Indie in uscita maggio–luglio 2026: 9 indie da seguire

Una selezione ragionata dei progetti indie più promettenti della finestra estiva 2026, tra giochi narrativi, cozy game, RPG di spionaggio e metroidvania d’autore.

motorslice
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C’è un momento, guardando il calendario indie tra maggio e luglio 2026, in cui la cosa interessante non è più chiedersi “quanto è grande” un gioco, ma quanto è precisa la sua idea. Un furgone trasformato in casa autosufficiente. Una spia distrutta che deve ricucire una rete morta. Una barca nel Nord gelido. Una megastruttura da scalare come fosse una rovina abitata.

È una finestra strana: meno affollata dei grandi lanci autunnali, ma abbastanza densa da raccontare dove si sta muovendo la scena indipendente. Noi in redazione la stiamo guardando con attenzione perché molti di questi progetti non cercano di competere sul volume, ma sulla firma: un’immagine, una meccanica, un tono. Non tutti arriveranno perfetti.

Alcuni hanno promesse rischiose, altri sembrano più piccoli di quanto potrebbero essere. Ma proprio per questo vale la pena seguirli adesso, prima che il rumore del lancio li schiacci tutti nello stesso feed.

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#1. Mixtape

mixtape

Dev: Beethoven & Dinosaur · Uscita: 2026 · Piattaforme: Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2, PC, PlayStation 5

Mixtape è il gioco che mettiamo in cima perché, tra tutti, sembra avere la promessa emotiva più chiara. Beethoven & Dinosaur parte da un’idea semplice e pericolosa: l’ultima notte delle superiori, tre amici, una festa finale e una playlist capace di trasformare i ricordi in sequenze giocabili. Il rischio è evidente. Quando un gioco costruisce tutto sulla nostalgia, può diventare posa in pochi minuti. Qui però l’angolo ci interessa perché la musica non sembra un accessorio, ma la struttura stessa del ricordo.

A noi in redazione ha colpito soprattutto il modo in cui il progetto usa la mixtape come dispositivo narrativo. Non una colonna sonora appiccicata sopra l’avventura, ma una specie di montaggio emotivo: una canzone apre un frammento, un ricordo cambia il linguaggio della scena, una memoria adolescenziale diventa movimento. È una grammatica vicina al cinema coming-of-age, ma con una differenza importante: qui non guardi soltanto il ricordo, ci entri dentro.

Lo mettiamo prima di Zero Parades non perché sembri più ambizioso sul piano sistemico, ma perché appare più compatto nella sua identità. Mixtape sa esattamente quale ferita vuole toccare: il momento in cui l’amicizia cambia forma, l’età adulta arriva e una notte sembra contenere tutto quello che non si è ancora detto. Per chi cerca un’avventura narrativa musicale, potrebbe essere uno dei titoli più personali del periodo. Per chi vuole sistemi profondi, scelte ramificate o sfida, probabilmente sarà troppo guidato. Ma se il gioco regge il tono senza diventare videoclip interattivo, può lasciare un segno forte.

#2. Zero Parades: For Dead Spies

zero parades: for dead spies

Dev: ZA/UM · Uscita: 2026 · Piattaforme: PC, PlayStation 5

Zero Parades: For Dead Spies è il titolo più carico di aspettative e, proprio per questo, anche quello da osservare con più freddezza. ZA/UM torna con un GdR di spionaggio story-rich, una protagonista brillante e tormentata, una rete distrutta da ricomporre e un intrigo sanguinoso alla Fine della Storia. La premessa è densissima, forse persino troppo. Dopo un’opera fortemente autoriale, il pericolo è inseguire il mito invece di costruire un gioco nuovo.

Lo mettiamo al secondo posto perché l’idea di un RPG di spionaggio psicologico ha un potenziale enorme. Non parliamo di stealth classico, né di una semplice avventura investigativa. Quello che ci interessa è la possibilità di vedere un gioco dove identità, fallimento operativo, paranoia politica e dialoghi pesanti diventino meccanica. Se il titolo riuscirà a far pesare ogni scelta non solo sul “cosa succede”, ma sul modo in cui la protagonista interpreta il proprio crollo, allora potremmo essere davanti a uno dei progetti narrativi più importanti del 2026.

La nostra cautela riguarda la gestione del linguaggio. Un gioco così vive o muore sulla scrittura, ma non basta scrivere tanto per scrivere bene. Servono ritmo, interazione, conseguenze leggibili e un mondo che non sembri solo un manifesto ideologico. Zero Parades arriva prima di Will: Follow the Light perché ha un’ambizione più rara: portare lo spionaggio dentro un RPG verbale e psicologico. Ma arriva dopo Mixtape perché oggi sembra meno facile da inquadrare, più esposto al rischio di diventare enorme nelle intenzioni e meno preciso nel gesto.

