Starfield è finalmente arrivato su PS5 e PS5 Pro, accompagnato dall’aggiornamento gratuito “Free Lanes” e dall’espansione “Terran Armada”. Dopo anni in cui il gioco Bethesda è rimasto un’esclusiva Microsoft, il debutto sulle console Sony era atteso come un evento significativo. L’analisi tecnica condotta da Digital Foundry restituisce però un quadro più complesso del previsto: il porting non è privo di interesse, ma porta con sé una serie di criticità che toccano sia le prestazioni sia la stabilità generale, rendendo questa versione PlayStation tutt’altro che definitiva allo stato attuale.
PS5 standard: due modalità, risultati differenti
Su PlayStation 5 standard il gioco propone due opzioni grafiche principali: una modalità Qualità e una modalità Performance.
La modalità Performance punta ai 60fps con rendering interno intorno a 1080p, supportato da tecniche di variable rate shading per distribuire il carico computazionale in modo più efficiente. Negli ambienti chiusi e nelle aree a bassa densità il target viene mantenuto con costanza. Il problema emerge nelle grandi città: New Atlantis, il principale hub urbano del gioco, porta il frame rate a scendere frequentemente verso i 30fps. In assenza di un display con supporto VRR (Variable Refresh Rate), questi cali si traducono in fenomeni di tearing visibili.
La modalità Qualità, che opera a 30fps, offre un’immagine più stabile e dettagliata: risoluzione interna di circa 1440p, ombre di maggiore qualità, draw distance più ampia e una resa generale più pulita. Per chi privilegia la coerenza visiva rispetto alla fluidità, questa rimane l’opzione più solida sulla console base.
In termini di confronto diretto, PS5 si avvicina a Xbox Series X nel comportamento complessivo, ma la console Microsoft conserva un vantaggio medio di circa 5fps nelle aree tecnicamente più pesanti.
PS5 Pro: più opzioni, non sempre più chiarezza
Su PS5 Pro la situazione si complica. Il gioco offre sette modalità distinte, che combinate con le opzioni di sistema danno origine a circa 24 configurazioni possibili. Una complessità che, invece di semplificare la scelta, la rende più disorientante per l’utente medio.
Modalità Performance su PS5 Pro
La modalità Performance su PS5 Pro mantiene i 60fps con una certa continuità, ma lo fa abbassando la risoluzione interna fino a 900p nativi. Il dato può sembrare un passo indietro, ma il beneficio pratico è tangibile: la fluidità migliora rispetto alla console standard e in alcuni scenari PS5 Pro supera Xbox Series X anche di 10fps.
Il problema principale in questa modalità riguarda l’upscaling. Il gioco utilizza il PSSR 1.0 (PlayStation Spectral Super Resolution, la soluzione proprietaria Sony basata su machine learning) che, nella sua prima iterazione, introduce artefatti visivi evidenti: sfarfallii, rumore nell’immagine in movimento e instabilità sui bordi degli oggetti. È possibile attivare il PSSR 2.0 a livello di sistema operativo della console, con risultati migliorati in termini di nitidezza e stabilità, ma anche questa versione aggiornata non è esente da difetti, in particolare nella resa della vegetazione e nelle zone con occlusione ambientale (AO).
La modalità Enhanced: esclusiva Pro a 30fps
La modalità Enhanced, disponibile solo su PS5 Pro, spinge la risoluzione interna fino a 1800p e incrementa la qualità di ombre, foliage e riflessi ambientali. Il target frame rate è 30fps, con la possibilità di salire a 40fps su display a 120Hz. Anche in questo caso, però, le città come New Atlantis portano il frame rate a scivolare verso i 30fps stabili, rendendo il vantaggio del target a 40fps disponibile prevalentemente in ambienti meno densi.
Il problema che pesa di più: i crash
Al di là delle considerazioni sulle modalità grafiche, la criticità più grave rilevata da Digital Foundry riguarda la stabilità del software. Durante i test, sia PS5 che PS5 Pro hanno mostrato crash frequenti, con blocchi completi che impongono il riavvio forzato della console.
Questo tipo di comportamento era assente nella versione Xbox al lancio, anche se la versione Xbox Series X attuale presenta nuovi stutter in alcune sequenze, probabilmente legati agli aggiornamenti rilasciati nel frattempo.
I crash non sono fenomeni isolati o difficilmente riproducibili: emergono con una frequenza sufficiente da rappresentare un ostacolo concreto all’esperienza di gioco. Si tratta probabilmente dell’aspetto che più necessita di intervento tramite patch correttive.
