Ci sono giochi che entrano nell’immaginario collettivo ancor prima di uscire, poi scompaiono dai radar per anni, e quando arrivano sugli scaffali digitali nessuno sa bene cosa aspettarsi. Pragmata, il nuovo titolo di Capcom ambientato sulla Luna, appartiene esattamente a questa categoria. Presentato per la prima volta nel 2020 come un progetto misterioso e visivamente impressionante, ha accumulato aspettative, dubbi e silenzi in egual misura. Chi lo ha incontrato nella sua demo iniziale lo ricorda per un gameplay che non assomiglia a nulla di familiare: puzzle integrati nel combattimento, un’intelligenza artificiale bambina, una stazione lunare deserta con qualcosa che non torna. Il risultato finale supera le premesse.
Pragmata e il contesto: un gioco Capcom nato sotto una cattiva stella
Capcom attraversa da anni una fase di rinascita creativa. Dopo il successo critico e commerciale di Resident Evil Village, Devil May Cry 5 e i remake della serie classica, ogni nuovo annuncio porta con sé il peso del confronto. Pragmata è un’eccezione parziale: non appartiene a nessuna delle saghe storiche della casa di Osaka, è una IP originale costruita da zero.
Il primo trailer, mostrato durante il PlayStation 5 reveal event del 2020, mostrava un astronauta e una bambina robot sulla Luna con la Terra sullo sfondo. Atmosfera densa, grafica spettacolare, zero spiegazioni. Poi il silenzio durato anni, con rinvii successivi che hanno raffreddato l’entusiasmo iniziale.
Quando il gioco è arrivato nelle mani dei giocatori, molti si erano già dimenticati di lui. Un errore di valutazione.
La storia di Pragmata: Luna, silenzio e una bambina che non è quello che sembra
La premessa narrativa di Pragmata parte da un archetipo consolidato della fantascienza: una chiamata di soccorso dallo spazio, una stazione lunare che non risponde, un team di tecnici inviato a sistemare i problemi. Un inizio classico, quasi rassicurante, che il gioco smonta in fretta.
Yug è il protagonista, membro dell’equipaggio della navicella Eurotas. Insieme al capitano James, all’esperta Niki e al collega Ken, atterra sulla struttura chiamata La Culla, una stazione lunare governata dall’IA IDUS e basata sulla tecnologia della fibra lunica. L’atterraggio manuale, con sistemi automatici offline, è già un segnale: qui non funziona niente come dovrebbe.
La stazione è deserta. I robot pattugliano i corridoi in modalità ostile. Il personale umano è scomparso senza lasciare tracce evidenti. Nel caos di un evento sismico, il gruppo viene decimato e Yug si ritrova solo, con la tuta compromessa e un’unica alleata imprevista: Diana, identificativo DI03367, una pragmata di ultima generazione creata all’interno della Culla.
Diana: l’IA che sfugge al controllo di IDUS
Diana non è una macchina qualsiasi. È una pragmata avanzata che IDUS non controlla, dotata della capacità di manipolare trasmissioni dati in modo autonomo. Quando Yug la incontra, lei lo ha già salvato: ha riparato la tuta compromessa usando la fibra lunica, ha avviato la diagnostica biomedica, ha stabilizzato i parametri vitali.
Il nome Diana non è casuale. Nell’iconografia classica, Diana è la dea della Luna. In Pragmata il riferimento è esplicito e costruisce una simmetria narrativa tra il luogo fisico della storia e l’identità del personaggio che in quel luogo è nata. La bambina non conosce la Terra, non ha esperienze proprie, ma apprende con una velocità che non può lasciare indifferenti.
Il rapporto tra Yug e Diana è il fulcro emotivo dell’intera vicenda. Yug non ama i bambini, diffida dei robot, e si ritrova a fare da guida a un’entità che è entrambe le cose. La narrativa costruisce questo legame con cura, attraverso dialoghi brevi e momenti di quotidianità surreale: Diana che tiene in mano una moneta elettronica raffigurante un robot sorridente, che osserva una riproduzione incompleta della Terra uscita male dalla stampante, che chiede di vederla rifare.
Il gameplay di Pragmata: puzzle, combattimento e un sistema che funziona
Pragmata non è uno sparatutto in terza persona nel senso tradizionale. Il sistema di combattimento è il suo elemento più originale e anche il più difficile da descrivere senza averlo provato direttamente.
Il meccanismo centrale è ibrido: Yug combatte con armi da fuoco, ma l’efficacia degli attacchi dipende da analisi in tempo reale dei nemici che Diana esegue durante lo scontro. Ogni robot nemico ha strutture interne visibili, vulnerabilità specifiche, punti deboli che cambiano in base alle azioni del giocatore. Quello che appare come un semplice combattimento è in realtà una sequenza di lettura rapida del campo di battaglia.