Gamecast consiglia di tenerlo d’occhio se cercate giochi narrativi spigolosi, dialoghi importanti e mondi che non vi trattano da turisti. Se invece volete ritmo, combattimento o gratificazione immediata, potrebbe essere un titolo da aspettare con calma, magari dopo le prime impressioni post-lancio.

#3. Will: Follow the Light

will: follow the light

Dev: TomorrowHead Studio · Uscita: 2026 · Piattaforme: Xbox Series X|S, PC, PlayStation 5

Will: Follow the Light è la nostra scelta più atmosferica nella parte alta della classifica. Un viaggio realistico in prima persona attraverso latitudini settentrionali, acque fredde e una ricerca di ritorno verso le persone amate. Sulla carta sembra un’avventura contemplativa, ma non va liquidata come walking sim con barca. Il punto qui è capire se la navigazione sarà davvero esperienza, non solo scenario.

Lo mettiamo al terzo posto perché il suo immaginario ha una forza immediata. C’è qualcosa di potente nell’idea di attraversare acque sconfinate non per conquista, ma per tornare a casa. La prima persona, se gestita bene, può trasformare ogni rumore, ogni luce e ogni tratto di mare in un elemento di tensione. Ci siamo accorti che molti indie recenti stanno tornando a lavorare su scala ridotta ma sensoriale: meno sistemi, più presenza. Will: Follow the Light sembra inserirsi proprio lì, nella micro-scena delle avventure realistiche e intime.

Il rischio è che il realismo diventi lentezza senza densità. Un mare bello da guardare non basta per sostenere un viaggio. Servono gestione del ritmo, interazioni significative, strumenti credibili e una progressione che dia peso alla solitudine. Per questo lo mettiamo sotto Zero Parades, che ha una struttura narrativa più ambiziosa, ma sopra Outbound, che sembra più sistemico e aperto ma anche più esposto alla ripetizione da crafting survival.

È il gioco per chi ama esperienze come viaggio, non come checklist. Se vi interessano il freddo, la navigazione, il ritorno e quella forma di malinconia geografica che alcuni indie sanno trattare meglio dei grandi studi, questo è uno dei nomi da segnare.

#4. Outbound

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Dev: Square Glade Games · Uscita: 2026 · Piattaforme: Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2, PC, PlayStation 5

Outbound porta la fantasia cozy in una direzione molto concreta: costruire una casa su ruote, vivere off-grid, produrre energia da sole, vento o acqua, coltivare, automatizzare e spostarsi in un mondo colorato. È un titolo che parla a una nicchia ormai chiarissima: chi vuole un survival senza aggressività, un crafting senza ansia e una progressione fatta di miglioramenti domestici. Il camper non è solo mezzo di trasporto, è la base emotiva del gioco.

Lo mettiamo al quarto posto perché, tra i titoli della lista, è quello con la promessa sistemica più accessibile. La casa mobile può diventare un ottimo centro di progressione: aggiungi una postazione, sistemi una fonte energetica, ottimizzi produzione e coltivazioni, poi riparti. Il loop potrebbe funzionare molto bene se ogni upgrade cambia davvero il modo in cui abiti e attraversi il mondo.

La nostra cautela sta nella parola “autosufficienza”. Nei giochi cozy-sim, il confine tra rilassante e meccanico è sottile. Se la produzione diventa solo accumulo di risorse, Outbound rischia di perdere la sua poesia ecologica. Per emergere dovrà far sentire la differenza tra mettere un pannello solare, deviare energia, coltivare qualcosa e scegliere dove parcheggiare. Non basta riempire il camper di oggetti carini.

Lo posizioniamo sotto Will perché quest’ultimo, almeno dalle premesse, ha un’identità emotiva più netta. Ma lo mettiamo sopra Thick as Thieves perché la sua promessa è più leggibile: sappiamo subito quale desiderio sta intercettando. Gamecast consiglia di seguirlo se amate i cozy game con crafting, personalizzazione e una componente ecologica non troppo punitiva. Se cercate rischio, fallimento o survival duro, probabilmente non è il vostro viaggio.

#5. Thick as Thieves

thick as thieves

Dev: OtherSide Entertainment · Uscita: 2026 · Piattaforme: Xbox Series X|S, PC, PlayStation 5

Thick as Thieves è uno dei progetti più intriganti e più rischiosi della lista. Ambientazione: una Edimburgo alternativa, classi sociali divise, élite ricchissime, poveri lasciati a sopravvivere e una rete di furti con intrighi soprannaturali. La descrizione parla di azione furtiva, rapine, solitaria o cooperativa con un complice. Sulla carta è un piccolo laboratorio di immersive sim leggera e stealth sociale.

