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Tides of Tomorrow recensione: un’idea interessante soffocata da troppe lacune

Tides of Tomorrow: l'idea c'è, il gioco intorno no

tides of tomorrow copertina
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Ti svegli sott’acqua. Intorno a te ci sono i corpi di chi non ce l’ha fatta. Scegli il tuo personaggio mentre i polmoni si riempiono d’acqua, poi nuoti verso la superficie per capire in cosa ti sei cacciato. Tides of Tomorrow inizia con una delle sequenze di apertura più evocative degli ultimi mesi. Poi il gioco comincia davvero, e le cose si complicano.

Tra Telltale e Water World: dove si posiziona questo gioco

screenshot - tides of tomorrow

DigixArt è lo studio francese che ha prodotto Road 96, avventura narrativa del 2021 che aveva saputo costruire un’identità forte mescolando scelte morali, personaggi procedurali e un senso di viaggio genuino. Tides of Tomorrow è il loro passo successivo, pubblicato da THQ Nordic su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S.

Il genere di riferimento è quello delle avventure narrative in prima persona, con qualche elemento di stealth e platforming. I termini di confronto più diretti sono i titoli Telltale nella struttura delle scelte e della progressione, e Mirror’s Edge come punto di riferimento visivo, anche se la somiglianza si ferma all’estetica. Non c’è il combat, non c’è la fisicità: Tides of Tomorrow è un gioco in cui quasi tutto si risolve attraverso il dialogo e la scelta.

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Rispetto a Road 96, il salto in avanti tecnico è limitato, mentre l’ambizione sistemica è più alta, con un’idea originale al centro che merita attenzione: il problema è che questa idea deve reggere da sola un gioco che fatica altrove.

Il sistema di eredità: l’unica cosa che funziona davvero bene

screenshot - tides of tomorrow

Il cuore di Tides of Tomorrow è l’Inheritance System, il sistema di eredità. Quando entri in una partita, scegli un altro giocatore reale da seguire come guida attraverso il mondo. Le sue decisioni precedenti diventano il contesto in cui si svolge la tua esperienza: se ha preso un oggetto, quell’oggetto non c’è per te. Se ha offeso una fazione, quella fazione potrebbe essere meno disponibile quando arrivi. Se ha lasciato qualcosa, lo trovi ad aspettarti.

Il meccanismo funziona in entrambe le direzioni. Non stai solo raccogliendo le conseguenze di chi è venuto prima: stai anche costruendo il contesto per chi verrà dopo. Il gioco te lo ricorda esplicitamente. Quando prendi qualcosa che avrebbe potuto lasciare a chi ti segue, una notifica ti segnala che i giocatori successivi non avranno quell’opzione. Questo crea una riflessione autentica sulla scelta: la stai facendo per te o stai pensando alla catena di cui fai parte?

La possibilità di seguire persone diverse a metà partita aggiunge un ulteriore livello. Puoi passare da un giocatore che ha affrontato il gioco in modo aggressivo a uno che ha cercato la diplomazia, e l’incrocio di quelle traiettorie diventa la trama della tua esperienza. È un’idea che non si vede spesso, e che qui funziona concretamente, anche se non viene spinta fino alle sue conseguenze più radicali.

Il mondo post-apocalittico e le sue regole

screenshot - tides of tomorrow

Tides of Tomorrow è ambientato in un futuro in cui la plastica ha avvelenato oceani, terre e persone. La malattia che ne è derivata, chiamata plasmia, ha costretto i sopravvissuti a vivere su piattaforme galleggianti e insediamenti di fortuna. Il parallelo con Waterworld è immediato, ma l’estetica del gioco prende una direzione diversa: colori saturi, superfici marmorizzate, un aspetto organico-artificiale che divide chi lo vede.

Giochi come Mad Max o i classici post-apocalittici puntano sul grigio e sulla ruggine come metafora di ciò che si è perso. Tides of Tomorrow sceglie il contrario, un mondo quasi allucinato di colori innaturali, e il risultato è visivamente riconoscibile, anche se non sempre coerente. Ci sono zone dove l’art direction funziona davvero, e altre in cui la mancanza di personaggi attivi trasforma gli spazi in scenari vuoti con un effetto quasi mannequin.

Un gameplay che si ferma troppo presto

screenshot - tides of tomorrow

Al netto del sistema di eredità, Tides of Tomorrow è un gioco che fa poco. Lo stealth è presente ma è tra il più elementare che si possa trovare nel genere: i nemici non rappresentano una sfida reale e le sezioni di infiltrazione si attraversano senza tensione. Il combat, quando compare, viene gestito quasi sempre attraverso opzioni di dialogo. Il platforming è decorativo.

Il riferimento a Telltale è inevitabile, e non è un complimento neutro: come nei titoli di quello studio, il peso dell’esperienza cade quasi interamente sulla narrazione e sui personaggi. Quando queste componenti funzionano, il formato regge. Quando non funzionano, non c’è nient’altro a cui aggrapparsi.

In Tides of Tomorrow questo è esattamente il problema. Il sistema di eredità è originale e ben costruito. Il resto del gameplay non offre abbastanza per sostenere 30 ore di gioco senza che la trazione si perda lungo il percorso.

Una tecnica che non convince

screenshot - tides of tomorrow

Il comparto tecnico è il punto più debole del gioco, e in modo significativo. La voce degli attori è inconsistente: ci sono momenti in cui le performance sembrano lette da copione, e questi momenti tendono a concentrarsi proprio nelle sequenze narrativamente più importanti. Per un gioco in cui quasi ogni interazione è affidata al dialogo, questa è una lacuna che si sente costantemente.