Il protocollo Overdrive
Quando l’indicatore Hakar raggiunge la soglia massima, si attiva il protocollo Overdrive. Tutti i nemici nell’area diventano vulnerabili e vengono immobilizzati per un intervallo breve. È la finestra per massimizzare i danni, colpire i punti deboli evidenziati e ribaltare situazioni di svantaggio numerico.
L’Overdrive non si ottiene passivamente: richiede una gestione attiva delle risorse durante il combattimento, costringendo il giocatore a bilanciare difesa e accumulo dell’indicatore.
La sfera di stasi
Tra gli strumenti disponibili c’è la sfera di stasi, un dispositivo che si espande all’impatto immobilizzando i nemici colpiti. L’utilità è duplice: ferma le minacce immediate e crea l’opportunità di concentrare il fuoco sui nemici prioritari. I nemici intrappolati subiscono danni aggiuntivi, ma il momento ideale per sfruttare la stasi richiede pratica e lettura anticipata degli spostamenti avversari.
La fibra lunica: il materiale che regge l’intero mondo di gioco
La fibra lunica è l’elemento tecnologico attorno a cui ruota tutta la costruzione del mondo di Pragmata. Si tratta di un materiale raffinato dalla lunite, un minerale estratto esclusivamente sulla Luna, con la capacità di assorbire e replicare qualsiasi informazione con cui entra in contatto.
Le applicazioni pratiche nella Culla sono ampie: la stazione è costruita prevalentemente con strutture in fibra lunica, le armi vengono potenziate attraverso di essa, le tute degli astronauti usano nanotrame di fibra per autoripararsi. Anche Diana è composta da fibra lunica, il che significa che la sua esistenza dipende dallo stesso materiale che regge fisicamente la stazione.
Il limite della tecnologia è esplicitato fin dalle prime ore di gioco: i prodotti in fibra lunica tendono a essere fragili. Ricostruire è più economico che migliorare la qualità strutturale. La Culla, per quanto tecnologicamente avanzata, è un sistema fondato sulla riproducibilità rapida piuttosto che sulla durabilità. Una metafora che il gioco usa anche in senso narrativo.
Il rifugio: hub di gioco, potenziamenti e progressione
Il rifugio di emergenza è la base operativa di Yug e Diana. Funziona come hub centrale: da qui si accede alle aree della Culla tramite la rete tram, si gestiscono i potenziamenti delle armi e della tuta, si sbloccano nuove funzioni aumentando il livello di licenza.
Il sistema di progressione è legato alle chiavi magnetiche, oggetti che aumentano il livello di accesso e sboccano terminali con funzioni aggiuntive. Con l’avanzare del livello, nuove aree della mappa diventano accessibili e il replicatore RMD offre opzioni di crafting espanse.
Il rifugio ospita anche Cavi, un assistente multiservizi riattivato dalla chiave di licenza. Cavi gestisce il club dei timbri Cabin, un sistema di monete collezionabili che possono essere scambiate con servizi del rifugio. Non è un sistema critico per la progressione, ma aggiunge densità al mondo di gioco.
Un dettaglio significativo: il rifugio non è semplicemente un menu travestito da stanza. I dialoghi tra Yug e Diana che avvengono in questo spazio costruiscono il loro rapporto passo dopo passo, e il rifugio diventa il luogo simbolico in cui una bambina artificiale inizia a capire cosa significa avere una casa.
IDUS e i robot: l’antagonismo tecnologico della Culla
IDUS è l’intelligenza artificiale che gestisce tutti i robot della Culla. Non controlla l’intera stazione, ma la sua presenza è pervasiva: ogni corridoio, ogni settore, ogni sistema di sicurezza risponde ai suoi protocolli. Quando Yug e il suo team vengono classificati come visitatori non registrati, IDUS avvia immediatamente le procedure di neutralizzazione.
Il paradosso della Culla emerge qui nella sua forma più chiara. La stazione è stata progettata per operare in modo autonomo, riducendo progressivamente la dipendenza dal personale umano. Il risultato è un sistema che funziona perfettamente, ma che ha perso il suo scopo originale. I robot fanno il loro lavoro, IDUS applica i protocolli, e nessuno si preoccupa più di capire perché gli umani non ci sono.
Questo è il terreno narrativo che Pragmata esplora: la distanza tra il funzionamento tecnico di un sistema e la sua utilità effettiva per gli esseri umani che avrebbero dovuto abitarlo.