Lo mettiamo a metà classifica proprio perché ha potenziale, ma anche molte variabili aperte. Il tema dei furti contro i potenti funziona se il level design permette davvero di leggere lo spazio, aggirare sistemi, improvvisare e usare il complice in modo creativo. Se invece la co-op si riduce a “uno distrae, l’altro ruba”, il rischio è di perdere rapidamente fascino. OtherSide Entertainment ha un’eredità che porta con sé aspettative precise sulla simulazione, sull’interazione e sui sistemi emergenti. Qui la domanda è: quanto sarà davvero libero il colpo?

A noi in redazione interessa soprattutto il rapporto tra ambientazione e meccanica. Una Edimburgo alternativa con soprannaturale e disuguaglianze sociali può diventare più di un fondale: può giustificare percorsi, fazioni, sorveglianza, oggetti strani, scorciatoie e obiettivi secondari. Il furto deve sembrare un piano, non una missione lineare con maschera elegante.

Lo mettiamo sotto Outbound perché la promessa del camper sostenibile è più immediata e meno dipendente dalla co-op. Ma lo mettiamo sopra Industria II perché, se mantiene anche solo metà delle sue ambizioni, potrebbe avere un’identità più rara. Da seguire con attenzione, ma senza firmare cambiali all’hype.

#6. Industria II

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Dev: Bleakmill · Uscita: 2026 · Piattaforme: PC

Industria II torna a lavorare su un territorio preciso: FPS narrativo, dimensione parallela, paesaggio boreale e un’intelligenza artificiale affamata che consuma il mondo. Ne abbiamo già scritto in Cosa aspettarsi da Industria II, e il motivo è semplice: Bleakmill sembra voler espandere l’identità del primo gioco senza trasformarlo in qualcosa di più grande solo per dovere di sequel.

Lo mettiamo al sesto posto perché è probabilmente il titolo più “di atmosfera” tra quelli action. Non è il classico FPS che vende potenza di fuoco. Qui il combattimento dovrebbe stare dentro una cornice narrativa più fragile: sopravvivere, raccogliere, capire dove si è finiti, cercare una via di casa. La promessa migliore è quella di un FPS dove il silenzio pesa quanto gli spari.

Il rischio però è chiaro. I narrative FPS devono trovare un equilibrio molto severo tra ritmo, shooting e racconto ambientale. Se il combattimento è troppo semplice, l’azione si sgonfia. Se è troppo invadente, l’atmosfera si spezza. Industria II deve dimostrare di avere più varietà, più controllo e più sostanza del semplice “mondo strano da attraversare”. Noi ci stiamo tenendo d’occhio Industria II perché il tema dell’IA divorante, unito al paesaggio boreale, ha una direzione visiva forte e potenzialmente molto attuale.

Arriva dopo Thick as Thieves perché, nella nostra lettura, il gioco di OtherSide ha una posta sistemica più imprevedibile. Ma arriva prima di The Relic: First Guardian perché la sua identità appare più definita. Se amate FPS narrativi compatti, inquieti e meno muscolari, questo è uno dei nomi più sensati da seguire.

#7. The Relic: First Guardian

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Dev: Project Cloud Games · Uscita: 2026 · Piattaforme: Xbox Series X|S, PC, PlayStation 5

The Relic: First Guardian entra in classifica come proposta action RPG fantasy ispirata all’Asia. La premessa è classica: un guardiano, i frammenti di una grande reliquia, un vuoto oscuro da sigillare, un mondo da salvare. È probabilmente il titolo meno sorprendente nella sua formulazione iniziale, ma non per questo da ignorare. Nel fantasy d’azione conta meno la premessa e più il peso del combattimento.

Lo mettiamo al settimo posto perché ha un potenziale visivo e tematico interessante, ma deve ancora dimostrare di avere una voce propria. Il rischio è finire nel gruppo molto affollato degli action RPG dark fantasy belli da vedere, ma intercambiabili nel ritmo. Per emergere servono animazioni leggibili, boss con identità, progressione non banale e un mondo che non sembri costruito solo per ospitare scontri.

Il dettaglio che ci incuriosisce è l’ispirazione asiatica. Se sarà trattata come direzione estetica forte, con architetture, creature, ritualità e combattimenti coerenti, potrà dare al gioco un carattere riconoscibile. Se resterà una superficie, sarà più difficile distinguerlo. La classifica lo premia per potenziale, non per garanzie.

