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Tutto quello che sappiamo su Project: Ragnarok

Il nuovo RPG basato sull’universo di Ragnarok punta su scelte narrative, classi storiche e un mondo fantasy in collasso

project: ragnarok
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Project: Ragnarok è uno dei nuovi RPG da tenere d’occhio per il 2027, soprattutto per chi ha seguito l’universo di Ragnarok Online e vuole capire come questa proprietà intellettuale possa funzionare lontano dalla sua identità MMO. Il gioco, indicato su Steam come RAGNAROK PROJECT, è sviluppato da WAYCORDER e pubblicato da GRAVITY insieme a DAEWON MEDIA. L’uscita è prevista nella prima metà del 2027, con arrivo annunciato su PS5, Xbox Series, Nintendo Switch 2 e PC.

Project: Ragnarok parte da un nome pesante

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Il punto di partenza è chiaro: Ragnarok non è un marchio qualunque nel panorama RPG asiatico. La serie nasce dall’eredità di Ragnarok Online, MMO che ha costruito nel tempo una fanbase globale e che viene citato nella pagina Steam come parte di una IP apprezzata da oltre 100 milioni di giocatori.

Questa nuova produzione non sembra però voler replicare semplicemente la formula originale. L’idea, almeno da quanto comunicato finora, è quella di prendere un mondo familiare e rileggerlo in una forma più narrativa, più compatta e più adatta a un pubblico console e PC moderno.

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In redazione lo stiamo seguendo proprio per questo: non tanto perché porta con sé un nome storico, ma perché prova a spostare Ragnarok in un territorio diverso. Non un MMO classico, non un semplice spin-off mobile, ma un RPG single player costruito attorno a scelte, conseguenze e personaggi con ruoli definiti.

Cosa sappiamo su Project: Ragnarok tra uscita, piattaforme e sviluppo

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Al momento le informazioni confermate sono ancora essenziali, ma sufficienti per delineare il progetto. Project: Ragnarok è previsto per la prima metà del 2027. Su Steam risulta ancora “in arrivo”, senza una data precisa, senza prezzo e senza indicazioni su eventuali edizioni speciali.

Le piattaforme indicate nel brief redazionale sono PlayStation 5, Xbox Series, Nintendo Switch 2 e PC via Steam. Questo posizionamento è interessante perché suggerisce una produzione pensata fin dall’inizio per il mercato multipiattaforma, non per una pubblicazione limitata a PC o a un singolo ecosistema console.

Il team di sviluppo è WAYCORDER, mentre la pubblicazione coinvolge GRAVITY e DAEWON MEDIA. Per il pubblico storico, il nome Gravity resta il collegamento più immediato con Ragnarok, ma lo sviluppo affidato a Waycorder indica anche la volontà di dare al progetto una direzione specifica.

Un dettaglio pratico da non ignorare riguarda la lingua italiana. La pagina Steam segnala che l’italiano non è supportato, mentre risultano presenti interfaccia e sottotitoli per inglese, giapponese, cinese semplificato, cinese tradizionale, thailandese e coreano.

Un RPG narrativo più che un ritorno nostalgico

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Da quello che sappiamo, Project: Ragnarok punta molto sulla componente narrativa. La descrizione ufficiale parla di una storia basata su scelta e responsabilità, con decisioni che non vengono presentate come una semplice contrapposizione tra bene e male.

È una direzione significativa. Ragnarok, nella memoria di molti giocatori, è legato a classi, progressione, socialità online, grinding, build e identità visiva. Qui invece il centro sembra spostarsi verso un racconto più strutturato, con un mondo in crisi e una realtà che sta collassando.

Il prologo citato nel materiale disponibile ruota attorno a un oggetto perduto, una missione fallita e una frase che definisce bene il tono dell’opera: il fallimento non viene trattato come una fine, ma come l’inizio di qualcosa di più grande.

Questa impostazione suggerisce un RPG meno interessato alla pura nostalgia e più orientato a ricostruire l’universo di Ragnarok attraverso un conflitto centrale. Il rischio, naturalmente, è quello di allontanare chi cercava un ritorno fedele alla struttura storica. Il possibile vantaggio è offrire un punto d’ingresso più leggibile anche a chi conosce poco la serie.

Classi, compagni e mondo in rovina

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Uno degli aspetti più riconoscibili resta la presenza delle classi. La pagina Steam cita compagni con ruoli e stili di combattimento distinti, includendo Knight, Mage, Priest, Hunter e altri archetipi.

Questo dettaglio è importante perché mantiene un legame diretto con l’identità RPG di Ragnarok. Anche se non abbiamo ancora informazioni complete sul sistema di combattimento, la presenza di classi così leggibili fa pensare a una struttura in cui party, abilità e ruoli avranno un peso concreto.

L’ambientazione non sembra limitarsi a villaggi fantasy o dungeon tradizionali. I materiali ufficiali parlano di deserti, rovine, strutture di ricerca e zone segnate da fratture dimensionali.

Il riferimento alle distorsioni dimensionali e al Cuore di Ymir inserisce il progetto in una cornice più ampia, dove il mondo non è soltanto minacciato da un nemico esterno, ma da un’instabilità che lo sta consumando dall’interno. Questo può dare al gioco una direzione più cupa rispetto all’immaginario spesso colorato e accessibile associato a Ragnarok Online.

