29 brani in 40 minuti. Tanto basta a Nintendo per riportare Yoshi nell’app Nintendo Music, questa volta con le colonne sonore dei capitoli puzzle usciti su NES e Game Boy.
L’aggiornamento della settimana aggiunge due soundtrack separate: Yoshi per NES, con 11 tracce e circa 15 minuti di musica, e Yoshi per Game Boy, con 18 tracce e circa 25 minuti complessivi. Non è un’aggiunta enorme, ma è materiale da archivio, e per Nintendo l’archivio è ormai parte del prodotto.
Nintendo Music aggiunge Yoshi NES e Game Boy: cosa
cambia
Nintendo Music include ora le colonne sonore di Yoshi per NES e Game Boy. L’aggiornamento porta nell’app 29 tracce complessive, tratte dal puzzle game sviluppato da Game Freak e pubblicato originariamente in Giappone nel 1991, poi arrivato in altri mercati nel 1992.
Per ascoltarle serve un abbonamento attivo a Nintendo Switch Online, perché Nintendo Music resta un servizio legato all’ecosistema Nintendo e non una normale app musicale aperta a tutti. È una scelta coerente con la casa di Kyoto: controllare l’accesso, controllare il catalogo, controllare anche la nostalgia.
Il tempismo non è casuale. Yoshi sta tornando al centro della comunicazione Nintendo anche sul fronte Switch 2, come dimostra Yoshi and the Mysterious Book per Nintendo Switch 2. Inserire ora le vecchie musiche nell’app serve anche a riattivare memoria e familiarità attorno al personaggio.
Yoshi, Game Freak e Junichi Masuda prima dei Pokémon
Il dettaglio più interessante non è il dinosauro verde, ma il nome dietro il progetto. Il primo Yoshi era sviluppato da Game Freak, anni prima che lo studio diventasse sinonimo di Pokémon. La musica porta la firma di Junichi Masuda, figura centrale nella storia sonora e produttiva della serie Pokémon.
Vale la pena ricordare che Yoshi non nasce qui come platform morbido e colorato, ma come puzzle game a schermata fissa. È una Nintendo diversa, più essenziale, meno cinematografica, costruita su regole immediate e musiche brevi pensate per reggere sessioni ripetute. L’ascolto fuori dal gioco rende più evidente quella grammatica.
Il collegamento con il retro non è solo affettivo. Nintendo sta trasformando i propri cataloghi storici in servizi continuativi, tra Nintendo Classics, Switch Online e app collaterali. Non è molto diverso, per logica editoriale, dal modo in cui oggi si rivalutano vecchie librerie e portatili, tema che torna anche nella nostra classifica dei migliori giochi Nintendo 3DS.
Per noi di gamecast Nintendo Music resta utile, ma troppo chiuso
Per noi di gamecast, Nintendo Music è una buona idea trattenuta da una filosofia vecchia: ottimo valorizzare colonne sonore che altrimenti finirebbero disperse tra upload non ufficiali, meno convincente tenerle blindate dietro un abbonamento quando il pubblico ascolta musica ovunque.
Nintendo ha ragione a proteggere il proprio patrimonio, ma il sospetto è che stia usando la musica più come leva di retention che come archivio culturale accessibile. E con un catalogo così forte, da NES a Switch 2, la domanda vera è una sola: quando Nintendo smetterà di trattare le sue soundtrack come bonus e inizierà a considerarle pubblicazioni a pieno titolo?
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