioneMedio-alto
IssenQuando conosci perfettamente il timingContrattacco critico ad altissimo valoreAlto
SchivataContro attacchi non bloccabili o quando il timing difensivo è troppo rischiosoUscire completamente dalla traiettoriaBasso-medio

Capcom presenta ufficialmente il combattimento di Way of the Sword come un sistema costruito attorno a Parry, Deflect, Issen, poteri Oni e assorbimento delle anime. La versione finale conferma che non tutti gli attacchi si risolvono allo stesso modo: alcune offensive possono essere parate, altre richiedono Deflect e altre ancora vanno semplicemente evitate.

Come funziona il Parry

Il Parry è la tecnica da imparare per prima perché trasforma una difesa passiva in pressione offensiva.

Nella versione finale, un Parry eseguito al momento giusto riduce pesantemente la stamina del nemico. Quando quella risorsa viene spezzata, l’avversario rimane esposto a un attacco molto più devastante.

Questo cambia completamente il modo di affrontare i Genma più resistenti. Non devi necessariamente vincere uno scambio infliggendo più danno grezzo: spesso conviene togliere prima la capacità del nemico di difendersi.

Per impararlo, non partire dai boss. Scegli un nemico comune con un attacco verticale o laterale ben riconoscibile e fai tre tentativi senza cercare di infliggere danno. Guarda soltanto:

  • quando parte l’animazione;
  • quando la lama accelera verso Musashi;
  • quando il colpo entra realmente nella distanza utile.

Il timing va cercato sull’impatto, non sulla prima parte dell’animazione.

onimusha way of the sword parry e combattimento

Deflect: perché non è semplicemente un altro Parry

Uno degli errori più comuni è considerare Deflect una parola alternativa per Parry. Nel gioco non funziona così.

Le recensioni della build finale confermano che alcuni attacchi non sono gestibili con il normale Parry e devono essere deviati. Il gioco ti chiede quindi di riconoscere non solo il momento dell’impatto, ma anche la categoria dell’attacco.

La conseguenza pratica è importante: se stai eseguendo bene il timing ma continui a subire un determinato colpo, non dare automaticamente la colpa ai tuoi riflessi. Potresti stare usando la risposta sbagliata.

Il Deflect diventa particolarmente utile quando il gioco ti mette davanti proiettili o attacchi che vogliono interrompere il normale ritmo lama contro lama. La cosa migliore è impararlo come una seconda categoria mentale:

Parry = incontro il colpo e consumo la difesa nemica.

Deflect = devio un attacco che richiede una risposta specifica.

Issen: il contrattacco più importante da non spammare

L’Issen è una delle firme storiche di Onimusha e Way of the Sword la mantiene al centro del combattimento.

Capcom la definisce una tecnica critica caratteristica della serie. L’idea è rispondere all’offensiva nemica con un attacco eseguito nel momento corretto, trasformando la lettura del pattern in un contrattacco ad altissimo valore.

Non la tratterei però come l’obiettivo di ogni singolo scambio. Cercare l’Issen continuamente contro un nemico che non conosci significa trasformare una tecnica potente in una fabbrica di Game Over.

Usala soprattutto quando:

  • hai già visto più volte lo stesso attacco;
  • riconosci chiaramente il punto di impatto;
  • hai abbastanza salute da permetterti un errore;
  • il nemico sta usando un pattern singolo e non una catena difficile da leggere;
  • vuoi chiudere rapidamente uno scontro già sotto controllo.

Contro i boss, nella prima fase dello scontro preferisco quindi blocco, Parry e schivata per raccogliere informazioni. L’Issen arriva dopo, quando l’animazione non è più una sorpresa.

Quando devi schivare invece di parare

Way of the Sword non vuole che tu trasformi ogni combattimento in una gara di Parry.

La build finale include attacchi che non possono essere bloccati. In quei casi insistere con la guardia è semplicemente la decisione sbagliata: devi leggere il segnale e spostarti.

La schivata ha inoltre un secondo vantaggio. Capcom ha introdotto il Reflex Combo: schivare ripetutamente gli attacchi riempie un indicatore dedicato e, una volta carico, permette di liberare una potente combo.

Quindi la schivata non è la soluzione dei giocatori che “non sanno fare Parry”. Fa parte a tutti gli effetti del sistema offensivo.

onimusha way of the sword issen e battaglia contro i genma

Oni Strength e Oni Agility: non dimenticare i poteri Oni

Concentrarsi soltanto sulla katana è un altro modo per rendere il gioco più difficile del necessario.

Tra le capacità presentate ufficialmente da Capcom ci sono:

  • Oni Strength, pensata per rompere situazioni di stallo, distruggere difese e intervenire anche nell’esplorazione;
  • Oni Agility, orientata alla velocità e utilizzabile anche per raggiungere nuove aree attraverso movimenti sovrumani.

La lezione è la stessa del sistema difensivo: non esiste un unico strumento da usare contro tutto.

La routine migliore per imparare il combattimento

  1. Prima difenditi. Nei primi secondi contro un nuovo nemico non cercare combo lunghe: osserva due o tre attacchi.
  2. Identifica un colpo sicuro da parare. Impara prima un solo timing invece di tentare il Parry su ogni animazione.
  3. Capisci cosa richiede Deflect. Se il normale Parry non è la risposta, cambia tecnica invece di anticipare sempre di più il pulsante.
  4. Segna mentalmente gli attacchi non bloccabili. Quelli vanno schivati, punto.
  5. Prova l’Issen solo sul pattern che conosci meglio. Quando riesci a leggerlo senza pensarci, allora vale la pena alzare il rischio.

La versione finale permette anche di riaffrontare i boss già sconfitti, quindi puoi usare quei combattimenti come allenamento senza dover ricominciare la storia.

Cinque errori che rendono Onimusha più difficile

  • Attaccare continuamente. Il gioco premia la reazione molto più del button mashing.
  • Trattare ogni colpo come parabile. Alcune offensive richiedono Deflect o schivata.
  • Cercare l’Issen troppo presto. È un premio per chi conosce il pattern, non un sostituto del normale combattimento.
  • Ignorare la stamina del nemico. Spezzarla può essere più importante di togliere subito HP.
  • Dimenticare i poteri Oni. La katana è il centro del sistema, ma non è tutto il sistema.

Onimusha è un soulslike?

No, non lo tratterei come un soulslike. Le somiglianze più evidenti sono il valore del timing, la necessità di imparare alcuni pattern e la soddisfazione dei boss più impegnativi.

Ma il ritmo, le possibilità difensive, i sistemi Oni e l’impostazione generale sono differenti. Anche le recensioni della versione finale sottolineano che il gioco può essere impegnativo senza voler replicare direttamente Sekiro o Dark Souls.

Questa distinzione è utile soprattutto per chi entra aspettandosi una finestra di Parry strettissima su ogni attacco. Way of the Sword vuole che tu sappia quale tecnica usare, non soltanto che prema sempre lo stesso comando con precisione perfetta.

La regola da ricordare contro i boss

Quando incontri un nuovo boss, non chiederti subito come fare il massimo danno.

Chiediti:

quali attacchi posso parare, quali devo deviare e quali devo schivare?

Quando hai risposto a queste tre domande, l’Issen smette di sembrare un colpo casuale da tentare disperatamente e diventa quello che dovrebbe essere: la punizione perfetta quando hai finalmente letto l’avversario.

Per i dettagli ufficiali sulle tecniche puoi consultare anche il report PlayStation dedicato al combat system e alla demo. La data indicata in quel vecchio articolo è stata successivamente anticipata: Capcom ha poi fissato l’uscita definitiva al 4 settembre 2026.

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