CD Projekt RED sta costruendo il futuro del suo universo sci-fi.
Il sequel di Cyberpunk 2077, noto come Cyberpunk 2 o Project Orion, è ufficialmente in sviluppo.
Sarà un progetto completamente nuovo, con un team dedicato negli Stati Uniti e una visione più ampia.
Il gioco entrerà nella fase decisiva solo nei prossimi anni, ma alcuni dettagli sono già confermati.
Nelle ultime ore è emerso anche un segnale esterno più netto da monitorare: la copertura dei competitor è passata da un articolo a quattro articoli pubblicati. Non cambia lo stato del progetto, che resta ancora lontano dal lancio, ma conferma che l’interesse attorno a Cyberpunk 2 sta iniziando a riaccendersi dopo la fase di ricostruzione partita con Phantom Liberty.
Un nuovo studio per un nuovo inizio
Dopo il lancio difficile di Cyberpunk 2077, CD Projekt ha deciso di spostare la produzione del sequel in Nord America.
Il quartier generale è a Boston, con studi collegati in Canada, e il team lavora esclusivamente sul mondo di Cyberpunk.
L’obiettivo è costruire una visione più coerente con la cultura americana, base del genere cyberpunk originale.
Il progetto nasce come restart interno per il franchise e come prova di maturità per lo studio.
La nuova attenzione della stampa specializzata, passata ora a quattro articoli competitor dedicati al progetto, arriva in un momento coerente: Cyberpunk 2 non è più soltanto una sigla in una roadmap aziendale, ma il prossimo grande passo dell’universo Cyberpunk dopo Phantom Liberty.
Questo non significa che il reveal sia vicino. Significa però che il nome Project Orion sta tornando a circolare con maggiore frequenza, soprattutto perché CD Projekt RED ha ormai chiuso la lunga fase di riparazione dell’immagine legata al primo Cyberpunk 2077 e può guardare al sequel con una posizione molto diversa rispetto al 2020.
Il team dietro Cyberpunk 2
A guidare lo sviluppo c’è Gabriel Amatangelo, già direttore di Phantom Liberty, il DLC che ha rilanciato la reputazione dello studio.
Accanto a lui lavora Pawel Sasko, associate game director e veterano di The Witcher 3.
La direzione creativa è affidata a Igor Sarzyński, autore delle cinematiche di Cyberpunk 2077.
Alla sceneggiatura partecipano Anna Megill, scrittrice di Control e Dishonored, e Alexander Freed, ex BioWare e autore di romanzi di Star Wars.
Il risultato è un gruppo di veterani esperti in storytelling, design e world building.
La presenza di figure con background così diversi è un segnale importante. Cyberpunk 2 non dovrà limitarsi a migliorare la formula del primo capitolo, ma dovrà dimostrare di saper gestire sistemi complessi, città credibili, missioni ramificate e una narrazione capace di reagire meglio alle scelte del giocatore.
È qui che il ruolo di Amatangelo pesa di più. Phantom Liberty ha funzionato perché ha ridotto il rumore, ha stretto il focus e ha dato a Cyberpunk 2077 una struttura più controllata. Il sequel dovrà partire da quella lezione, non dalla promessa smisurata del lancio originale.
Il passaggio a Unreal Engine 5
CD Projekt ha abbandonato il REDengine, usato fino a Phantom Liberty, per passare a Unreal Engine 5.
La decisione nasce dalla necessità di stabilità, strumenti moderni e partnership diretta con Epic Games.
Cyberpunk 2 sarà una vetrina tecnologica del motore, proprio come Cyberpunk 2077 lo fu per le GPU NVIDIA RTX.
Epic supporterà lo sviluppo per mostrare le potenzialità dell’engine, e questo dovrebbe ridurre i rischi di un nuovo lancio problematico.
Questo punto resta centrale anche nella percezione esterna del progetto. L’interesse dei competitor nasce soprattutto da una domanda semplice: CD Projekt riuscirà a trasformare le lezioni del primo Cyberpunk in un sequel tecnicamente più solido fin dal day one?
Unreal Engine 5 non è una soluzione automatica. Offre strumenti più diffusi, pipeline più moderne e una base tecnologica condivisa con molti altri studi, ma un open world cyberpunk resta comunque una delle sfide più difficili da gestire. Tra densità urbana, illuminazione, traffico, folla, verticalità e missioni sistemiche, Cyberpunk 2 dovrà dimostrare che il cambio di motore è anche un cambio di metodo.
Il ritorno del multiplayer
CD Projekt sta assumendo figure chiave per creare un sistema multiplayer stabile.
Le offerte di lavoro citano ruoli come Lead Network Engineer e Gameplay Engineer for Combat, confermando la volontà di integrare funzionalità online.
L’obiettivo è offrire un’esperienza sociale in stile GTA Online, ma più coesa e narrativa.
Il primo Cyberpunk 2077 prevedeva un modulo simile, poi cancellato dopo il lancio.