Sul fronte delle performance, la situazione è più gestibile: l’estetica del gioco non richiede hardware recente, e anche con schede video datate il gioco gira senza problemi. L’assenza di FSR o DLSS è una scelta discutibile per un titolo moderno, parzialmente compensata da un sistema di scaling manuale della risoluzione.

L’interfaccia funziona ma non brilla: le interazioni sono leggibili e gli oggetti interagibili sono identificabili senza sforzo eccessivo, in linea con lo stile visivo del gioco.

Una narrativa con ambizioni superiori all’esecuzione

screenshot - tides of tomorrow

Il contesto narrativo di Tides of Tomorrow ha del potenziale. Un mondo post-apocalittico in cui la memoria collettiva è frammentata, dove il protagonista amnesiaco deve ricostruire la propria identità attraverso i ricordi degli altri, è una premessa che si presta a riflessioni interessanti sull’identità e sulla responsabilità.

Il problema è che i personaggi non reggono il peso che la storia richiede loro. Comprimari, antagonisti e figure di passaggio non riescono a imprimersi nella memoria in modo duraturo. Le loro storie si esauriscono nelle interazioni e non lasciano traccia sufficiente. Per un gioco che chiede al giocatore di fare scelte basate su relazioni, la mancanza di personaggi memorabili è un ostacolo che il sistema di eredità non riesce da solo a compensare.

La struttura narrativa del protagonista che emerge dall’acqua senza memoria e ricostruisce se stesso attraverso le esperienze altrui ha una sua logica interna, ma rimane in superficie per troppo tempo.

Trenta ore e un interesse che fatica a restare costante

screenshot - tides of tomorrow

Con 30 ore di gioco si copre l’esperienza in modo completo, con margini per esplorare traiettorie alternative attraverso l’Inheritance System. La rigiocabilità esiste sulla carta: seguire giocatori diversi e vedere come cambiano le condizioni di partenza è un motivo genuino per tornare.

Il problema è che il loop di base non genera abbastanza attrazione da rendere quella rigiocabilità automatica. La prima run è quella in cui l’idea funziona meglio, perché la novità del sistema compensa le debolezze del gameplay. Dalla seconda in poi, le lacune si fanno sentire più forte.

Un esperimento onesto in un formato che non decolla

Tides of Tomorrow è un gioco fatto da un team che ha scelto di provare qualcosa di diverso. Il sistema di eredità è un contributo genuino al design delle avventure narrative, e in un contesto di produzione più solida avrebbe potuto essere il centro di un’esperienza memorabile.

Il problema è che il gioco intorno a quella idea è troppo fragile. Il voice acting inconsistente, i personaggi che non lasciano il segno, il gameplay che si riduce spesso a camminare tra conversazioni: tutto questo pesa in modo proporzionale alla quantità di ore che il titolo richiede.

Road 96 aveva un’identità più coesa, anche con budget simile. Tides of Tomorrow ha un’idea più originale, ma un’esecuzione che non le fa abbastanza spazio.

Verdetto finale

Tides of Tomorrow non vale il prezzo pieno per la maggior parte dei giocatori. L’Inheritance System è genuinamente originale e merita attenzione, ma non è sufficiente a reggere un gioco che soffre di voice acting inconsistente, personaggi poco memorabili e un gameplay che chiede molto tempo senza offrire abbastanza in cambio. Aspetta uno sconto significativo, o approccialo sapendo già che stai comprando un esperimento, non un’avventura narrativa riuscita.

Recensione
tides of tomorrow

Tides of Tomorrow

Ti svegli sott'acqua. Intorno a te ci sono i corpi di chi non ce l'ha fatta. Scegli il tuo personaggio mentre i polmoni si riempiono d'acqua, poi nuoti verso la superficie per capi…

PC · PlayStation 5 · Xbox Series X|S 22 Aprile 2026
GC Score
5.0 /10

Voto Gamecast

Media redazionale

01

L’analisi, voce per voce

Cinque assi di valutazione. I numeri sono il punto di partenza; il commento del critico è il contenuto.

Gameplay 6/10

L'Inheritance System funziona bene, il resto del loop è troppo passivo

Tecnica 3/10

Voice acting inconsistente nei momenti chiave, assenza di FSR e DLSS

Storia 5/10

Premessa interessante sabotata da personaggi poco memorabili e dialoghi piatti

Longevità 6/10

Trenta ore disponibili con rigiocabilità reale ma attrattiva calante dopo la prima run

Esperienza 5/10

L'idea originale non basta a lasciare un'impressione duratura nel genere

02

A chi lo consigliamo

Tre posizioni secche, per aiutarti a capire se è il gioco giusto per te.

Giocalo se…
Appassionati di avventure narrative che vogliono sperimentare un sistema di scelta intergenerazionale mai visto altrove
Saltalo se…
Chi si aspetta personaggi memorabili, dialoghi ben recitati o un gameplay con profondità oltre la scelta e il cammino
Tienilo d’occhio se…
Quando scegli un nuovo Tidewalker da seguire e realizzi che le loro decisioni hanno già cambiato il mondo che stai attraversando
03

Cosa funziona, dove crolla

Cosa funziona

  • L'Inheritance System crea una vera riflessione sulle scelte e sulle conseguenze per chi viene dopo
  • La direzione artistica è riconoscibile e distintiva rispetto ai cliché post-apocalittici standard
  • Le performance tecniche sono solide su hardware datato grazie a un'estetica leggera

Dove crolla

  • Il voice acting è inconsistente e cede proprio nelle sequenze narrativamente più importanti
  • I personaggi non lasciano traccia: difficile ricordarne anche solo i nomi dopo poche ore
  • Il gameplay al netto del sistema di eredità si riduce a camminare tra conversazioni con stealth elementare
04

Il voto, riletto dal tuo stile

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