Lo mettiamo sotto Industria II perché l’FPS di Bleakmill ha una firma più chiara. Ma lo teniamo sopra Mariachi Legends e Motorslice non perché sembri necessariamente più originale, bensì perché il pubblico action RPG potrebbe trovare qui un’esperienza più corposa. Per chi ama il fantasy cupo, gli eroi solitari e i combattimenti contro creature più grandi di te, è un titolo da monitorare. Per chi cerca rottura, invece, meglio guardare altrove.

#8. Mariachi Legends

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Dev: Halberd Studios · Uscita: 2026 · Piattaforme: Xbox Series X|S, PC, PlayStation 5, Nintendo Switch

Mariachi Legends è il nostro candidato “identità prima di tutto”. Detective Pablo Cruz, maschera da mariachi, Santa Mascota, carnevale del Giorno dei Morti, una maledizione e una struttura da metroidvania action. È un mix che potrebbe sembrare carico, ma almeno ha un’immagine mentale immediata. Folklore messicano e gameplay arcade sono il suo gancio più forte.

Lo mettiamo all’ottavo posto non per mancanza di interesse, ma perché il metroidvania è una delle micro-scene più affollate e spietate dell’indie contemporaneo. Non basta avere stile. Servono backtracking intelligente, abilità che cambiano davvero l’esplorazione, boss leggibili e una mappa che non diventi solo un reticolo da pulire. Se Mariachi Legends riuscirà a unire ritmo da sala giochi e progressione metroidvania, può sorprendere. Se invece si appoggerà troppo sull’estetica, rischia di restare più memorabile nei trailer che nel pad.

A noi in redazione piace l’idea del detective mascherato scelto dalla Morte, perché permette un tono teatrale senza per forza scivolare nella parodia. Il gioco sembra avere colore, musica e una mitologia riconoscibile, ma dovrà dimostrare di saper costruire tensione e non solo festa. È un equilibrio delicato: il Giorno dei Morti, se trattato bene, può dare al mondo un senso di ritualità e malinconia; se trattato male, diventa solo decorazione.

Arriva sotto The Relic perché il suo genere richiede una precisione di level design che non possiamo dare per scontata. Ma è uno dei titoli che potrebbero risalire di più dopo una demo convincente. Dark horse visivo, con riserva sul design.

#9. Motorslice

motorslice

Dev: Regular Studio · Uscita: 2026 · Piattaforme: Xbox Series X|S, PC, PlayStation 5

Motorslice chiude la classifica, ma non perché sia il meno interessante. Al contrario, è forse il più strano. Parkour tra le rovine di una megastruttura, boss enormi da scalare, macchinari edili da cacciare e una definizione quasi surreale: slice of life action-adventure. È un gioco che sembra voler rendere quotidiano l’assurdo, e questa è una promessa da non sottovalutare.

Lo mettiamo al nono posto perché, al momento, è quello più difficile da misurare. La combinazione tra parkour, arrampicata su boss e atmosfera immacolata può funzionare benissimo se il movimento è preciso. In un gioco così, il controllo non è un dettaglio tecnico: è tutto. Se saltare, correre, aggrapparsi e scalare non danno piacere immediato, anche l’idea più originale diventa fatica.

Ci interessa però il contrasto tra rovina e routine. Dare la caccia a macchinari edili dentro una megastruttura potrebbe sembrare una battuta, ma può diventare un modo per raccontare un mondo industriale svuotato, dove il lavoro, le infrastrutture e il corpo del personaggio si mischiano. La parte “slice of life” potrebbe essere la chiave per distinguerlo dal semplice action acrobatico.

Lo lasciamo in fondo perché ha più punti interrogativi degli altri: ritmo, controlli, leggibilità degli spazi, varietà dei boss, senso della progressione. Ma se dovessimo scegliere un titolo capace di ribaltare la percezione dopo una buona prova pad alla mano, Motorslice sarebbe tra i primi. Non è il più sicuro. È quello che potrebbe diventare più personale.

Il consiglio di Gamecast

La nostra scelta va a Mixtape perché, tra tutti, sembra il progetto con il rapporto più chiaro tra forma, tema e pubblico: musica, memoria e adolescenza non come estetica, ma come struttura del racconto. Il dark horse, però, è Thick as Thieves: se OtherSide riuscirà a costruire rapine davvero sistemiche, potrebbe diventare il gioco più discusso della finestra. Più cautela su The Relic: First Guardian, che ha bisogno di dimostrare carattere in un genere pieno di concorrenti. Tra questi indie in uscita nel 2026, quale state seguendo davvero: quello più emotivo, quello più sperimentale o quello che vi sembra destinato a sorprendere tutti?

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