Altre criticità: HDR, v-sync e impostazioni
Oltre ai crash, Digital Foundry segnala una serie di problemi minori ma significativi nel complesso:
- L’implementazione dell’HDR è giudicata inefficace, con una resa cromatica che non sfrutta le capacità dei display moderni.
- Il v-sync risulta non funzionante in alcune configurazioni, contribuendo agli artefatti di tearing già citati.
- Alcune opzioni di sistema non vengono salvate correttamente, costringendo l’utente a riconfigurare le impostazioni dopo ogni sessione.
- Il design complessivo del menu delle opzioni è descritto come mal strutturato, con una disposizione delle voci che rende difficoltosa la navigazione tra le modalità disponibili.
Il DualSense: l’unica promozione senza riserve
Non tutto è negativo nell’analisi. Digital Foundry promuove con convinzione l’integrazione delle funzionalità del controller DualSense, definendo il feedback aptico e i grilletti adattivi come tra i migliori esempi della categoria per quanto riguarda la simulazione del pilotaggio delle navi spaziali.
Si tratta di un elemento che PS5 e PS5 Pro aggiungono effettivamente al gioco rispetto alle versioni precedenti, e che contribuisce all’immersione in modo misurabile. In un’analisi complessivamente critica, questa rimane la nota positiva più netta.
Un porting con potenziale non ancora espresso
Il quadro che emerge è quello di una conversione tecnicamente ambiziosa ma non ancora rifinita. PS5 Pro, in particolare, avrebbe potuto rappresentare la versione di riferimento assoluta di Starfield, con la sua capacità computazionale superiore e le modalità grafiche esclusive. Invece, la combinazione di crash, artefatti PSSR, HDR lacunoso e opzioni mal gestite lascia la versione PlayStation in una posizione intermedia.
Il confronto con la versione Xbox è in parte favorevole a PS5 Pro in termini di frame rate grezzo nella modalità Performance, ma sfavorevole sul piano della stabilità e della qualità dell’immagine in alcuni scenari. La versione PC resta il punto di riferimento per chi vuole il massimo, con la possibilità di personalizzare ogni parametro grafico senza i vincoli delle configurazioni console.
L’impressione generale è che il gioco sia arrivato su PlayStation in uno stato che richiede ancora lavoro. Le basi sono solide, il contenuto è lo stesso apprezzato su altre piattaforme, ma la mancanza di ottimizzazione finale pesa sull’esperienza concreta, in particolare per i possessori di PS5 Pro che si aspettano di sfruttare appieno la potenza aggiuntiva della loro console.
Tabella riassuntiva: modalità grafiche a confronto
| Piattaforma | Modalità | Risoluzione interna | Frame rate target | Note |
|---|---|---|---|---|
| PS5 | Performance | ~1080p | 60fps | Cali a New Atlantis; tearing senza VRR |
| PS5 | Qualità | ~1440p | 30fps | Stabile, immagine più pulita |
| PS5 Pro | Performance | ~900p | 60fps | PSSR 1.0 con artefatti; supera Series X di ~10fps |
| PS5 Pro | Enhanced | ~1800p | 30fps (40fps su 120Hz) | Qualità visiva più alta; cali nelle città |
| Xbox Series X | Performance | ~1080p | 60fps | ~5fps di vantaggio su PS5 nelle aree pesanti |
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Domande frequenti
Starfield su PS5 funziona a 60fps?
La modalità Performance su PS5 punta ai 60fps con risoluzione interna di circa 1080p, ma in aree dense come New Atlantis il frame rate può scendere fino a 30fps. La modalità Qualità opera a 30fps fissi con risoluzione interna di circa 1440p e maggiore stabilità.
Cos'è il PSSR in Starfield su PS5 Pro?
Il PSSR (PlayStation Spectral Super Resolution) è la tecnologia di upscaling proprietaria Sony basata su machine learning, disponibile su PS5 Pro. Starfield utilizza il PSSR 1.0 di default, che introduce artefatti visivi. È possibile attivare il PSSR 2.0 dalle impostazioni di sistema della console, con risultati migliori ma non privi di difetti.
Starfield crasha su PS5?
Secondo l'analisi di Digital Foundry, sia PS5 che PS5 Pro hanno mostrato crash frequenti durante i test, con blocchi che richiedono il riavvio forzato della console. Il problema non era presente al lancio della versione Xbox.
Qual è la differenza tra PS5 e PS5 Pro su Starfield?
PS5 Pro offre una modalità Enhanced esclusiva con risoluzione interna fino a 1800p, migliore qualità di ombre e foliage, e fino a 24 configurazioni grafiche possibili. La modalità Performance su PS5 Pro può superare Xbox Series X di circa 10fps, ma a scapito della risoluzione nativa (900p) e con artefatti legati al PSSR.