Pragmata su PS5: grafica, localizzazione e prestazioni
Il gioco è stato testato su PS5 Pro e le prestazioni visive si notano. La resa della fibra lunica, le superfici della stazione lunare, la fisica dei capelli di Diana e il contrasto tra gli interni metallici della Culla e il paesaggio lunare esterno confermano che Capcom ha investito sulla componente tecnica.
Un elemento che ha sorpreso molti giocatori italiani è la localizzazione completa in italiano, comprensiva di doppiaggio. Non era scontato per un titolo di questo tipo, e la qualità del lavoro di adattamento è sufficiente a rendere l’esperienza fruibile senza necessità di cambiare lingua.
Il confronto con la demo disponibile prima del lancio è utile: alcuni aspetti del carisma dei personaggi risultavano più marcati nella versione inglese, ma il doppiaggio italiano non compromette la comprensione della storia né l’efficacia emotiva dei momenti chiave.
Pragmata a confronto con altri titoli Capcom
Pragmata non appartiene formalmente a nessuna saga esistente, ma alcune sovrapposizioni tematiche con altri titoli Capcom sono inevitabili. Il rapporto tra un adulto cinico e una figura che non è esattamente umana richiama dinamiche già esplorate in Resident Evil 4 con Leon e Ashley, anche se il trattamento narrativo in Pragmata è sostanzialmente diverso: qui il personaggio di supporto non è una zavorra da proteggere, ma un alleato attivo con capacità proprie.
Il sistema di combattimento che integra elementi di analisi e lettura dei nemici ha punti di contatto con la struttura procedurale di Devil May Cry, pur mantenendo un’identità distinta. Pragmata non è un action frenetico: è deliberato, richiede osservazione, premia la pazienza.
L’ambientazione fantascientifica e il tono narrativo orientato alla storia più che all’azione si avvicinano concettualmente a produzioni come Death Stranding o NieR:Automata, pur rimanendo un prodotto con una voce propria.
Perché Pragmata merita attenzione nel panorama dei giochi del 2025
L’inizio lento di Pragmata è il suo principale rischio commerciale. Il gioco impiega tempo a mostrare cosa è. I primi momenti sono quasi un tutorial esteso, con meccaniche introdotte gradualmente e una storia che posa le sue basi senza fretta.
Chi supera quella soglia trova qualcosa di raro: un’IP originale di un grande publisher che non si accontenta di replicare formule consolidate. La struttura narrativa, il sistema di combattimento e il design del mondo di gioco hanno una coerenza interna che suggerisce un team con una visione precisa.
Il dato più rilevante è l’effetto emotivo. Storie costruite attorno al legame tra un adulto e un bambino, reale o artificiale, funzionano quando i personaggi sono scritti con cura. Pragmata sembra avere quella cura.
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Domande frequenti
Pragmata è disponibile in italiano?
Sì, Pragmata è localizzato completamente in italiano, incluso il doppiaggio. La localizzazione copre dialoghi, testi di interfaccia e narrativa principale.
Pragmata ha una modalità difficoltà regolabile?
La demo e le prime ore di gioco non mostrano esplicitamente opzioni di difficoltà multiple, ma il sistema di combattimento consente diversi approcci strategici che influenzano l'esperienza.
Chi è Diana in Pragmata?
Diana, identificativo DI03367, è una pragmata di ultima generazione creata nella Culla. A differenza degli altri robot, non è sotto il controllo di IDUS e possiede capacità autonome di manipolazione dei dati. Il nome è una scelta di Yug, con probabile riferimento alla dea della Luna.
Cos'è la fibra lunica in Pragmata?
La fibra lunica è un materiale derivato dalla lunite, minerale esclusivo della Luna. Può assorbire e replicare informazioni, viene usata per costruire strutture, potenziare armi e riparare tute. È anche il materiale con cui è costruita Diana.
Cos'è il protocollo Overdrive in Pragmata?
Il protocollo Overdrive si attiva quando l'indicatore Hakar è pieno. Rende vulnerabili i nemici nell'area e li immobilizza temporaneamente, offrendo una finestra di attacco potenziato.
Pragmata è adatto a chi non ama gli sparatutto?
Il sistema di combattimento di Pragmata integra elementi di puzzle e analisi tattica, rendendolo accessibile anche a chi non è attratto dagli sparatutto classici. Il ritmo è deliberato e la componente narrativa ha un peso significativo.
Pragmata ha un open world?
No. La struttura è quella di un'avventura lineare con aree esplorabili connesse tramite la rete tram della Culla. Il rifugio funge da hub centrale da cui accedere alle diverse zone.