Alundra arriva su PlayStation come un oggetto fuori dal tempo. Niente poligoni, niente spettacolarizzazioni moderne, niente compromessi. È un gioco che guarda dritto all’era 16 bit e lo fa senza chiedere permesso.
Quando Sony decide di portarlo anche in Italia, gli appassionati di giochi di ruolo classici hanno finalmente un motivo concreto per esultare.
Un GDR vecchia scuola, senza filtri
Alundra è sviluppato da Matrix e pubblicato da Working Designs, che per l’occasione rielabora anche il filmato introduttivo aggiungendo nuove animazioni e sequenze di gioco digitalizzate.
Visivamente può sembrare superato, ma è una valutazione superficiale. Sotto l’aspetto grafico si nasconde una profondità che molti GDR più moderni non hanno mai nemmeno sfiorato.
Se hai amato i giochi d’azione ruolistici dell’epoca 16 bit, qui ti senti subito a casa.
Enigmi, labirinti e cervello sotto stress
Il cuore di Alundra è l’esplorazione. Labirinti intricati, puzzle complessi e una struttura che non ti accompagna per mano. Alcune missioni sono intuitive, altre spietate.
Qui non basta premere un tasto. Devi osservare, ragionare, sbagliare e riprovare. Alcuni enigmi sono così articolati da sembrare quasi punitivi, ma è proprio questo il punto.
Alundra non è un GDR accomodante. È un gioco che pretende attenzione e impegno.
Combattimenti in tempo reale e controllo totale
I combattimenti avvengono in tempo reale, senza casualità. Se hai giocato a Zelda in passato, sai già cosa aspettarti. Ogni scontro richiede posizionamento, tempismo e precisione.
Non esistono vittorie regalate. Ogni errore si paga, soprattutto nelle fasi più avanzate dell’avventura.
Una storia cupa, ma funzionale
La trama ruota attorno ad Alundra, un ragazzo con il potere di entrare nei sogni delle persone. Il villaggio in cui si svolge l’avventura è tormentato da incubi, disperazione e morte.
Il tono è serio, a tratti oscuro, ma non è mai il vero protagonista. La narrazione fa il suo lavoro senza rubare spazio a ciò che conta davvero: azione, scoperta e progressione.
Progressione intelligente e senso di scoperta
Ogni dungeon completato e ogni missione superata portano nuove abilità e strumenti. Oggetti che non servono solo a combattere, ma a esplorare.
Superare un ostacolo ti permette di accedere a zone prima irraggiungibili. Attraversare fiumi, raggiungere nuove aree, sbloccare percorsi nascosti. È una progressione organica che spinge ad andare avanti.
Il desiderio di vedere cosa c’è oltre diventa il motore dell’intera esperienza.
Audio discreto, gameplay dominante
Il comparto sonoro non punta a stupire. Le musiche sono funzionali, a volte un po’ scarne se confrontate con le colonne sonore orchestrali di altri GDR PlayStation.
Ma non è un limite reale. Alundra vive di giocabilità pura. È immediato, preciso, esigente.
Il giudizio finale
Alundra è un GDR che non fa sconti a nessuno. Non è pensato per chi cerca un’esperienza guidata o rilassante. È un gioco che mette alla prova riflessi, logica e pazienza.
Un titolo che premia chi accetta la sfida e che resta ancora oggi uno dei migliori esempi di action GDR classico su PlayStation.
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