Ci sono giochi che nascono da team interi, budget milionari e publisher alle spalle. E poi c’è A Fox Tale, un platform a pixel art di precisione realizzato da una sola persona nel corso di sei anni. Danny Peet, sviluppatore indipendente britannico, lancia oggi il suo gioco su Steam dopo un percorso che ha attraversato un Kickstarter finanziato per un soffio, una demo pubblica su itch.io, anni di aggiornamenti silenziosi e una community che ha aspettato con pazienza. Il risultato è un gioco che si propone come un platform di precisione vecchia scuola, con protagonista Eva, una volpe alle prese con un mondo ostile e con un passato ancora da svelare.
Sei anni di sviluppo e un Kickstarter quasi fallito
La storia di A Fox Tale comincia nell’estate del 2020, quando Danny Peet annuncia la campagna Kickstarter del gioco e raduna una piccola community su Discord. La campagna parte il 1 settembre 2020 e si trasforma rapidamente in una corsa contro il tempo: a pochi giorni dalla chiusura mancava ancora circa il 23% dell’obiettivo. Grazie a una spinta finale della community, il gioco riesce a superare il traguardo nelle ultime ore. Abbiamo raccolto le informazioni principali in approfondimento su A Fox Tale.
Da quel momento in poi, Peet lavora in solitaria per anni. Aggiorna il Discord con cadenza irregolare, migliora i controlli, costruisce il level design stanza per stanza con un tool personalizzato, registra effetti sonori con oggetti domestici, compone la colonna sonora. Nel 2023 annuncia che la maggior parte dei contenuti è completata. Il 15 marzo 2026 fissa la data di uscita: 28 aprile 2026. Oggi.
Cosa promette A Fox Tale: un platform di precisione ispirato a Celeste
Il gioco segue Eva, descritta come l’ultima della sua specie, in un viaggio per riscoprire il suo passato in un mondo che non vuole le volpi. La struttura è quella di un platform a pixel art con meccaniche di precisione: salti calibrati, scatti, arrampicate su pareti, centinaia di livelli costruiti a mano. Il confronto più immediato che la community ha fatto fin dalla demo è con Celeste, sia per lo stile visivo che per l’approccio alla difficoltà.
Il level design è pensato per sfidare senza essere arbitrario, con una curva di difficoltà che cresce nel corso del gioco. Alcune sezioni, come i livelli con le seghe circolari in movimento, sono state citate nei feedback della demo come particolarmente intense ma ben costruite. La difficoltà finale è stata definita alta in modo soddisfacente da chi ha completato la demo.
I controlli: il punto ancora aperto
Il nodo principale che emerge dal feedback sulla demo riguarda i controlli. Diversi giocatori li hanno descritti come “non naturali” rispetto agli standard del genere, con un mapping che richiede combinazioni di tasti poco intuitive per azioni come il salto a parete. Danny Peet ha risposto direttamente a ogni segnalazione, chiedendo suggerimenti specifici e lavorando sulle iterazioni successive.
La versione finale potrebbe aver risolto questi problemi, considerando che tra la demo di ottobre 2025 e il lancio di oggi sono passati sei mesi di lavoro aggiuntivo. Il developer aveva già rilasciato aggiornamenti alla demo incorporando parte dei feedback ricevuti. Quello che è certo è che i controlli sono stati l’elemento più discusso, e sarà il primo banco di prova reale per la versione completa.
Pixel art e ambientazione: il lato che convince
Sul fronte visivo, il giudizio della community è stato quasi unanime: la pixel art di A Fox Tale è curata, con un’ambientazione che riesce a costruire atmosfera nonostante le dimensioni ridotte del progetto. Il design di Eva è stato apprezzato, la splash art della schermata iniziale è stata citata come particolarmente riuscita. Qualche dubbio è emerso sui ritratti dei personaggi nei dialoghi, con alcuni giocatori che li hanno percepiti come generati con strumenti di intelligenza artificiale, anche se nulla lo conferma.
La colonna sonora è interamente originale, composta da Peet stesso nel corso degli anni. Dai devlog trapela un approccio meticoloso: ogni sezione del gioco ha una musica pensata per evocare l’atmosfera specifica di quella parte del percorso.
La storia: una volpe, due fazioni, e ancora poche risposte
Sul piano narrativo, A Fox Tale presenta una premessa interessante ma ancora poco sviluppata nella demo: Eva è l’ultima sopravvissuta della sua specie, in fuga da un mondo che le è ostile. Il gioco promette di approfondire questo passato nel corso dell’avventura completa, ma chi ha giocato alla demo ha trovato la storia scarna nei dialoghi e poco contestualizzata all’inizio. L’assenza di un prologo o di una sequenza introduttiva è stata segnalata come uno dei punti su cui Peet dovrà lavorare nella versione finale.
La presenza di un personaggio canino apparentemente amichevole nei confronti di Eva suggerisce che la narrativa costruirà dinamiche tra specie diverse, ma per ora sono più domande che risposte. Il che, per un gioco che si chiama “A Fox Tale”, è probabilmente intenzionale.
Un lancio in sordina per un gioco che merita attenzione
A Fox Tale non arriva con una campagna marketing, non ha un publisher che lo spinge, non ha recensori embedded da settimane. Arriva come arrivano certi giochi indie: in punta di piedi, con una community piccola e fedele che lo aspetta da anni e il resto del mondo ancora da convincere.
Il prezzo non è stato ancora comunicato ufficialmente al momento di questo articolo. La pagina Steam è attiva e il gioco è disponibile per PC, Mac e Linux.
Se sei cresciuto con i platform di precisione e hai voglia di supportare uno sviluppatore indipendente che ha portato avanti un progetto solitario per sei anni, vale la pena tenerlo d’occhio. La versione completa potrebbe sorprendere, o confermare i limiti emersi nella demo. In ogni caso, la storia dietro al gioco è già, di per sé, un buon motivo per dargli una chance.
Tu come la leggi?
La community al momento
4 opinioni