La Square resta su PlayStation: quando l’esclusiva sembrava una certezza

Square su PlayStation per sempre? Nel 1999 sembrava così

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Alla fine degli anni ’90, mentre l’industria videoludica iniziava a parlare sempre più spesso di cambiamenti, nuove console e alleanze incerte, una notizia rassicurava i giocatori PlayStation: SquareSoft non aveva intenzione di spostarsi altrove.

Nonostante le voci insistenti che parlavano di una versione di Final Fantasy in arrivo su Dreamcast e di un possibile seguito di Secret of Mana su Nintendo 64, un dipendente della stessa Square rivelò che tutti i progetti allora in sviluppo erano destinati esclusivamente a PlayStation.

Le voci e le smentite

Il clima dell’epoca era fertile per i rumor. Sega spingeva forte sul Dreamcast, Nintendo cercava di difendere la propria identità con il Nintendo 64, e molti davano per scontato che SquareSoft stesse valutando un allontanamento dalla console Sony. Le cartucce Nintendo, i costi di produzione e le limitazioni tecniche erano temi caldi nelle discussioni tra appassionati.

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Secondo la fonte citata all’epoca, però, la realtà era diversa: SquareSoft restava concentrata solo su PlayStation, senza alcun progetto attivo su altre piattaforme.

Fedeltà a Sony, almeno per il presente

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L’informatore parlava chiaro: per il futuro immediato, SquareSoft sarebbe rimasta fedele a Sony. Nessun nuovo sviluppo su console concorrenti, nessuna deviazione strategica. Tutto sarebbe rimasto com’era, almeno fino all’arrivo della PlayStation 2.

Questa posizione rifletteva un legame forte, costruito durante l’era PlayStation, che aveva permesso a Square di esprimersi senza i limiti imposti da altri supporti. I CD-ROM avevano aperto possibilità narrative e tecniche che avevano cambiato per sempre il ruolo dei JRPG su console.

Un momento di equilibrio apparente

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Riletta oggi, questa notizia racconta un’industria che sembrava stabile, quasi immobile nelle sue alleanze. SquareSoft su PlayStation, Nintendo con i suoi studi interni, Sega pronta a rilanciarsi. Tutto appariva definito, ordinato.

Ed è proprio questo che rende interessante questo tipo di notizie d’epoca: mostrano convinzioni forti, dichiarazioni sicure, strategie che sembravano scolpite nella pietra.

Perché questa notizia conta ancora

Non per sapere chi avesse ragione o torto, ma per capire come si ragionava in quel momento storico. Le esclusive non erano solo accordi commerciali, ma vere e proprie dichiarazioni d’identità. Dire “Square resta su PlayStation” significava rassicurare un’intera base di giocatori.

È una testimonianza preziosa di un’epoca in cui il futuro dell’industria sembrava già scritto, almeno sulla carta.

Ricordi quel periodo o hai scoperto ora questa notizia? Scrivilo nei commenti e seguici su Instagram per altri retroscena storici dal mondo dei videogiochi.

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