Pragmata ray tracing vs path tracing su PC: confronto visivo e analisi prestazioni su tutte le piattaforme

Pragmata PC: path tracing contro ray tracing, chi vince e quanto pesa sulla GPU

pragmata copertina
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La versione PC di Pragmata porta sul tavolo uno dei confronti tecnici più interessanti dell’anno: ray tracing standard contro path tracing completo, con differenze visive che vanno ben oltre la semplice qualità delle ombre. A completare il quadro, le analisi su PS5 Pro e Nintendo Switch 2 mostrano due approcci opposti all’ottimizzazione grafica, entrambi in grado di restituire un’esperienza solida pur partendo da hardware radicalmente diverso. Il RE Engine di Capcom si conferma uno dei motori più scalabili del settore, capace di coprire uno spettro che va dall’hardware portatile di fascia media fino alle configurazioni PC di fascia altissima con DLSS 4 e Multi Frame Generation. Questo articolo analizza le differenze reali tra le modalità grafiche disponibili e cosa aspettarsi su ogni piattaforma.

Ray tracing e path tracing: non è solo una questione di qualità visiva

screenshot - pragmata

Prima di entrare nei numeri, vale la pena chiarire cosa distingue tecnicamente le due modalità, perché la differenza non è solo estetica ma strutturale nel modo in cui viene simulata la luce.

Il ray tracing tradizionale lancia raggi di luce in modo selettivo, applicandoli a specifici elementi della scena come riflessi, ombre e occlusione ambientale. È un’approssimazione computazionalmente più leggera, ma che per questo ragione lavora in modo parziale: su Pragmata, il ray tracing standard si comporta in alcune situazioni in modo molto simile alla modalità rasterizzazione di base, specialmente sui materiali metallici dove si notano artefatti e rumore visivo più accentuato.

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Il path tracing simula invece il percorso completo della luce con rimbalzi multipli. Ogni raggio viene tracciato tenendo conto dei materiali colpiti, delle superfici riflettenti e della luce indiretta proveniente anche da elementi fuori campo. Il risultato è un’immagine visivamente più coerente, dove le ombre hanno penombre corrette senza pixelazione, i riflessi catturano accuratamente l’ambiente circostante e l’illuminazione globale risponde in modo realistico a ogni fonte luminosa presente nella scena.

Le differenze visive nel dettaglio: dove si vede davvero la differenza

screenshot - pragmata

Riflessi e superfici metalliche

screenshot - pragmata

Su Pragmata, l’impatto più evidente del path tracing si nota sui materiali riflettenti. Le superfici metalliche e le tute dei personaggi, abbondanti nell’estetica sci-fi del gioco, mostrano con il ray tracing standard una qualità inferiore rispetto alle aspettative: rumore visivo nei riflessi e approssimazioni che in alcuni casi rendono la differenza rispetto alla rasterizzazione base meno netta di quanto si potrebbe pensare.

Con il path tracing attivo, lo stesso materiale cambia radicalmente aspetto. I rimbalzi multipli della luce catturano le superfici circostanti con una precisione che elimina il rumore e restituisce riflessi stabili e profondi, anche in movimento.

Ombre e illuminazione globale

pragmata copertina

Le ombre generate dal path tracing eliminano i bordi netti tipici delle implementazioni più semplici. Le penombre diventano graduate, con una densità che varia in funzione della distanza dalla fonte di luce e dalla geometria degli oggetti. L’illuminazione globale copre tutte le fonti luminose della scena, incluse le superfici emissive, con una coerenza visiva che si avvicina molto a quanto si vede nei film d’animazione in computer grafica di fascia alta.

Capcom ha definito il risultato finale del path tracing su Pragmata come “visuals cinematografici analoghi ai film sci-fi di fascia alta”, un’affermazione che nelle analisi tecniche disponibili trova riscontro concreto, soprattutto nelle scene notturne e negli ambienti chiusi dove la luce indiretta ha più peso.

Path tracing su PC: le prestazioni reali con DLSS 4

Attivare il path tracing ha un costo computazionale elevato, e i numeri lo confermano. Su RTX 5090 a 4K nativi, senza alcuna forma di upscaling, il path tracing porta il frame rate a 38 fps, un valore insufficiente per il gaming fluido. La situazione cambia radicalmente con l’introduzione della suite DLSS 4.

Abilitando DLSS Quality a 4K, il frame rate sale a 75 fps, già in zona comfort per la maggior parte dei giocatori. Con il Multi Frame Generation 4X attivo insieme a DLSS Quality, si arriva a 239 fps a 4K, un dato che rende il path tracing praticabile anche su schermi ad alto refresh rate.