Questa volta il multiplayer sarà costruito fin dall’inizio.
Il punto delicato sarà capire quanto questa componente peserà sull’identità del gioco. Cyberpunk 2077 è stato salvato soprattutto dalla forza della sua esperienza single player, dalla scrittura dei personaggi e dal lavoro fatto su Night City. Un multiplayer integrato può ampliare il ciclo vitale del sequel, ma non dovrebbe diventare il centro del progetto a scapito della campagna.
La strada più interessante sarebbe una modalità online capace di convivere con il mondo narrativo senza trasformarlo in un contenitore di attività ripetitive. In un universo cyberpunk, la cooperazione tra mercenari, corporazioni, fixer e bande urbane avrebbe senso, ma solo se legata a sistemi solidi e a una progressione credibile.
Una nuova città ispirata alla Cina

Il mondo di gioco non sarà limitato a Night City.
Gli sviluppatori hanno viaggiato in Cina, nella megalopoli di Chongqing, per studiare la sua architettura verticale e il sistema urbano multilivello.
Il designer Mike Pondsmith ha descritto il nuovo scenario come “una Chicago distopica”.
La città cinese è considerata una delle immagini urbane più vicine all’estetica cyberpunk contemporanea: grattacieli collegati da ponti, treni che attraversano palazzi e luci al neon ovunque.
È il punto di partenza ideale per una nuova metropoli del futuro.
Il riferimento a una nuova città è uno degli elementi più importanti del sequel. Cyberpunk 2077 ha costruito la propria identità su Night City, ma un secondo capitolo non può limitarsi a ripetere la stessa geografia con una veste grafica aggiornata. Serve un nuovo spazio urbano, con regole sociali, verticalità e conflitti riconoscibili.
Night City potrebbe comunque restare parte dell’immaginario del franchise, magari come riferimento, memoria o luogo visitabile in modo limitato. Ma Cyberpunk 2 ha bisogno di una metropoli capace di comunicare immediatamente una frattura: non un semplice “più grande”, ma un ambiente con un’altra architettura sociale, un altro rapporto tra corporazioni e cittadini, un’altra idea di controllo.
Sai che…
Chongqing ha oltre 36 milioni di abitanti e un treno che attraversa un grattacielo residenziale.
È una delle poche città cinesi gestite direttamente dal governo centrale, con investimenti record in infrastrutture urbane.
Per un gioco cyberpunk, questo tipo di modello urbano è particolarmente interessante perché unisce verticalità reale, sovrapposizione di livelli e una percezione quasi labirintica dello spazio. Non è solo una questione estetica: una città multilivello può cambiare il modo in cui si esplora, si combatte e si costruiscono le missioni.
Le fasi di sviluppo
Il progetto Project Orion è stato annunciato nell’ottobre 2022 e ha iniziato la pre-produzione nel maggio 2025.
In questa fase si definiscono storia, ambientazione e struttura tecnica.
La produzione vera e propria dovrebbe entrare nel vivo nel 2026, con un ciclo di sviluppo medio di 4-5 anni.
Di conseguenza, Cyberpunk 2 potrebbe arrivare tra il 2029 e il 2030, dopo The Witcher 4 e il remake del primo The Witcher.
La summary aggiornata conferma la natura del progetto: Cyberpunk 2 è pensato come il prossimo grande capitolo dell’universo Cyberpunk dopo Phantom Liberty. Non una semplice espansione, non un aggiornamento del primo gioco, ma un sequel vero e proprio costruito per aprire una nuova fase della serie.
Timeline di sviluppo
- 2022: annuncio ufficiale di Project Orion.
- 2025: inizio pre-produzione.
- 2026: possibile avvio della produzione completa.
- 2029-2030: finestra stimata di uscita.
- 2031+: possibile espansione del progetto o nuovo ciclo narrativo.
La crescita della copertura competitor, ora arrivata a quattro articoli, non modifica questa timeline. Serve però a chiarire una cosa: il progetto sta rientrando gradualmente nel discorso pubblico, anche se CD Projekt non ha ancora aperto una vera campagna comunicativa.
Lezioni dal passato
Dopo il lancio problematico di Cyberpunk 2077, CD Projekt ha ridisegnato la propria struttura interna.
Amatangelo, già protagonista del successo di Phantom Liberty, ha imposto processi di test più rigorosi e un approccio di sviluppo “a milestone” per evitare ritardi e bug.
Il nuovo team lavora con una mentalità più controllata: più cicli di verifica, più trasparenza interna e meno marketing anticipato.
L’obiettivo è lanciare un gioco stabile, finito e completo al day one.
I quattro articoli competitor emersi in questa fase vanno letti proprio in questo contesto. Cyberpunk 2 sarà osservato con una lente diversa rispetto al primo capitolo: non basterà promettere un mondo enorme, servirà dimostrare che CD Projekt ha cambiato metodo.
