Silent Hill f è un soulslike? L’insider risponde e mette fine al dibattito

Silent Hill f è un soulslike? Ecco cosa ha detto Lance McDonald e perché il nuovo capitolo di Konami resta un survival horror, non un erede di Dark Souls.

silent hill f è un soulslike
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Con l’uscita di Silent Hill f si è acceso un dibattito curioso: il nuovo capitolo della saga Konami è davvero un soulslike? La domanda circola da settimane e ha trovato nuova linfa grazie a un tweet dell’insider Lance McDonald, noto per le sue analisi sul mondo horror e non solo.

“The only way to consider Silent Hill F to be a souls-like is if you consider every video game ever made to be a souls-like.”
(Lance McDonald, 23 settembre 2025) Per seguire tutti gli aggiornamenti c'è pagina dedicata a Silent Hill f.

Un commento ironico, ma che mette subito i puntini sulle i: chiamare Silent Hill f un soulslike è una forzatura.

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Cosa definisce un soulslike?

Per capire il paragone, serve chiarire cos’è un soulslike. Il termine nasce da Dark Souls e dai titoli FromSoftware:

  • combattimenti lenti e punitivi, basati su stamina e pattern nemici
  • checkpoint che funzionano come falò, con respawn di nemici
  • un forte senso di rischio/ricompensa legato alla perdita delle risorse alla morte

Negli anni il concetto si è allargato, fino a includere giochi che adottano anche solo parte di queste meccaniche.

cerimonia con figure mascherate da volpe in silent hill f
Una scena inquietante mostra figure rituali con maschere da volpe accanto a hina.

Silent Hill f è diverso

Silent Hill f non rientra in questa definizione. Il nuovo capitolo di Konami punta su:

  • atmosfere horror psicologiche ambientate nel Giappone rurale degli anni ’60
  • una storia scritta da Ryukishi07, autore noto per trame complesse e disturbanti
  • enigmi, esplorazione e gestione delle risorse tipici del survival horror
  • combattimenti presenti, ma senza la struttura rigida dei soulslike

Il cuore del gioco resta la tensione narrativa e l’oppressione ambientale, non la sfida punitiva alla Dark Souls.

Perché nasce il paragone?

Il successo dei soulslike ha creato un effetto “ombra lunga”: ogni volta che un gioco introduce combattimenti più impegnativi del normale, c’è chi tira in ballo Dark Souls come termine di paragone. In realtà Silent Hill f resta più vicino a Resident Evil e alla tradizione survival horror che a Elden Ring.

Il tweet di McDonald evidenzia proprio questo: chiamare f un soulslike equivale a svuotare di senso l’etichetta, visto che le sue fondamenta di gameplay sono altrove.

Influenza inevitabile

Detto questo, è innegabile che i souls abbiano influenzato la percezione del pubblico. Molti giocatori associano automaticamente la difficoltà e l’oscurità narrativa a Dark Souls, anche quando si parla di serie storiche come Silent Hill. È il segno che FromSoftware ha lasciato un’impronta enorme sul modo in cui parliamo di videogiochi.

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