A 1080p nativi con path tracing, l’RTX 5090 produce 115 fps. Con DLSS Quality il numero sale a 182 fps, e con MFG 4X si raggiungono 441 fps, valori che parlano di un’implementazione capace di saturare anche i monitor più veloci sul mercato con l’hardware giusto.

Su configurazioni mid-range, come un sistema con RTX 4060 e Ryzen 5 3600, il gioco mantiene oltre 50 fps a 1440p con DLSS Balanced e path tracing, un dato significativo perché dimostra che la modalità non è esclusivamente appannaggio degli enthusiast con budget illimitato.

Il ruolo di Ray Reconstruction

Il path tracing genera per sua natura rumore visivo ad alta frequenza, un problema che senza strumenti adeguati renderebbe l’immagine finale instabile. DLSS 4 integra Ray Reconstruction, una tecnologia che sostituisce i denoiser tradizionali con una rete neurale capace di ricostruire geometria e dati di illuminazione fotogramma per fotogramma. Il risultato è un’immagine più stabile, con dettagli fini preservati e senza il flickering di texture che affligge le implementazioni più datate.

Ray Reconstruction lavora senza costo aggiuntivo significativo sul frame rate, il che lo rende una componente fondamentale dell’intera catena tecnica del path tracing su Pragmata.

Pragmata su PS5 Pro: PSSR e due modalità grafiche a 60 fps

Su PlayStation 5 Pro, Pragmata offre due modalità grafiche entrambe orientate ai 60 fps con risoluzione finale di 2160p ottenuta tramite upscaling da 1080p. L’upscaler utilizzato è il PSSR (PlayStation Spectral Super Resolution) di Sony, che gestisce la ricostruzione dell’immagine con risultati visivamente solidi su schermo.

La modalità Performance riduce la qualità dell’illuminazione e della resa dei capelli in tempo reale per garantire la fluidità massima. La modalità Quality mantiene un impatto visivo superiore, con più dettaglio nelle scene complesse, pur mantenendo il target dei 60 fps come riferimento.

Il RE Engine si adatta bene alle specifiche di PS5 Pro, con una resa dei personaggi particolarmente curata: la capigliatura e i materiali delle tute mostrano un dettaglio che emerge soprattutto nelle cutscene e nei momenti più statici del gameplay. Non è il livello del path tracing PC, ma rappresenta un buon equilibrio tra qualità visiva e prestazioni per il formato console.

Nintendo Switch 2: DLSS batte la risoluzione inferiore

La versione Nintendo Switch 2 affronta il gioco con un hardware sensibilmente meno potente, rinunciando al ray tracing e alle hairstrands in tempo reale, ma recuperando qualità grazie a un’implementazione efficace del DLSS di NVIDIA, che migliora la nitidezza dell’immagine rispetto a quanto la risoluzione nativa suggerirebbe.

In modalità docked, il gioco punta a 1080p e mantiene i 60 fps nelle aree a bassa intensità grafica, con qualche calo nelle sezioni di combattimento più elaborate. Un elemento che aiuta la percezione della fluidità è il supporto al Variable Refresh Rate, che riduce la sensazione di micro-stuttering quando il frame rate non è perfettamente stabile.

In modalità portatile, Pragmata gestisce i compromessi visivi in modo intelligente: la riduzione della risoluzione interna è parzialmente compensata dall’interpolazione DLSS e dallo schermo di dimensioni ridotte, che perdonano molto. Il risultato finale è un’esperienza che funziona bene nel formato portatile, con una qualità dell’immagine che supera quella della versione Xbox Series S nonostante specifiche hardware inferiori su carta.

Il confronto tra piattaforme: una tabella riepilogativa

La differenza principale tra le versioni non riguarda solo la qualità visiva assoluta ma l’approccio tecnico scelto per ogni hardware. Su PC la variabile è il livello di ray tracing scelto e la GPU disponibile. Su PS5 Pro la scelta è tra qualità e performance ma sempre dentro un frame rate stabile. Su Switch 2 il focus è la portabilità con una qualità d’immagine superiore alle aspettative grazie al DLSS.

Chi ha una GPU NVIDIA di fascia medio-alta con 12 GB di VRAM o più troverà nel path tracing la versione visivamente più ricca del gioco. Chi gioca su console ha comunque accesso a un’esperienza solida, con PS5 Pro che offre il miglior compromesso tra fedeltà visiva e prestazioni nel segmento console.

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