Il problema del primo Cyberpunk 2077 non era solo tecnico. Era anche una distanza evidente tra aspettative create, comunicazione pubblica e stato reale del prodotto al lancio. Il sequel dovrà evitare quel cortocircuito, mostrando meno e meglio, con una comunicazione più vicina alla realtà dello sviluppo.
Un team internazionale
Il nuovo studio americano include veterani di Ubisoft, IO Interactive, Warner Bros. Games e Blizzard.
Tra i nomi più noti c’è Ryan Barnard, ex director di The Division e Hitman, oggi responsabile del gameplay design.
Il mix di esperienze dovrebbe garantire un equilibrio tra sensibilità europea e design occidentale, migliorando la qualità delle missioni, dell’interattività urbana e dei sistemi open world.
Questa composizione può diventare uno dei punti di forza del progetto. Cyberpunk 2077 aveva una forte identità autoriale, ma anche sistemi non sempre all’altezza delle sue ambizioni. Un team con esperienza su stealth, action, immersive sim, multiplayer e open world può aiutare CD Projekt a costruire un sequel più flessibile.
La sfida sarà mantenere una direzione coerente. Troppi sistemi, se non governati bene, rischiano di creare un gioco enorme ma dispersivo. Il valore di Cyberpunk 2 dipenderà dalla capacità di collegare ogni meccanica al mondo narrativo: hacking, armi, impianti, reputazione, fazioni, mobilità e dialoghi dovranno sembrare parte dello stesso ecosistema.
Quando lo vedremo per la prima volta
CD Projekt potrebbe mostrare Cyberpunk 2 tra la fine del 2026 e il 2027, probabilmente durante il Summer Game Fest o ai Game Awards.
Sarebbe un reveal anticipato, simile a quello di The Witcher 4, utile ad alimentare l’attesa e attirare nuovi investitori.
Finora, però, nessun trailer è stato annunciato ufficialmente.
La prudenza è necessaria. Dopo quanto accaduto con Cyberpunk 2077, CD Projekt non può permettersi una comunicazione troppo aggressiva troppo presto. Il fatto che la copertura esterna stia iniziando a muoversi non equivale a una finestra di reveal imminente.
Anzi, proprio l’aumento degli articoli competitor rende ancora più importante separare i dati confermati dalle ipotesi. Project Orion è reale, è il sequel di Cyberpunk 2077 ed è il prossimo grande progetto del franchise dopo Phantom Liberty, ma non ha ancora titolo definitivo, trailer pubblico, piattaforme annunciate o data di uscita.
Un futuro a lungo termine
Il successo di Phantom Liberty ha restituito fiducia ai fan e agli investitori.
CD Projekt RED punta a costruire un ciclo di dieci anni tra The Witcher e Cyberpunk, con un’espansione continua di entrambi gli universi.
Il sequel non è solo un nuovo gioco, ma la base di una nuova generazione di open world sci-fi.
Ci vorrà tempo, ma la direzione sembra più solida rispetto al passato.
Il nuovo interesse dei competitor non deve essere sopravvalutato, ma nemmeno ignorato. Cyberpunk 2 sta uscendo lentamente dalla zona delle promesse lontane e sta diventando un progetto da seguire con attenzione, soprattutto perché CD Projekt lo presenta come il prossimo grande passo del franchise dopo Phantom Liberty.
La cosa più importante, oggi, è non trasformare l’attesa in un’altra bolla di aspettative fuori scala. Cyberpunk 2 ha tutto per essere più maturo del suo predecessore: un team dedicato, una nuova base tecnologica, una produzione nordamericana, una lezione industriale pesantissima alle spalle. Ma fino al primo gameplay reale, resta un progetto promettente più che una certezza.
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Domande frequenti
Quando esce Cyberpunk 2?
La finestra più plausibile resta tra il 2029 e il 2030, dopo The Witcher 4 e il remake del primo The Witcher.
Dove sarà ambientato il gioco?
Il gioco dovrebbe introdurre una nuova città ispirata a Chongqing, in Cina, ma potrebbe includere anche una versione evoluta di Night City.
Che motore grafico userà Cyberpunk 2?
Il gioco utilizzerà Unreal Engine 5, supportato dalla partnership tra CD Projekt ed Epic Games.
Ci sarà il multiplayer?
Sì, il team sta lavorando a una componente online integrata con le meccaniche principali, anche se CD Projekt non ha ancora spiegato nel dettaglio come funzionerà.
Cyberpunk 2 è il seguito diretto di Cyberpunk 2077?
È il sequel del progetto Cyberpunk dopo Phantom Liberty, ma al momento non è chiaro quanto sarà legato direttamente alla storia di V, Johnny Silverhand e Night City.
Perché se ne parla di nuovo?
Perché la copertura dei competitor è salita da un articolo a quattro articoli dedicati al progetto, segno che l’attenzione della stampa sta iniziando a riattivarsi intorno al futuro della serie.