Steam Deck, requisiti PC e il nodo tecnico

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Sul fronte PC, la pagina Steam indica compatibilità con Steam Deck sconosciuta. Questo non significa che il gioco non funzionerà sulla portatile Valve, ma soltanto che al momento non esiste una verifica ufficiale. Per un RPG single player in arrivo anche su console, la compatibilità con Steam Deck potrebbe diventare un elemento rilevante più avanti.

I requisiti minimi riportati parlano di Windows 7 SP1, 8.1 o 10 a 64 bit, processore Ryzen 3 1200 o Intel Core i3-6100, 8 GB di RAM, GPU Radeon RX 470 o GeForce GTX 1060 e 5 GB di spazio disponibile. I requisiti consigliati alzano la memoria a 16 GB di RAM e indicano GPU come Radeon RX 7800 XT o GeForce RTX 4070.

Qui serve una lettura prudente. Il divario tra requisiti minimi e consigliati è piuttosto ampio, soprattutto sul fronte GPU. Potrebbe trattarsi di dati provvisori, come spesso accade con giochi ancora lontani dall’uscita, oppure di un segnale su impostazioni grafiche particolarmente esigenti. In ogni caso, fino a quando non arriveranno gameplay estesi e specifiche aggiornate, conviene considerare questi numeri come indicativi.

C’è anche un dettaglio tecnico da ricordare: Steam non supporta più il proprio client su sistemi precedenti a Windows 10 dal 1 gennaio 2024. Anche se la scheda del gioco cita Windows 7 e 8.1 nei requisiti, nella pratica il riferimento più realistico per l’utenza Steam resta Windows 10 o successivo.

Community e aspettative: entusiasmo cauto, non fiducia cieca

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Su Steam, al momento, Project: Ragnarok non ha recensioni degli utenti. Non essendoci una demo pubblica o una versione disponibile, non esiste ancora un riscontro diretto da parte dei giocatori sulla qualità del combat system, sulla scrittura o sulla progressione.

Questo rende l’aspettativa più difficile da misurare. Da un lato c’è la forza del marchio Ragnarok, che continua ad avere un peso notevole tra chi ha vissuto gli anni d’oro degli MMO asiatici. Dall’altro c’è una certa prudenza naturale verso ogni nuovo progetto legato a un brand storico, soprattutto quando cambia formula e piattaforme di riferimento.

La domanda centrale è semplice: Project: Ragnarok sarà un vero RPG capace di reggersi sulle proprie gambe o un prodotto che userà il nome Ragnarok come richiamo nostalgico?

Per ora non ci sono elementi sufficienti per dare una risposta. La direzione narrativa è interessante, la premessa del mondo in collasso funziona e la presenza delle classi storiche aiuta a mantenere continuità con l’identità della serie. Mancano però dettagli cruciali: struttura del combattimento, gestione del party, progressione, durata, eventuali contenuti secondari e livello di libertà nell’esplorazione.

Il consiglio di Gamecast

Il nostro consiglio, per ora, è di tenerlo nella lista dei giochi da monitorare, non di trattarlo già come una certezza. Il progetto ha materiale sufficiente per incuriosire, ma non abbastanza per costruire aspettative troppo alte.

Chi ama Ragnarok Online dovrebbe guardarlo con apertura, ma anche con lucidità: non sembra pensato per replicare l’esperienza MMO originale. Chi invece cerca un RPG narrativo fantasy, con classi riconoscibili e un mondo segnato da fratture dimensionali, potrebbe trovare qui una produzione interessante da seguire nei prossimi mesi.

Per restare aggiornati, abbiamo già aperto la scheda dedicata su Gamecast: Project: Ragnarok. Sarà utile soprattutto quando arriveranno nuovi trailer, dettagli sul gameplay e una data di uscita più precisa.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Da qui al lancio previsto nella prima metà del 2027, i punti da chiarire sono molti. Il primo riguarda il gameplay reale: trailer e descrizione bastano a comunicare il tono, ma non spiegano ancora come si giocherà minuto per minuto.

Il secondo riguarda la localizzazione. L’assenza dell’italiano pesa, soprattutto per un RPG che sembra voler mettere al centro dialoghi, scelte e conseguenze. Se la situazione resterà invariata, una parte del pubblico italiano potrebbe trovarsi davanti a una barriera concreta.

Il terzo riguarda Nintendo Switch 2. L’arrivo sulla nuova console Nintendo può dare visibilità al progetto, ma molto dipenderà dall’ottimizzazione e dal tipo di esperienza portatile che Waycorder riuscirà a costruire.

Project: Ragnarok oggi è una promessa più che una certezza. Ha un nome forte, un’ambientazione con potenziale e un posizionamento multipiattaforma ambizioso. Ora deve mostrare il gioco, non solo il concept.

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Ragnarok single player... già qui mi perdo. Ai miei tempi Ragnarok era gente in piazza a Prontera, chat, party improvvisati e lag a caso, non sta roba da scelte morali tipo compito in classe. magari sarà pure bello eh, ma chiamarlo Ragnarok mi pare un pò furbo
Capisco la nostalgia, però non vedo il problema se provano una strada diversa. Un altro MMO copia-incolla avrebbe fatto discutere uguale. Io aspetto gameplay vero, soprattutto per capire quanto pesano davvero le scelte
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